Nuovo anticorpo contro il cancro al seno

Volociximab inibisce la formazione di metastasi ossee

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Lo sviluppo di metastasi alle ossa in caso di cancro al seno può essere inibito grazie a un nuovo anticorpo monoclonale, Volociximab. È quanto emerge da uno studio internazionale realizzato dal Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, dall’Inserm di Lione, dall’Institut Curie di Parigi e dall’Università di Amburgo.
Il team, che ha pubblicato i risultati su Oncogene, ha individuato la proteina integrina alfa5 come uno dei fattori coinvolti nel processo di metastatizzazione ossea in caso di cancro al seno. Sono fra le possibilità più temute dai clinici perché possono presentarsi anche a distanza di anni dalla fine dei trattamenti.
La sperimentazione ha dimostrato la capacità dell’anticorpo Volociximab di bloccare l’azione della proteina. La sua efficacia è stata dimostrata prima su modelli in vitro e poi in vivo nei laboratori di Oncologia traslazionale dell’Università Campus …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | seno, cancro, Volociximab,

Alzheimer, come funzionano le difese antiossidanti

In alcuni soggetti si manifesta una risposta valida contro la neurodegenerazione

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I soggetti Non-Demented with Alzheimer Neuropathology (NDAN) hanno la capacità di attivare una risposta cerebrale antiossidante efficace al punto da far fronte alla neurodegenerazione causata dall’Alzheimer.

A dimostrarlo è un nuovo studio pubblicato su The Journal of Neuroscience, frutto della collaborazione tra la University of Texas Medical Branch, l’Oregon Health & Science University e l’Università degli Studi di Roma Tre.

La demenza è in crescente aumento nella popolazione generale ed è stata definita dal Rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e di Alzheimer’s Disease International una priorità mondiale di salute pubblica: circa 35,6 milioni di persone nel mondo ne risultano affette, con 7,7 milioni di nuovi casi ogni anno e un nuovo caso diagnosticato ogni 4 secondi.

Nuova luce sulla divisione cellulare nei tumori

Il ruolo di due proteine nel processo di proliferazione cellulare tumorale

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La direzione della divisione di una cellula determina la posizione delle due cellule figlie, contribuendo a definirne il destino verso la proliferazione o il differenziamento. Il controllo dell’orientamento della divisione cellulare è quindi fondamentale nei processi di sviluppo, nell’organizzazione dei tessuti e nella loro omeostasi.

Uno studio pubblicato sulla rivista Current Biology dai gruppi di ricerca diretti da Giulia Guarguaglini dell’Istituto di biologia e patologia molecolari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibpm) di Roma e Marina Mapelli dell’Istituto europeo di oncologia (IEO) di Milano, descrive e chiarisce il coinvolgimento in tale processo di due proteine, la chinasi Aurora-A e il suo attivatore TPX2, spesso presenti a livelli elevati nei tumori.

Covid, 1 su 5 si reinfetta ma senza sintomi

Studio importante soprattutto per le strategie anti-contagio

Alcuni pazienti guariti da COVID-19, con tanto di tampone molecolare negativo, a distanza variabile di tempo possono risultare nuovamente positivi al tampone, pur in assenza di qualunque sintomo suggestivo di reinfezione.

L’osservazione, frutto della collaborazione tra medici, ricercatori e docenti della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e dell’Università Cattolica, campus di Roma, Maurizio Sanguinetti e Paola Cattani (Dipartimento di Scienze di Laboratorio e Infettivologiche), Brunella Posteraro (Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche) e Francesco Landi (Dipartimento di Scienze dell’Invecchiamento, Neurologiche, Ortopediche e della Testa-Collo) è pubblicata come research letter su JAMA Internal Medicine.

Demenza, quarantena dannosa per le persone anziane a rischio

L’impatto dell’isolamento sulla salute psicologica degli over 60

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Riduzione delle attività fisiche, sociali e cognitive, modificazione della dieta e aumenti della quota di tempo trascorsa passivamente in quarantena. Sono tutti comportamenti scientificamente riconosciuti come potenzialmente dannosi per la salute delle persone più anziane.

Per quelle con Mild Cognitive Impairment e Declino Cognitivo Soggettivo, già più esposte alla possibilità di sviluppare demenza, il rischio può aumentare. È quanto osservato in uno studio del Laboratorio LASERC – Epidemiologia e Ricerca Clinica, coordinato dalla psicologa Simona Di Santo, nell’ambito dell’attività di ricerca in neuroscienze e neuroriabilitazione della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma.

La prosopagnosia nell’autismo

Studio italo-inglese ricostruisce il background genetico della malattia

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Più di un terzo degli adulti autistici senza disabilità intellettiva sono prosopagnosici, ovvero hanno una difficoltà clinica nel riconoscere e memorizzare le altre persone dal loro volto, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Molecular Autism.

I ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma, Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Istc), Irccs Fondazione Santa Lucia, Harvard University e University of Cambridge, hanno stimato la prevalenza della prosopagnosia e le sue caratteristiche in un gruppo di 80 partecipanti autistici provenienti da Italia, Stati Uniti e Regno Unito e un relativo gruppo di controllo di partecipanti neurotipici.

Microbiota come spia di malattie oculari

La composizione della flora batterica intestinale può segnalare problemi

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Negli ultimi anni si è aperta in medicina la possibilità che il microbiota, la comunità di batteri che vive costantemente con noi, possa influenzare la comparsa e l’evoluzione di varie patologie dell’uomo.

Molte evidenze supportano questa ipotesi in vari settori della medicina, dalla gastroenterologia passando per la cardiologia, arrivando all’endocrinologia. Ultimamente anche gli oftalmologi hanno iniziato a riflettere a fondo su questo tema e la letteratura medica inizia a produrre ricerca in tale senso.

Covid-19 malattia di genere?

Studio sui diversi effetti su uomini e donne

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I numeri della pandemia parlano chiaro: con un’incidenza di ricoveri di uomini superiore di 1,5 volte rispetto alle donne, che arriva a 3-4 volte nel caso di ricoveri nelle Terapie Intensive e un tasso di mortalità quasi doppio, Covid-19 potrebbe candidarsi a entrare nel novero delle malattie di genere.

A quasi un anno dallo scoppio della pandemia, cominciano a delinearsi più chiaramente i motivi di questo squilibrio di genere.

COVID-19 e cancro, possibili nuovi marcatori tumorali

Studio delle basi molecolari dell’infezione suggerisce nuovi parametri

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I recettori del coronavirus, ossia le molecole che regolano l’ingresso del virus e che sono distribuiti in vari organi e tessuti, sono anche gli stessi che si trovano associati ad alcuni tipi di tumore, come pure a molte malattie quali il diabete, e le patologie cardiovascolari, cioè le principali comorbidità più spesso riscontrate nei pazienti affetti da COVID-19.

È quanto ha osservato per la prima volta un gruppo di ricercatori dell’ISS, dell’IDI-IRCCS di Roma e dell’ISA-CNR di Avellino, in uno studio pubblicato su FEBS Open Bio al termine di un’analisi in silico condotta sui dati di
migliaia di soggetti.

Alzheimer causato da un virus? Più di un’ipotesi

Diversi studi confermano il possibile nesso

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Le fastidiose vescicole provocate sulle labbra dal virus herpes simplex 1 (HSV-1), che di solito si presentano ripetutamente nel corso della vita, finora non erano mai state associate alla comparsa di patologie neurodegenerative.

In particolare, poco o nulla si sapeva dei danni che le numerose recidive di tale infezione possono generare a carico del cervello.

I ricercatori sono partiti dalla constatazione che l’Alzheimer e le altre forme di demenza sono sempre associate a un’infiammazione cronica del cervello, un tipo di reazione tipica della risposta dell’organismo alle infezioni.

La rivista Jama ha pubblicato un lungo articolo che riassume i risultati ottenuti dagli scienziati su questo tema. Fra i lavori analizzati ci sono anche quelli firmati da Anna Teresa Palamara della Sapienza di Roma.