Parkinson, nuova possibile terapia

Scoperta nuova interazione tra recettori delle cellule nervose

Una delle armi principali nella terapia della malattia di Parkinson è la levodopa (L-Dopa), capace di contrastare i tremori e le altre manifestazioni della patologia derivate dalla carenza di dopamina in una particolare area del cervello.

Ma con il passare del tempo questo farmaco provoca effetti collaterali crescenti, principalmente movimenti involontari (discinesie) che peggiorano notevolmente la qualità di vita del paziente. Ora una ricerca nata dalla collaborazione tra il Laboratorio di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S.

Neuromed di Pozzilli, l’Università svedese di Lund, l’INSERM di Montpellier in Francia, l’Università Sapienza di Roma e l’UCB Pharma in Belgio, apre una strada innovativa verso la possibilità di annullare questi effetti collaterali.

Cancro del seno, la realtà virtuale può essere d’aiuto

Può ridurre ansia, cattivo umore ed effetti collaterali delle cure

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La realtà virtuale potrebbe aiutare le pazienti affette da cancro al seno. A dirlo è uno studio pubblicato sul Journal of Cellular Physiology da un team dell’Università La Sapienza di Roma, guidato da Andrea Chirico.

Il tumore al seno è la patologia oncologica più diffusa al mondo e causa stress, ansia, depressione, oltre a nausea e spossatezza per le cure chemioterapiche adottate.

«A causa degli effetti avversi le donne in cura per tumore del seno chiedono una riduzione delle dosi di chemioterapia o l’interruzione del trattamento nel 7-10% dei casi», spiega Chirico. «La realtà virtuale, contrastando gli effetti avversi, di fatto, potrebbe aumentare la sopravvivenza delle pazienti».

Coronavirus, la diffusione in tempo reale

Mappa interattiva per seguire contagi e decessi

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È un ricercatore di 29 anni il primo italiano infettato dal nuovo coronavirus. È una delle 56 persone rientrate da Wuhan e messe in quarantena nella cittadella militare della Cecchignola, a Roma.

Il ragazzo è rimasto a Wuhan un solo giorno, sufficiente a contagiarlo.
Il giovane ricercatore ha cominciato ad accusare problemi agli occhi e una leggera febbre.

Un primo test effettuato alla Cecchignola aveva reso necessario ulteriori accertamenti che sono stati realizzati presso l’Istituto Spallanzani, dove l’uomo è stato trasferito. Il secondo e più approfondito test ha dato esito positivo, confermando l’infezione in corso. Al momento, il paziente è ricoverato «con modesto rialzo termico e iperemia congiuntivale».

Intanto, il conto degli infettati arriva a oltre 31mila, con 638 decessi accertati.

Epilessia, la dieta chetogenica riduce le crisi

Oltre la metà dei pazienti liberi da attacchi

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Una riduzione delle crisi epilettiche fino all’85% dei casi e una remissione totale degli attacchi nel 55% dei pazienti. È quanto osservato nelle persone con epilessia farmaco-resistente chiamati a seguire una dieta chetogenica, un particolare regime alimentare condotto sotto stretto controllo medico che ha come obiettivo quello di indurre e mantenere uno stato cronico di chetosi.

Sono i dati presentati in occasione del Convegno “Dieta Chetogenica. Stato dell’Arte Esperienza Italiana” organizzato recentemente dal Gruppo di Studio “Dietoterapie in Epilessia” della Lega Italiana contro l’Epilessia presso l’Ospedale Pediatrico del Bambino Gesù di Roma.

A consentire un adeguato livello di chetosi, cioè una condizione metabolica in cui vengono utilizzati corpi chetonici come fonte energetica, sono un basso apporto di carboidrati e un alto apporto di grassi in rapporto controllato.

Voli bloccati dalla Cina: scattano i controlli

Paziente zero in Italia

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Con i due turisti cinesi risultati positivi ai test a Roma è partito il piano per bloccare sul nascere l’epidemia.

La paura per l’unità di crisi creata all’Ospedale Spallanzani e che i due malati di coranovirus possano aver contagiato altre persone durante gli otto giorni che hanno trascorso in Italia, prima di essere ricoverati dall’Hotel Palatino di via Cavour,

I primi ad essere stati rintracciati sono i 40 turisti cinesi che erano in compagnia dei coniugi malati, per il momento tutti sani. Poi ci sono i pazienti sospetti, che potrebbero aver contratto il virus nella Capitale come un muratore che lavorerebbe in un hotel del centro. Allo Spallanzani anche cinesi che si sono presentati per verificare che non fossero stati infettati dalla malattia.

Il gene HOPS regola p53 in caso di cancro

Scoperto nuovo meccanismo molecolare

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Importanti risultati nella ricerca scientifica condotta nell’ambito dello studio dei tumori.

Il team di ricercatori coordinato dal Prof. Giuseppe Servillo e dalla Dr.ssa Maria Agnese Della Fazia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia con la preziosa collaborazione di ricercatori dello stesso Dipartimento e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, ha scoperto un nuovo meccanismo molecolare, controllato dalla proteina HOPS, molto rilevante nella regolazione della proteina p53.

I risultati della ricerca –spiega il Prof. Servillo – ottenuti grazie alla pluriennale collaborazione con il team del Prof. Paolo Puccetti e della Dr.ssa Silvia Soddu, sono fondamentali per l’ampliamento della conoscenza dei processi molecolari che si verificano durante lo sviluppo dei tumori.

Capodanno, come festeggiare in sicurezza

La prudenza è d’obbligo per i prodotti pirotecnici

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Si avvicina il momento di accogliere il nuovo anno e come sempre si fa largo la tradizione dei botti di capodanno. Per conciliare la tradizione con la sicurezza, gli esperti del Bambino Gesù di Roma hanno stilato una serie di consigli, indirizzati in primo luogo ai genitori dei bambini più piccoli.

Vendita. È sempre vietata la vendita ai minori di 14 anni di qualsiasi prodotto pirotecnico (compresi quelli di “libera vendita”) e, in ogni caso, il loro uso da parte di minori di 18 anni è consigliabile che avvenga sotto la supervisione diretta di un adulto.

Anche a chi ha più di 18 anni è raccomandata la massima prudenza nell’impiego di qualsiasi pirotecnico. Chi vende questi prodotti deve essere munito di una licenza, sulla quale è sempre riportato il nome e cognome del titolare, il quale ha l’obbligo di esporla in modo ben visibile.

Bellezza sotto l’albero, i ritocchi più desiderati

Regali all’insegna del benessere per il viso e il corpo

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La bellezza non va in vacanza. Anzi, proprio l’avvicinarsi delle festività natalizie spinge le persone a desiderare con più volontà piccoli ritocchi al viso e al corpo.

“Sono molti i trattamenti di medicina estetica che permettono di intervenire in modo rapido ed efficace per correggere piccoli difetti fisici – spiega Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma, e docente presso la Cattedra di Chirurgia plastica dell’Università di Milano -. In questo senso le feste sono spesso il periodo preferito per sottoporvisi: la durata dell’intervento è minima e l’effetto è immediato, quindi in poche ore si ottiene il risultato desiderato. Dal botulino al filler ai laser non ablativi, si possono ritoccare naso, labbra, occhi, pelle, con un recupero istantaneo. È infatti sufficiente recarsi dal medico estetico o dal chirurgo una settimana prima dell’evento”.

Riattivare l’autofagia per prevenire l’ictus

Si riducono i casi di ictus nei pazienti ipertesi

L’autofagia (dal greco “mangiare sé stessi”) è uno dei più importanti meccanismi attraverso i quali le cellule si rinnovano, eliminando e riciclando componenti non più funzionanti.

Una ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), svolta in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, mostra che un cattivo funzionamento di questo processo porta a un netto aumento del rischio di ictus nei modelli animali di ipertensione arteriosa. Rischio che può essere fortemente ridotto riattivando l’autofagia attraverso molecole sperimentali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Autophagy, è stato eseguito su ratti spontaneamente ipertesi predisposti allo sviluppo di ictus, denominati SHRSP.

La stimolazione magnetica elimina la dipendenza da cocaina

Mini-scosse efficaci per cancellare il desiderio della sostanza

Una sorta di reset delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi che sottendono alla dipendenza da cocaina. È quello che promette di fare la stimolazione magnetica transcranica sperimentata da un gruppo di ricercatori guidato da Fabrizio Fanella, direttore sanitario del Centro La Promessa di Roma.

“La stimolazione magnetica transcranica si è rivelata efficace contro la dipendenza da questa sostanza, come dimostrano i risultati preliminari di uno studio condotto su 100 cocainomani”, spiega Fanella che collabora con scienziati dell’Università di Chieti e con il Nida (National Institute for Drug Abuse).

“Si tratta di un approccio che, a livello clinico, nel nostro centro usiamo anche per la dipendenza da altre sostanze: eroina, farmaci, alcol, ma anche per il gioco d’azzardo e l’alimentazione compulsiva”, aggiunge Fanella.