Il Dna svela il suo mistero


Individuato un codice tridimensionale protetto dall’allarmina

Il DNA è noto a tutti per la sua forma ormai iconica a doppia elica, descritta oltre 60 anni fa da James Watson e Francis Crick. Nelle cellule quella lunghissima sequenza a doppia elica è compattata e avvolta in un complesso di DNA, RNA e proteine che chiamiamo cromatina.
La sua struttura, ovvero il modo in cui il DNA si attorciglia e contorce, non è indifferente alla comprensione della sua natura e del suo linguaggio. Capire la cromatina significa anche poter individuare eventuali modalità di intervento a livello molecolare per prevenire o curare varie patologie e in particolare il cancro. La salute delle cellule del nostro organismo è infatti legata al corretto funzionamento di una serie di meccanismi preposti alla regolazione del ciclo di riproduzione cellulare, durante il quale la cellula si divide per originare due nuove cellule. Al momento della replicazione, il DNA della cellula …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Dna, allarmina, proteina,

Kefir

Curiosità, informazioni, consigli per l’utilizzo di un alimento straordinario e tante gustose ricette sono tutte cose da scoprire nel nuovo libro di Liana Zorzi, sociologa e giornalista scientifica, direttrice di Sani per Scelta, che stavolta ci porta a conoscere il kefir. Il kefir, noto anche come “bevanda fermentata” o “latte fermentato”, è un superfood antichissimo, entrato a far parte della dieta dei nostri antenati circa 2000 anni fa. Considerato un elisir di lunga vita, il kefir è ricchissimo di probiotici, microrganismi amici della nostra salute, vitamine, proteine derivanti dal latte, sali minerali, come il calcio, ed enzimi.  Il kefir è un alimento capace di cambiare completamente il modo in cui ci sentiamo, aumentando il nostro benessere. Consumato con regolarità, ha così tanti benefici per la salute che vale la pena provarlo e inserirlo nella nostra dieta, specie oggi che possiamo acquistarlo già pronto e portarlo sempre con noi. 

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L’articolo Kefir proviene da Sani per Scelta.

Gli anni passano, i chili aumentano

Con l’età adulta diventa più difficile restare in forma

Due studi dell’Università di Cambridge pubblicati su Obesity Reviews certificano quello che in maniera empirica molti di noi già sapevano. Con il passare degli anni, infatti, aumenta il peso corporeo e si riduce l’attività fisica.

Grazie alle revisioni effettuate, i ricercatori hanno osservato come nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta si compia una trasformazione fisica cui è difficile porre un freno.

L’aumento del grasso corporeo è legato a cambiamenti strutturali nell’alimentazione e nei livelli di attività fisica, dovuti all’inizio della vita professionale, alla contrazione del tempo libero a disposizione, all’arrivo di relazioni stabili e di figli.

La prima revisione si è basata su 19 studi, dai quali è emerso che la fine della scuola superiore si associava a una diminuzione dell’attività fisica in media di 7 minuti al giorno.

Allarme influenza, i consigli per combatterla

La giusta alimentazione può attenuare i sintomi

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Il diffondersi dell’influenza sta aumentando e si ipotizza che il picco si raggiunga a fine gennaio. I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola o nei momenti di svago al chiuso.

In effetti, non è solo colpa delle rigide temperature. Con la ripresa, dopo le vacanze natalizie, della piena attività di scuole e uffici, le possibilità di contagio sono aumentate ed è prevedibile un ulteriore incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico.

Ecco il Blue Monday, il giorno più triste dell’anno

Rischio depressione ai massimi livelli

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C’è un giorno dell’anno in cui il rischio di sentirsi depressi è più alto del consueto, oggi. I ricercatori dell’Università di Cardiff guidati dallo psicologo Cliff Arnall calcolarono qualche anno fa con precisione questa data attraverso una complicata equazione matematica.

Pertanto, il terzo lunedì di gennaio risulta il giorno peggiore per il nostro umore, il cosiddetto Blue Monday.

I dati che sono serviti da base per il calcolo sono relativi innanzitutto alle condizioni meteo sfavorevoli, la mancanza di luce nelle prime ore del mattino, i problemi economici legati alle compere per il Natale appena passato, la riduzione delle motivazioni e gli impegni lavorativi di nuovo pressanti dopo le feste.

Ipertensione in gravidanza, i rischi sottovalutati

La preeclampsia può essere fatale per mamma e feto

L’ipertensione arteriosa in gravidanza rappresenta un rilevante problema di salute pubblica per donne e neonati, sia per la frequenza (interessa circa il 10% delle donne gravide) sia per la gravità, in quanto – se non correttamente diagnosticata e trattata – può determinare gravi conseguenze per la donna (es. ictus, mortalità materna e aumento del rischio cardiovascolare) e per il neonato (es. basso peso alla nascita, necessità di cure intensive neonatali).

«Di questa patologia si parla relativamente poco – afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE – spesso affrontando solo la punta dell’iceberg, ovvero la preeclampsia, già nota come gestosi, che complica circa il 5% delle gravidanze».

Per massimizzare l’efficacia delle strategie preventive, invece, bisogna prendere in considerazione sia l’ipertensione cronica.

Più abbracci, meno influenza

Secondo il Ministero della Salute Il picco influenzale arriverà a fine gennaio. Bisogna fare attenzione alle complicanze tra le quali polmonite e bronchite.

Se vuoi evitare di ammalarti proprio in quei giorni, e rischiare di non essere in forma a San Valentino, la Carnegie Mellon Univerisity della Pennsylvania ha trovato il rimedio giusto: più abbracci, meno influenza.
Infatti, contro raffreddore e influenza, gli abbracci sembrano essere la nuova soluzione, secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Psychological Science. La ricerca ha coinvolto 404 individui a cui è stato chiesto di contare il numero di abbracci ricevuti quotidianamente; in seguito, i soggetti sono stati esposti al virus del raffreddore. Il risultato è stato che chi riceveva meno abbracci era più predisposto ad ammalarsi, mentre chi ne riceveva di più presentava meno rischi di contrarre l’infezione o comunque manifestava sintomi più lievi e meno duraturi.
La ricercatrice Sheldon Cohen, responsabile dello studio, spiega che “è possibile che il contatto fisico e le manifestazioni di affetto siano in grado di stimolare la produzione di molecole che riescono a rafforzare le difese immunitarie e proteggere l’organismo dalle infezioni”. Non ci resta che abbracciarci.

Il sonno ci rende belli

Quando riposiamo si innesca la produzione di collagene

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Dormire bene la notte è aspetto fondamentale per conservare la propria bellezza. Lo affermano i ricercatori dell’Università di Manchester, che hanno pubblicato su Nature Cell Biology uno studio sull’argomento.

La sperimentazione, realizzata sui topi, rivela come il sonno riesca a innescare la produzione di un particolare tipo di collagene.

Lo studio, guidato da Karl Kadler, fa luce sul funzionamento della matrice extracellulare, che fornisce supporto strutturale e biochimico alle cellule sotto forma di tessuto connettivo come ossa, pelle, tendini e cartilagine.

Più della metà del nostro organismo è costituita dalla matrice extracellulare e per la metà si tratta di collagene, già del tutto formato quando raggiungiamo i 17 anni.

Nel corso dello studio, i ricercatori hanno scoperto che esistono due tipi di fibrille, strutture create dalle cellule per formare i tessuti.

Cosa mangiare al posto della carne: alla ricerca di proteine vegetali

Che sia per scelta o per esigenza, diverse persone adottano regimi alimentari privi del tutto o quasi di carne, alimento ricco in primis di proteine. Sulle diete vegetariane e vegane, infatti, uno dei punti maggiormente dibattuti è proprio l’effetto della mancanza di proteine animali sull’organismo, se ciò può avere o meno conseguenze sulla salute.

Eliminare la carne non è per tutti e non ci si improvvisa vegani da un giorno all’altro; è un percorso da intraprendere con molta serietà e consapevolezza, magari approfondendone gli aspetti con un nutrizionista. Bisogna osservare delle accortezze, nel passaggio da un’alimentazione onnivora a una vegetariana/vegana, proprio per non subire carenze nutritive dannose.

E chiaramente una delle principali riguarda appunto la carne e il suo apporto di proteine, che viene meno escludendola dall’alimentazione. Esistono però dei modi per bilanciare, in quale modo, l’alimentazione, ossia arricchire la dieta di proteine vegetali. Ecco dunque cosa mangiare al posto della carne.

Cosa mangiare al posto della carne: consigli

Esistono diversi alimenti con cui sopperire alla mancanza di proteine di origine animale. Ovviamente prima di procedere con eliminazione di alimenti fai da te, consulta uno specialista. Le proteine di origine vegetale sono contenute soprattutto in:

  • legumi, soprattutto lenticchie, soia, ceci, fave e lupini;
  • cereali integrali, soprattutto farro e quinoa. Abbinati ai legumi, aumenta l’assimilazione di aminoacidi;
  • semi, soprattutto semi di chia, di zucca, di canapa e di girasole, presenti sia negli snack che da aggiungere a tantissime preparazioni culinarie;
  • frutta secca, da consumare come snack o in aggiunta a insalate e sughi;
  • alga spirulina, in commercio sia essiccata in foglie che in polvere, da aggiungere a primi e secondi piatti;
  • germogli, per arricchire insalate e primi piatti;
  • tofu, derivato della cagliatura del latte di soia e successiva pressatura, che ha anche il vantaggio di essere poco calorico;
  • seitan, derivato dalla lavorazione del glutine del frumento e dunque non indicato ai celiaci;
  • tempeh, la “carne di soia” che si ottiene dal processo di fermentazione dei fagioli di soia gialli;
  • ortaggi, soprattutto spinaci, cavoli, carciofi, peperoni.

Diete estreme, il tubo che aspira il cibo

Dagli Stati Uniti nuova soluzione per perdere peso

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Soddisfare il palato e poi liberarsi dal cibo ingerito attraverso una sorta di aspirapolvere. È l’idea davvero particolare avanzata da un’azienda americana chiamata Aspire Bariaatrics, che ha ottenuto l’approvazione da parte della Fda del suo dispositivo AspireAssist.

Si tratta in buona sostanza di un apparecchio da applicare a livello dell’addome per aspirare un terzo del cibo ingerito durante un pasto prima che venga assorbito e tramutato in energia.

Il dispositivo entra in azione 20 minuti dopo la conclusione del pasto. Secondo i calcoli, i due terzi rimanenti del cibo ingerito garantiscono l’energia necessaria all’organismo senza provocare alcun aumento di peso. Dopo l’aspirazione, l’apparecchio procede al pompaggio di acqua nello stomaco allo scopo di eliminare i residui alimentari.