Fodmap, una dieta per la pancia gonfia

Evitando alcuni cibi si può sgonfiare l’addome

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Pancia gonfia, il terrore di molti, soprattutto d’estate. Spesso, anche se si è tecnicamente in perfetta forma o si è reduci da una dieta dimagrante che ha funzionato a dovere, siamo vittime di una sensazione di gonfiore all’addome.
Il problema colpisce almeno il 20 per cento degli italiani, ovvero circa 12 milioni di persone. Ora però un team di ricercatori dell’Università la Sapienza di Roma ha messo a punto un approccio alimentare che aiuta le persone a “sgonfiare” la pancia e a non soffrire più di dolori addominali.

I dati dello studio diretto dal prof. Enrico Stefano Corazziari indicano una riduzione della pancia gonfia in termini di giorni del 40 per cento dopo un mese di dieta. Questo dato raggiunge il 66 per cento dopo 16 mesi dall’adozione del nuovo regime alimentare.

Le staminali rigenerano il fegato

Utile per evitare il trapianto in caso di cirrosi

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I pazienti affetti da cirrosi potrebbero evitare il trapianto grazie a una nuova tecnica che prevede l’infusione di cellule staminali direttamente nel fegato. “Nei prossimi mesi inizieremo il trattamento di 20 pazienti”, spiega Domenico Alvaro, direttore del Dipartimento di Medicina traslazionale e di precisione della Sapienza di Roma.

Il nostro approccio – racconta l’esperto, presidente della Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) – impiega cellule staminali residenti nel fegato. Abbiamo già trattato in una prima fase 3 soggetti cirrotici in stadio avanzato, dimostrando la sicurezza di questo approccio. Mentre qui a Vienna presentiamo dati sperimentali che mostrano come queste cellule, in vitro, abbiano capacità riparatrici.

Leucemia, nuova terapia immunogenetica

Dati positivi su CAR-CD44v6

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In avvio una sperimentazione in Italia sulla terapia immunogenetica CAR-CD44v6 sviluppata da MolMed per leucemia e mieloma.

MolMed ha ottenuto infatti da AIFA l’autorizzazione ad avviare in Italia la sperimentazione clinica di fase I/II first in man con il proprio CAR-T CD44v6 per il trattamento di pazienti con leucemia mieloide acuta (“AML”) e mieloma multiplo (“MM”).

La sperimentazione clinica multicentrica di fase I/II rientra nel progetto europeo EURE-CART Horizon 2020, di cui MolMed è coordinatore e sponsor. È prevista la partecipazione di 5 centri clinici: due in Italia (Ospedale San Raffaele di Milano, centro coordinatore dello studio clinico, e Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma) e tre in altri Paesi europei, Spagna, Germania e Repubblica Ceca.

Osteosarcoma, speranza dalle foglie di agave

L’estratto mina la vitalità delle cellule tumorali

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Una nuova speranza per i malati di osteosarcoma. Un estratto di foglie di Agave ha dimostrato efficacia nel contrasto delle cellule tumorali prodotte dal tumore, inibendone la vitalità e riducendone la capacità migratoria nell’organismo.

A dimostrarlo è uno studio condotto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, i cui scienziati hanno pubblicato su Cancer Letters i risultati della ricerca.

“I risultati – spiegano i ricercatori romani – suggeriscono la possibilità di utilizzare l’Agave nel trattamento dell’osteosarcoma in associazione ai presidi chemio e radioterapici convenzionali e potenzialmente anche nei pazienti che hanno sviluppato ricaduta di malattia”.

Alzheimer, l’herpes simplex è un fattore di rischio

La presenza dell’agente virale associata a più alte probabilità di insorgenza

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Le fastidiose vescicole provocate sulle labbra dal virus herpes simplex 1 (HSV-1), che di solito si presentano ripetutamente nel corso della vita, finora non erano mai state associate alla comparsa di patologie neurodegenerative.
In particolare, poco o nulla si sapeva dei danni che le numerose recidive di tale infezione possono generare a carico del cervello.

Unghie, tutto quello che c’è da sapere

Le informazioni necessarie per avere unghie curate e sane

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Rosso Valentino, Chanel e corallo sono i colori dell’anno per le unghie. Disegni stravaganti, unghie gioiello, forme 3D e french alternative. Contrasti geometrici che alternano effetto glossy ed effetto matt, insomma tutti pazzi per la nail art, un’arte decorativa particolarmente apprezzata e seguita divenuta negli ultimi anni sempre più creativa e stravagante.

I nail artist sono ormai considerati vere e proprie star e a Roma International Estetica alla Fiera di Roma sono tutti presenti.

Tutti vogliono sfoggiare sulle proprie mani le ultime novità ma cosa sappiamo della salute delle unghie? A Roma International Estetica ne parla Alessandra Vasselli, responsabile settore cosmetologico di AIDECO – Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia. Sappiamo prima di tutto che la loro crescita, struttura, forma e colore sono importanti indicatori del nostro stato di salute.

Artrite reumatoide, l’inquinamento è un fattore di rischio

In soggetti predisposti aumenta le possibilità della malattia

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L’inquinamento costituisce un fattore di rischio per molte malattie, non ultima l’artrite reumatoide. Lo ha scoperto un team dell’Università La Sapienza di Roma diretto da Guido Valesini, che spiega: «Sulla base di questa nostra nuova osservazione si può ipotizzare che l’inquinamento atmosferico possa avere un ruolo non secondario, in soggetti predisposti e attraverso meccanismi complessi, nella patogenesi di alcune malattie immuno-mediate, come l’artrite reumatoide».

In particolare, il responsabile sarebbe il particolato emesso dai motori diesel Euro 4 ed Euro 5, come si legge sulle pagine di Cell Death & Disease.

I ricercatori hanno indagato il ruolo del particolato proveniente dallo scarico dei motori diesel nella modifica dell’attività biologica delle cellule epiteliali bronchiali normali (NHBE).

Sindrome di Brugada, scoperta sui fattori di rischio

3 casi su 4 legati a un’anomalia del muscolo cardiaco

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Grazie a uno studio condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS di Roma si è scoperto che nel 75% dei casi di sindrome di Brugada, alla base delle aritmie cardiache tipiche della patologia, c’è un’anomalia del muscolo cardiaco stesso e uno stato infiammatorio anomalo.

La scoperta permetterà di predire quali dei pazienti con la sindrome sono a rischio di aritmie e di morte cardiaca improvvisa, soprattutto in soggetti giovani altrimenti considerati completamente sani.

La ricerca è stata pubblicata sulla più importante rivista cardiologica mondiale, il Journal of the American College of Cardiology, e coordinata dal professor Antonio Oliva, dell’Istituto di Sanità Pubblica dell’Università Cattolica, UOC Medicina Legale, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS.

Acromegalia, un software per migliorarne la gestione

Malattia endocrinologica rara difficile da gestire

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L’acromegalia può essere gestita meglio attraverso l’uso di un software.
«L’acromegalia è una malattia piuttosto rara che colpisce circa 5 nuovi pazienti all’anno ogni milione di abitanti – spiega Renato Cozzi, Coordinatore Attività Editoriale AME – Direttore Struttura Complessa Endocrinologia, A.S.S.T. “Grande Ospedale Metropolitano Niguarda” di Milano durante il 17° Congresso Nazionale AME, Associazione Medici Endocrinologi organizzato a Roma.

Questa malattia è caratterizzata da un’eccessiva produzione dell’ormone della crescita (GH) che determina una progressiva crescita delle mani e dei piedi e il cambiamento della fisionomia. Ma i segni e i sintomi possono variare da paziente a paziente e questo porta spesso a diagnosticare la malattia con grande ritardo, anche dopo 7 anni dalla sua insorgenza.

Tetralogia di Fallot, nuova tecnica mininvasiva

Primi casi pediatrici in letteratura scientifica

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Le valvole polmonari inserite 5 anni fa non funzionavano più a dovere, ma per sostituirle non c’è stato bisogno di operare a cuore aperto e in circolazione extracorporea: è stato possibile innestare la nuova valvola su quella preesistente attraverso un catetere introdotto nella vena femorale.

Gli interventi sono stati effettuati nei mesi scorsi su 3 pazienti 17enni con una malformazione congenita del cuore, la Tetralogia di Fallot, dalle équipe multidisciplinari dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù a Roma e a Taormina, presso il Centro Cardiologico Pediatrico Mediterraneo-Bambino Gesù.

Anche la prima valvola era stata inserita con la stessa procedura percutanea mininvasiva.