Un anticorpo monoclonale per sconfiggere il coronavirus

Individuati tre potenziali candidati da un team italiano

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La via del vaccino non è l’unica battuta in questi mesi dai ricercatori di tutto il mondo uniti in un grande sforzo per debellare Covid-19, la malattia che è riuscita a sconvolgere le abitudini di tutti noi.
In Italia, un team guidato da Rino Rappuoli – coordinatore del MAD (Monoclonal Antibody Discovery) Lab di Toscana Life Sciences a Siena – ha esaminato migliaia di possibili anticorpi potenzialmente utili per combattere l’infezione da nuovo coronavirus. La scrematura ha portato a indagarne 3 in particolare, uno dei quali verrà con ogni probabilità trasformato in farmaco contro Sars-CoV-2.
Il team di Rappuoli ha esaminato il sangue di 15 pazienti ricoverati per Covid-19 all’Istituto Spallanzani di Roma o all’Azienda ospedaliero-universitaria senese.
Quasi 5mila gli anticorpi selezionati dai ricercatori italiani: «Si tratta di armi biologiche che combattono il virus — spiega …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | anticorpo, coronavirus, monoclonale,

Alzheimer, un nuovo/vecchio farmaco ne riduce i sintomi

Rotigotina migliora le funzioni cognitive

Un trial clinico svolto presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma ha evidenziato gli effetti positivi della rotigotina, un farmaco comunemente utilizzato per pazienti con morbo di Parkinson, sulle funzioni cognitive in 94 pazienti con lieve o moderata malattia di Alzheimer. L’Alzheimer è una malattia che in Italia colpisce oltre 600mila persone e rappresenta circa il 60% delle oltre 1milione e 240mila diagnosi di demenza in Italia.

La rotigotina è un farmaco che agisce sulla trasmissione della dopamina nel cervello. Lo studio, intitolato Effects of Dopaminergic Therapy in Patients with Alzheimer’s Disease (DOPAD) è stato condotto dal prof. Giacomo Koch, neurologo e Direttore del laboratorio di Neuropsicofisiologia Sperimentale della Fondazione Santa Lucia a Roma, in collaborazione con il prof. Alessandro Martorana, neurologo dell’Università di Roma “Tor Vergata”.

Scoperto il meccanismo d’azione del nuovo coronavirus

I risultati aprono la strada verso nuove terapie

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Il meccanismo d’azione del Sars-Cov-2 è stato scoperto e con esso la “catena” di reazioni che porta ai gravi danni sull’organismo. È questo il risultato raggiunto da Francesco Violi, docente del Dipartimento di Scienze cliniche internistiche, anestesiologiche e cardiovascolari dell’Università La Sapienza di Roma e direttore della prima Clinica medica del Policlinico Umberto I.

Lo studio, condotto su 182 pazienti, ha visto la collaborazione di Claudio Maria Mastroianni e Francesco Pugliese dello stesso Policlinico ed è in corso di pubblicazione sulla rivista scientifica Redox Biology.

Siamo andati dietro le quinte della malattia e abbiamo capito cosa aziona i danni all’intero organismo, spiega Francesco Violi. Quello che abbiamo scoperto è che il Sars-Cov-2 entra nelle cellule dell’organismo umano attraverso un enzima, la proteina Ace2 che è presente nell’organismo stesso.

Cancro al seno, un test per evitare le chemio inutili

Oncotype DX valuta l’utilità della chemioterapia

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Analizza l’espressione di 21 geni specifici del tumore e definisce la probabilità di risposta alla chemioterapia. Si chiama Oncotype DX, il test molecolare (eseguito su tessuto tumorale) che permette di evitare la chemioterapia nell’80% delle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, di tipo ormone-sensibile, negativo alla proteina HER2 e linfonodo negativo, che, dopo la chirurgia, possono essere trattate solo con l’ormonoterapia. Il test è validato con studi clinici randomizzati (evidenza di livello 1A) per predire i benefici della chemioterapia ed è disponibile presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, grazie a un accordo siglato con l’azienda produttrice, Exact Sciences.

Cancro alla prostata, Cyberknife per terapie più efficaci

Ottimi i risultati con il sistema robotizzato

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In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata è concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo.

Inoltre, la possibilità di tracciare in real time, durante l’irradiazione, la posizione della prostata attraverso una sequenza ravvicinata di radiografie, offre livelli di precisione millimetrici, che salvaguardano i tessuti sani circostanti. In Italia sono 37.000 sono i nuovi casi di tumore della prostata nel 2019. Negli uomini in fascia d’età tra i 50 e i 69 anni e negli ultrasettantenni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 20% di tutti i tumori.

Presso la Radioterapia del Regina Elena di Roma è in piena attività il Cyberknife di ultima generazione.

Nuova molecola per la schizofrenia

Acido cinnabarinico potenzialmente utile nella gestione della malattia

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La schizofrenia è uno dei più gravi disturbi psichiatrici, e molte sono ancora le lacune nelle conoscenze sui meccanismi che ne sono alla base.

Una ricerca del Dipartimento di Patologia Molecolare dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) ha ora individuato il ruolo di una particolare molecola, l’acido cinnabarinico, aprendo la strada a possibili interventi farmacologici innovativi contro questa patologia. Lo studio, svolto in collaborazione con l’Accademia Polacca delle Scienze, l’Università Sapienza di Roma e altri istituti italiani e stranieri, è stato pubblicato sulla rivista Schizophrenia Bulletin.

L’acido cinnabarinico è un prodotto del metabolismo del triptofano che si forma a seguito di una serie di reazioni chimiche complessivamente note come “via delle chinurenine”.

Cos’è l’ipermemoria autobiografica

Svelato il meccanismo che ordina la memoria

Un nuovo studio interamente italiano e pubblicato sulla rivista Cortex ha rilevato cosa rende il cervello degli individui “ipermemori” capace di ricordare anche i più piccoli dettagli di ogni giorno della loro vita.

Grazie all’analisi di questi individui sono state identificate le aree del cervello specificamente deputate a dare una dimensione temporale ai ricordi, organizzando quelle informazioni che nelle persone comuni restano memorie indistinte e sfocate.

La ricerca, condotta presso i laboratori della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, è stata coordinata dall’equipe composta dai ricercatori Patrizia Campolongo, Valerio Santangelo, Tiziana Pedale e Simone Macrì, e ha coinvolto la Sapienza Università di Roma, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università degli Studi di Perugia.

Come si sviluppa la schizofrenia

Individuati recettori del sistema nervoso coinvolti già dalle prime fasi

Uno studio condotto dai ricercatori del Laboratorio di Neurofarmacologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli dimostra il ruolo di specifici recettori presenti sulle cellule nervose, gli mGlu3, nello sviluppo del sistema nervoso immediatamente dopo la nascita. Alterazioni di questi recettori nelle fasi iniziali della vita sono considerate alla base di patologie psichiatriche, soprattutto della schizofrenia.

La ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica FASEB Journal, è stata condotta in collaborazione con Istituti di ricerca italiani ed internazionali, tra gli altri l’Università Sapienza di Roma, l’Università di Lund in Svezia, l’Istituto di Genetica e Biofisica del CNR di Napoli e l’Università di Lille in Francia. Al centro del lavoro dei ricercatori, un sottogruppo dei recettori metabotropici per il glutammato (mGlu).

La sindrome da conflitto sub acromiale

Una delle ragioni più frequenti di dolore alla spalla

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Il coronavirus si è preso la scena da qualche mese a questa parte, ma le altre malattie e condizioni continuano a esistere e a richiedere interventi.

Giacomo Rizzello, responsabile dell’Uos di Traumatologia dell’Università Campus Bio-medico di Roma, spiega una delle più frequenti cause di dolore alla spalla, la sindrome da conflitto sub acromiale.

Consiste nella compressione della struttura costituita dai tendini, della struttura della cuffia dei rotatori e dall’apparato muscolo tendineo della cuffia dei rotatori nonché dalla borsa tra le due strutture ossee.

Dal punto di vista eziopatogenetico differisce in due classi ovvero il conflitto primario e quello secondario. Nel primo caso parliamo di cause estrinseche al tendine e funzionali ovvero che portano a un restringimento dello spazio dove dovrebbe scorrere il tendine.

Sclerosi multipla, nuova opzione farmacologica

Farmaco già in commercio potrebbe ridurre il danno neurologico

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Potrebbe diventare un’opzione farmacologica in più a disposizione delle persone con sclerosi multipla. Il condizionale è d’obbligo, visto che le evidenze della sua possibile efficacia per ora riguardano solo modelli sperimentali della patologia, ma i risultati sull’uso di una piccola molecola (un farmaco in realtà già utilizzato per altri scopi in medicina), capace di migliorare il quadro di malattia nel modello murino, lasciano ben sperare.

A mostrarli è un team di ricercatori guidati da Fabrizio Michetti dell’Università Cattolica, Dipartimento di Neuroscienze, campus di Roma e dell’Università Vita-Salute San Raffaele.