Voli bloccati dalla Cina: scattano i controlli

Paziente zero in Italia

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Con i due turisti cinesi risultati positivi ai test a Roma è partito il piano per bloccare sul nascere l’epidemia.

La paura per l’unità di crisi creata all’Ospedale Spallanzani e che i due malati di coranovirus possano aver contagiato altre persone durante gli otto giorni che hanno trascorso in Italia, prima di essere ricoverati dall’Hotel Palatino di via Cavour,

I primi ad essere stati rintracciati sono i 40 turisti cinesi che erano in compagnia dei coniugi malati, per il momento tutti sani. Poi ci sono i pazienti sospetti, che potrebbero aver contratto il virus nella Capitale come un muratore che lavorerebbe in un hotel del centro. Allo Spallanzani anche cinesi che si sono presentati per verificare che non fossero stati infettati dalla malattia.

Il gene HOPS regola p53 in caso di cancro

Scoperto nuovo meccanismo molecolare

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Importanti risultati nella ricerca scientifica condotta nell’ambito dello studio dei tumori.

Il team di ricercatori coordinato dal Prof. Giuseppe Servillo e dalla Dr.ssa Maria Agnese Della Fazia del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia con la preziosa collaborazione di ricercatori dello stesso Dipartimento e dell’IRCCS Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, ha scoperto un nuovo meccanismo molecolare, controllato dalla proteina HOPS, molto rilevante nella regolazione della proteina p53.

I risultati della ricerca –spiega il Prof. Servillo – ottenuti grazie alla pluriennale collaborazione con il team del Prof. Paolo Puccetti e della Dr.ssa Silvia Soddu, sono fondamentali per l’ampliamento della conoscenza dei processi molecolari che si verificano durante lo sviluppo dei tumori.

Capodanno, come festeggiare in sicurezza

La prudenza è d’obbligo per i prodotti pirotecnici

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Si avvicina il momento di accogliere il nuovo anno e come sempre si fa largo la tradizione dei botti di capodanno. Per conciliare la tradizione con la sicurezza, gli esperti del Bambino Gesù di Roma hanno stilato una serie di consigli, indirizzati in primo luogo ai genitori dei bambini più piccoli.

Vendita. È sempre vietata la vendita ai minori di 14 anni di qualsiasi prodotto pirotecnico (compresi quelli di “libera vendita”) e, in ogni caso, il loro uso da parte di minori di 18 anni è consigliabile che avvenga sotto la supervisione diretta di un adulto.

Anche a chi ha più di 18 anni è raccomandata la massima prudenza nell’impiego di qualsiasi pirotecnico. Chi vende questi prodotti deve essere munito di una licenza, sulla quale è sempre riportato il nome e cognome del titolare, il quale ha l’obbligo di esporla in modo ben visibile.

Bellezza sotto l’albero, i ritocchi più desiderati

Regali all’insegna del benessere per il viso e il corpo

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La bellezza non va in vacanza. Anzi, proprio l’avvicinarsi delle festività natalizie spinge le persone a desiderare con più volontà piccoli ritocchi al viso e al corpo.

“Sono molti i trattamenti di medicina estetica che permettono di intervenire in modo rapido ed efficace per correggere piccoli difetti fisici – spiega Daniele Spirito, chirurgo plastico di Roma, e docente presso la Cattedra di Chirurgia plastica dell’Università di Milano -. In questo senso le feste sono spesso il periodo preferito per sottoporvisi: la durata dell’intervento è minima e l’effetto è immediato, quindi in poche ore si ottiene il risultato desiderato. Dal botulino al filler ai laser non ablativi, si possono ritoccare naso, labbra, occhi, pelle, con un recupero istantaneo. È infatti sufficiente recarsi dal medico estetico o dal chirurgo una settimana prima dell’evento”.

Riattivare l’autofagia per prevenire l’ictus

Si riducono i casi di ictus nei pazienti ipertesi

L’autofagia (dal greco “mangiare sé stessi”) è uno dei più importanti meccanismi attraverso i quali le cellule si rinnovano, eliminando e riciclando componenti non più funzionanti.

Una ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), svolta in collaborazione con l’Università Sapienza di Roma, mostra che un cattivo funzionamento di questo processo porta a un netto aumento del rischio di ictus nei modelli animali di ipertensione arteriosa. Rischio che può essere fortemente ridotto riattivando l’autofagia attraverso molecole sperimentali.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Autophagy, è stato eseguito su ratti spontaneamente ipertesi predisposti allo sviluppo di ictus, denominati SHRSP.

La stimolazione magnetica elimina la dipendenza da cocaina

Mini-scosse efficaci per cancellare il desiderio della sostanza

Una sorta di reset delle aree cerebrali coinvolte nei meccanismi che sottendono alla dipendenza da cocaina. È quello che promette di fare la stimolazione magnetica transcranica sperimentata da un gruppo di ricercatori guidato da Fabrizio Fanella, direttore sanitario del Centro La Promessa di Roma.

“La stimolazione magnetica transcranica si è rivelata efficace contro la dipendenza da questa sostanza, come dimostrano i risultati preliminari di uno studio condotto su 100 cocainomani”, spiega Fanella che collabora con scienziati dell’Università di Chieti e con il Nida (National Institute for Drug Abuse).

“Si tratta di un approccio che, a livello clinico, nel nostro centro usiamo anche per la dipendenza da altre sostanze: eroina, farmaci, alcol, ma anche per il gioco d’azzardo e l’alimentazione compulsiva”, aggiunge Fanella.

Clostridium difficile, il trapianto di microbiota funziona

Dimezzati i giorni di degenza e aumentata la sopravvivenza

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Il trapianto di microbiota intestinale offre risultati interessanti nei pazienti colpiti da Clostridium difficile, una delle infezioni più ostiche da affrontare per medici e pazienti.

Uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team del Gemelli di Roma presenta dati in grado di modificare la pratica clinica ospedaliera, come afferma Antonio Gasbarrini, Direttore dell’Area Medicina Interna, Gastroenterologia e Oncologia medica della Fondazione, che ha coordinato il lavoro.

I dati indicano l’aumento della sopravvivenza a lungo termine di oltre un terzo rispetto alla terapia antibiotica classica e il dimezzamento dei giorni di degenza, con relativa diminuzione del rischio di sepsi.

Un’alga potrebbe combattere l’Alzheimer

Scoperta anche una rara mutazione genetica protettiva

Dalla natura arriva un potenziale rimedio per il morbo di Alzheimer. In Cina è stato infatti approvato un nuovo farmaco basato sull’estratto di un’alga bruna, che sembra in grado di regolare le colonie batteriche dell’intestino e influenzare positivamente i sintomi della malattia.

“È prematuro dire che sia il ‘farmaco per l’Alzheimer’ perché i dati sono limitati a pazienti trattati per breve periodo e non è detto che, a lungo termine, il trattamento sia efficace e non abbia effetti collaterali”, precisa però Camillo Marra, professore associato di Neurologia all’Università Cattolica di Roma.

Il farmaco, denominato GV-971, è il risultato di una lunga ricerca culminata in uno studio di fase 3 condotto su 1.199 persone che ha mostrato “un miglioramento cognitivo solido e coerente in pazienti con Alzheimer da lieve a moderato”.

Tumore del fegato, una terapia mirata per batterlo

Controlla il cancro e migliora la qualità di vita

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Il tumore del fegato è “silenzioso”, perché non mostra sintomi specifici e solo il 10% dei casi è diagnosticato in fase iniziale quando l’intervento chirurgico può essere risolutivo.

Per questo, le percentuali di guarigione sono ancora basse, infatti solo il 20% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Oggi si stanno aprendo nuove prospettive, grazie alla medicina di precisione: una terapia mirata, lenvatinib, ha dimostrato, per la prima volta in dieci anni, di offrire in prima linea, cioè in pazienti mai trattati prima, più benefici rispetto allo standard di cura (sorafenib).

Le armi innovative nella lotta contro questa neoplasia sono approfondite al XXI Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) di Roma.

Il cioccolato all’olio di oliva che fa bene ai diabetici

Messo a punto da ricercatori italiani per evitare l’iperglicemia

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Combattere la tendenza all’aumento della glicemia con il cioccolato. Sembra una contraddizione in termini, ma è quanto si sono proposti di fare alcuni ricercatori del Dipartimento di Medicina Interna e Scienze Mediche dell’Università La Sapienza di Roma creando uno speciale cioccolato che contiene anche oleuropeina, una sostanza estratta dall’olio extravergine di oliva.

La sostanza impedisce l’aumento eccessivo dei livelli di glicemia, consentendo anche ai pazienti diabetici di gustare l’alimento. Di norma, i diabetici devono far ricorso a prodotti particolari privi di zucchero, invece presente in cioccolatini e creme varie.

I test pubblicati su Clinical Nutrition dimostrano che mangiare 40 grammi del nuovo cioccolato all’“olio di oliva” non ha alcun effetto sui livelli di glicemia.