Allo stress reagiscono meglio le donne


Le cellule femminili resistono mentre quelle maschili si suicidano

Un’altra evidenza scientifica conferma che essere uomini o donne condiziona l’insorgenza e il decorso delle malattie, come pure la risposta alle cure.
È quanto ha osservato un gruppo di ricercatori del Centro di Riferimento per la Medicina di Genere dell’ISS che, in uno studio pubblicato sulla rivista internazionale Cell Death and Disease, in collaborazione con ricercatori dell’Università di Bologna e del CNR di Roma, è riuscito ad identificare alcuni componenti molecolari alla base della diversa risposta delle cellule maschili (XY) e femminili (XX) agli stress, capaci di attivare i processi di morte cellulare (apoptosi) o di indurre meccanismi protettivi (autofagia).
“In generale – spiega Paola Matarrese dell’ISS, coautrice della ricerca – le cellule maschili (XY) rispondono allo stress andando incontro a morte programmata (apoptosi), una forma di suicidio cellulare regolato; mentre …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Virus Zika nella placenta anche dopo la guarigione


Il virus si annida nelle cellule mesenchimali

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Il virus Zika sopravvive nelle cellule mesenchimali della placenta di una donna incinta anche dopo la presunta scomparsa dell’infezione. È quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma in collaborazione con colleghi dell’Umberto I, dello University College di Londra e del Centro Ospedaliero Universitario del Quebec.
Gli scienziati hanno analizzato la placenta di una donna incinta e asintomatica che aveva contratto l’infezione durante un viaggio a Cuba. La donna si era infettata al quarto mese di gravidanza e il virus è rimasto in circolo nel flusso sanguigno per due mesi e mezzo prima di sparire alla ventiseiesima settimana di gestazione. Alla trentottesima settimana, la donna ha partorito un bambino sano, fortunatamente non colpito dall’infezione, che può provocare gravi danni neurologici al feto.
I medici dello Spallanzani …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Osteoporosi, l’ambiente influisce

Le condizioni ambientali impattano sulla densità ossea

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Oltre un milione e mezzo di fratture femorali da osteoporosi negli over 65enni dal 2000 ad oggi, con una crescita costante fino a raggiungere quasi 100.000 ricoveri/anno per questo tipo di problematica dell’anziano (+20% nelle donne e +30% nei maschi).

Due fratturati su tre hanno più di 80 anni e quattro volte su 10 si tratta di una donna oltre gli 85 anni di età, come emerge dalle proiezioni basate sulla recente pubblicazione su “Archives of Osteoporosis”, condotta dall’epidemiologo Prisco Piscitelli e coordinata dal professor Umberto Tarantino dell’Università di Roma Tor Vergata.

Una fotografia allarmante se si pensa agli esiti: 400.000 decessi post-frattura e 200.000 casi di invalidità permanente.

Cancro alla prostata, nuovo metodo diagnostico

Potrebbe sostituire il test del PSA

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Un nuovo test ideato nei laboratori dell’Istituto Superiore di Sanità potrebbe essere in grado di diagnosticare il tumore alla prostata senza ricorrere alla biopsia.

Il metodo, i cui risultati sono stati pubblicati su Cancers, è stato messo a punto grazie a uno studio clinico prospettico frutto di una collaborazione con l’Unità di Neuroimmunologia dell’IRCCS Fondazione Santa Lucia e con il Dipartimento di Scienze Urologiche del Policlinico Umberto I di Roma. Il nuovo test è stato applicato su 240 campioni, dimostrandone la precisione diagnostica pari al 100% di specificità (nessun falso positivo) e al 96% di sensibilità.

Fibrosi polmonare idiopatica, nuovo anticorpo la cura

L’efficacia del composto pamrevlumab

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Uno studio internazionale coordinato dal Policlinico Gemelli di Roma rivela le proprietà di un nuovo composto per la cura della fibrosi polmonare idiopatica.

Lo studio, pubblicato su The Lancet Respiratory Medicine, apre nuove prospettive per la cura di questa malattia rara la cui diffusione è però destinata ad aumentare, complice l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle diagnosi precoci.

Pamrevlumab, un anticorpo monoclonale, rallenta la progressione della malattia bloccando una molecola chiave, il connective tissue growth factor (CTGF).

Lo studio è stato coordinato a livello globale dal professore Luca Richeldi, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Pneumologia del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e Ordinario di Pneumologia all’Università Cattolica campus di Roma.

Allenamento a corpo libero: cos’è lo street workout?

Cos’è street workout? Si tratta di un allenamento che fa degli spazi cittadini una palestra. Quali spazi? Poco importa: spiagge, parchi attrezzati, tutti luoghi in cui si possa eseguire esercizi a corpo libero e isometrie basati sulle sbarre. Lo street workout mira a potenziare la forza tramite una serie di esercizi come trazioni, piegamenti e muscle-up. Vediamo nel dettaglio come funziona street workout.

Cos’è street workout e come funziona

Sono solo due gli ingredienti fondamentali dello street workout: l’aria aperta e gli esercizi a corpo libero. La disciplina è di recente invenzione e viene dall’America. Lo street workout ci ha messo poco a conquistare l’Europa e l’Italia non fa eccezione, soprattutto in quelle città dove ci sono spazi adatti per questo tipo di attività fitness. Si tratta di un modo di concepire il movimento inedito basato sull’idea che non serve una palestra per fare attività fisica; per allenarsi sono sufficienti tutti gli oggetti che comunemente incontriamo nei nostri spazi cittadini.

Lo street workout ha il preciso obiettivo di aumentare la massa magra del corpo andando a diminuire contestualmente la massa grassa. Come funziona street workout? Chi lo pratica si trova a fare un allenamento misto che comprende a tratti la ginnastica, la break dance e il body building. Tutti gli esercizi sono fatti tramite l’utilizzo degli oggetti che comunemente si trovano in determinate aree della città come scalinate, gradini e sbarre di ogni genere.

Immancabili le cuffie durante ogni street workout che si rispetti! Quali sono i benefici street workout? Come prima cosa viene in mente a tutti che è un’attività completamente gratuita; fare street workout permette inoltre di potenziare i muscoli, rassodare gambe, glutei e braccia. Come ogni attività fisica che si rispetti lo street workout fa scaricare lo stress e, al contempo, di godersi il paesaggio circostante che può cambiare di volta in volta.

Come trovare persone per fare street workout

Come spesso e volentieri capita, per trovare persone che abbiano i nostri stessi interessi il modo è uno: il web. Sui social network esistono diversi gruppi organizzati collocati nelle varie città che organizzano allenamenti adatti a persone di ogni età e di preparazione fisica. Più grande è la città e più le possibilità aumentano, con Roma che offre questa possibilità anche come servizio in alcuni hotel. Nei parchi delle grandi città, inoltre, sono spesso presenti intere aree attrezzate per l’esercizio fisico che si possono utilizzare a turno godendo dei benefici che da la palestra completamente gratis.

Macchie e imperfezioni cutanee, come eliminarle

I souvenir poco graditi della tintarella

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La tintarella, ormai, è solo un piacevole ricordo, ma se durante la bella stagione abbiamo abusato dell’esposizione al sole, può presentarci un conto poco gradito.

Pelle secca, che tira, oppure la comparsa di macchie cutanee di grandezza variabile, possono essere lo scotto da pagare per aver osato troppo con l’abbronzatura, senza un’adeguata protezione. Ma se per riacquistare elasticità e morbidezza possono bastare semplici creme idratanti, diverso è il discorso che riguarda le macchie.

Anzitutto è importante partire dalla prevenzione, spiega la dott.ssa Grazia Primavera, dermatologa di Roma. Sia nel periodo estivo, sia in quello invernale, è opportuno applicare un’adeguata protezione solare e, soprattutto con l’arrivo della bella stagione, può essere utile l’assunzione di integratori specifici che aiutano a ‘preparare’ la pelle all’abbronzatura.

Psoriasi, secukinumab migliora l’infiammazione

Il farmaco sopprime rapidamente l’IL-23

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“I dati ottenuti dallo studio pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology (JACI) mostrano la capacità di Secukinumab di sopprimere quei circuiti infiammatori che sono alla base della formazione della placca psoriasica”, ha spiegato Andrea Chiricozzi, ricercatore presso l’Istituto di Dermatologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma.

“Secukinumab, neutralizzando l’IL-17A, una citochina effettrice riconosciuta come uno dei mediatori-chiave nel meccanismo patogenetico della psoriasi, normalizza il profilo di espressione genica che include geni a monte (come IL-23) o a valle (peptidi antimicrobici) rispetto al posizionamento dell’IL-17A nella cascata infiammatoria caratterizzante la psoriasi”.

La chirurgia plastica vaginale

Richiesta di ritocchi per i genitali esterni

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Anche le parti intime hanno bisogno di un ritocchino. Sempre più donne si rivolgono al chirurgo estetico per correggere inestetismi e danni dovuti al passare del tempo a carico dei genitali esterni.

Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma e docente presso la cattedra di Chirurgia plastica dell’Università degli Studi di Milano, spiega: “Come il resto del corpo, i genitali femminili esterni vanno incontro a un processo di invecchiamento. Le grandi labbra perdono tessuto adiposo e quindi volume, mentre le piccole labbra possono subire un allungamento verso il basso diventando più sporgenti. Il passare del tempo può infatti causare perdita di tonicità, problemi che possono interessare anche donne più giovani dopo eventi naturali come la gravidanza o il parto”.

La seconda vita della curva da carico

Da un vecchio test, nuove indicazioni per una diagnosi più accurata di diabete

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Uno studio italiano realizzato dal professor Giorgio Sesti dell’Università La Sapienza di Roma, presidente della Fondazione Diabete Ricerca e past-president della SID, ha dimostrato che un valore di glicemia maggiore di 155 mg/dl, 1 ora dopo il test da carico orale di glucosio, è in grado non solo di identificare i soggetti pre-diabete ma anche un gruppo di soggetti con normale tolleranza al glucosio finora ‘invisibili’ alle strategie di prevenzione che presentano un rischio aumentato del 400 per cento di sviluppare un diabete conclamato entro i successivi 5 anni.