Gli anni passano, i chili aumentano

Con l’età adulta diventa più difficile restare in forma

Due studi dell’Università di Cambridge pubblicati su Obesity Reviews certificano quello che in maniera empirica molti di noi già sapevano. Con il passare degli anni, infatti, aumenta il peso corporeo e si riduce l’attività fisica.

Grazie alle revisioni effettuate, i ricercatori hanno osservato come nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta si compia una trasformazione fisica cui è difficile porre un freno.

L’aumento del grasso corporeo è legato a cambiamenti strutturali nell’alimentazione e nei livelli di attività fisica, dovuti all’inizio della vita professionale, alla contrazione del tempo libero a disposizione, all’arrivo di relazioni stabili e di figli.

La prima revisione si è basata su 19 studi, dai quali è emerso che la fine della scuola superiore si associava a una diminuzione dell’attività fisica in media di 7 minuti al giorno.

Allarme influenza, i consigli per combatterla

La giusta alimentazione può attenuare i sintomi

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Il diffondersi dell’influenza sta aumentando e si ipotizza che il picco si raggiunga a fine gennaio. I fattori ambientali che favoriscono il diffondersi dell’influenza sono molteplici: sbalzi termici, freddo invernale e la permanenza in ambienti troppo caldi e affollati al lavoro, a scuola o nei momenti di svago al chiuso.

In effetti, non è solo colpa delle rigide temperature. Con la ripresa, dopo le vacanze natalizie, della piena attività di scuole e uffici, le possibilità di contagio sono aumentate ed è prevedibile un ulteriore incremento dei casi di influenza, che possono colpire sia l’apparato respiratorio che gastroenterico.

Il cervello mappa le emozioni

In tre centimetri si raccoglie l’intera esistenza emotiva di un uomo

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C’è un’area del nostro cervello che raccoglie la mappatura delle nostre emozioni. Di tutte le nostre emozioni. Tre centimetri di diametro per l’esperienza emotiva di un’intera vita: dalla gioia alla rabbia, dalla tristezza all’euforia, passando per la malinconia.

Ce lo spiega un recente lavoro del gruppo di ricerca del Molecular Mind Laboratory (MoMi Lab) della Scuola IMT Alti Studi Lucca, guidato dal Professor Pietro Pietrini. Lo studio è stato pubblicato questa mattina sulla prestigiosa rivista internazionale Nature Communications, tra le prime riviste scientifiche al mondo.

Giada Lettieri, giovane dottoranda della Scuola IMT, insieme ai suoi collaboratori, ha scoperto come il nostro cervello – in particolare una sua regione chiamata giunzione temporo-parietale destra – sia in grado di rappresentare topograficamente la complessità di quanto proviamo.

Da cup a grammi, come convertire i principali alimenti usati in cucina

Spesso quando si vuole replicare una ricetta trovata in rete ci si imbatte in unità di misura diverse da quelle a noi note, dunque diverse dai grammi e loro multipli e sottomultipli che sin dai tempi della scuola cominciano a entrarci nella testa e con cui cominciamo a familiarizzare. A volte, infatti, le quantità vengono espresse in unità di misura americane, molto diverse dalle nostre non solo nella terminologia. Cup, tablespoons, teaspoon, quart, ounce, pound: sono queste le unità di misura più comuni, i termini che maggiormente si può trovare spulciando sui siti e i blog di cucina. Decisamente poco pratiche, soprattutto se si va un po’ di fretta, vero? Vediamo dunque come convertire da cup a grammi e non solo, per facilitarci il lavoro quando necessario.

Infatti può essere davvero utile avere a portata di mano una sorta di tabella di conversione da cup a grammi, da utilizzare all’occorrenza, senza doversi applicare di volta in volta. In questo moto si evita di dover impazzire a fare calcoli o a fare ricerche in rete per tradurre le quantità e le dosi richieste.

Facciamo un po’ di chiarezza

Le unità di misura americane sono molto gettonate in diversi siti e blog dedicati alla cucina. Gli americani non utilizzano il sistema internazionale di unità di misura, il nostro sistema metrico decimale, ecco perché possiamo trovarci in difficoltà con le loro ricette. Usano un sistema personalizzato che trae spunto dal sistema imperiale britannico, con cui abbiamo davvero poca dimestichezza.

Gli americani sono soliti utilizzare come unità di misura per le ricette questi termini. Eccone la traduzione:

  • cup = tazza
  • tablespoons = cucchiai
  • teaspoon = cucchiaini
  • quart = quarto di gallone
  • ounce = oncia
  • pound = libbra

Ecco invece le corrispondenze tra di loro:

  • cup (tazza) = 16 tablespoons = 236 ml
  • tablespoon (cucchiaio) = 3 teaspoons = 15 ml
  • teaspoon (cucchiaino) = 1/3 tablespoon = 5 ml
  • quart (quarto di gallone) = 4 cups = 0,95 l
  • ounce (oncia) = 28 gr / 30 ml
  • pound (libbra) = 16 ounces = 454 gr
  • pint (pinta) = 2 cups = 0,47 l

A complicare le cose, c’è un elemento che non si può trascurare. Mentre secondo il sistema di unità di misura a noi ben noto un etto è sempre un etto, che sia di zucchero, burro, farina o riso, una cup misura quantità diverse a seconda degli ingredienti che contiene. Una cup di zucchero, insomma, ha un peso diverso da una cup di farina e così via.

Da cup a grammi

Ecco, dunque, un’altra tabella di conversione utilissima che specifica le quantità precise di ciascuno degli ingredienti più comuni in cucina da cup a grammi.

  • 1 cup di acqua = 235 gr
  • 1 cup di mandorle intere = 143 g
  • 1 cup di mandorle a lamelle = 107 g
  • 1 cup di riso crudo = 150 g
  • 1 cup di riso cotto = 80 g
  • 1 cup di farina di cocco = 75 g
  • 1 cup olio di cocco = 200 gr
  • 1 cup gocce di cioccolato = 160 gr
  • 1 cup di cacao = 120 g
  • 1 cup di yogurt = 245 gr
  • 1 cup di latte = 245 gr
  • 1 cup di burro = 230 g
  • 1 tablespoon di lievito per dolci = 15 g

Infine, zucchero e farina meritano un discorso a parte nella conversione da cup a grammi. Tutto cambia a seconda delle diverse tipologie presenti in commercio.

  • 1 cup di zucchero bianco = 200 g
  • 1 cup di zucchero di canna = 220 g
  • 1 cup di zucchero a velo = 120 g
  • 1 cup di farina 00 (pastry/cake flour) = 115 g
  • 1 cup di farina 0 (all purpose flour) = 125 g
  • 1 cup di farina integrale (whole-wheat flour) = 120 g
  • 1 cup di farina di mandorle = 97 g

Ictus, nuova luce sulla riabilitazione motoria

Osservata la plasticità neuronale associata al processo riabilitativo

È stata osservata per la prima volta la plasticità neuronale e vascolare, associata alla riabilitazione dopo un ictus, utilizzando una combinazione di tecniche ottiche in vivo e ex vivo.

Lo hanno fatto i ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-In), in collaborazione con l’Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna e il Laboratorio europeo per le spettroscopie non-lineari (Lens).

La ricerca, pubblicata su Cell Reports, è volta a monitorare la capacità del sistema nervoso di modificare l’intensità delle relazioni tra le sinapsi in seguito all’ictus. Le tecniche ottiche avanzate hanno il vantaggio di mostrare la plasticità neuronale su scale spaziali che vanno dal singolo neurone all’intero emisfero.

5 cose da fare la sera piuttosto che la mattina

Se la tua vita fitness, conosce routine scrupolosissime per allenamento e alimentazione, magari la tua vita “normale” ha bisogno di qualche suggerimento per cercare di non soccombere sotto il peso di tutto quello che hai da fare durante la giornata.

Ecco quindi 5 cose da fare la sera piuttosto che la mattina.

Uova, Carne e pesce, latticini. Qui la scuola di pensiero si divide, c’è chi pensa che bisognerebbe mangiare proteine la sera, per sentirsi più sazie , evitare spuntini di mezzanotte e la tanto temutissima insonnia. Le proteine contenute nella carne e nei fiocchi di latte contengono il triptofano un amminoacido che aiuterebbe il sonno. Ma sappiamo che tardi voi ci sono sicuramente delle fan dei carboidrati la sera.

Camminare o fare yoga. sarebbe infatti positivo fare una passeggiata la sera, per favorire il sonno in quanto ti permette di liberarti di tutti i pensieri negativi della giornata. Inoltre sembrerebbe che una passeggiatina la sera ti permetta di aprire la mente a nuove soluzioni o idee.

Pianificare la giornata. Avere le idee chiare su quello che dovrai fare domani e organizzarti, ti permetterebbe di tenere la tua vita in ordine. Chi è abituato a pianificare il tutto la mattina, magari prima di andare a lavoro tende ad andare di fretta e a dimenticare le cose importanti e a sovraccaricarsi di responsabilità. La pianificazione dovrebbe riguardare anche i pasti e l’abbigliamento.

Far prendere aria alla tua stanza. Sembra che abbassare la temperatura della stanza abbia effetti positivi sul metabolismo. Il sonno contiene grasso bianco che spesso si deposita in zone poco gradite. Poi c’è il grasso cosiddetto marrone che è coinvolto nella termoregolazione corporea e funge da fonte di energia. Il grasso cosiddetto bianco, pare si possa trasformare in grasso marrone con le basse temperature con la conseguenza di accelerare il metabolismo.

Leggere qualcosa che ti vuoi ricordare. Il cervello memorizza meglio le informazioni la sera. Inoltre sembra che leggere sia una delle migliori strategie per rilassarsi, secondo alcune ricerche. E attenzione stiamo parlando di libri non di E-book, in quanto la luce azzurra dello schermo, potrebbe interferire con il sonno.

Microrobot per il rilascio intelligente dei farmaci

Sarà possibile guidarli all’interno del corpo umano

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Uno studio coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha realizzato nuovi microrobot in grado di navigare all’interno del corpo umano per svolgere trattamenti localizzati.

Grazie alla collaborazione con l’ETH di Zurigo e con il Paul Scherrer Institute, i ricercatori hanno sviluppato per la prima volta un microrobot magnetico soft in grado di restituire immagini di qualità elevata e di controllare in sicurezza le azioni di rilascio di farmaci in zone specifiche del corpo.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Small e ha come prima autrice Veronica Iacovacci, post-doc dell’Istituto di BioRobotica ed esperta di robotica medica a varie scale dimensionali. I ricercatori hanno sviluppato un microrobot magnetico per il rilascio controllato di farmaci.

Aterosclerosi ko grazie al gene dei centenari

Possibile nuova terapia contro le malattie cardiovascolari

Alcune persone vivono molto più a lungo della media, in parte anche grazie al loro DNA. Una ricerca tutta italiana mostra che potrebbe essere possibile replicare questo “dono genetico” anche per chi ne è sprovvisto.

Si apre la strada a un modello innovativo di terapia, capace di prevenire e combattere le malattie cardiovascolari attraverso un vero e proprio ringiovanimento dei vasi sanguigni.

Lo studio, condotto dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), dall’I.R.C.C.S. MultiMedica di Sesto San Giovanni (MI) e dal Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria, Scuola Medica Salernitana dell’Università degli Studi di Salerno, con il sostengo di Fondazione Cariplo e Ministero della Salute, è stato pubblicato sul giornale scientifico European Heart Journal ed è incentrato sul gene che codifica la proteina BPIFB4.

Come eliminare la pancia senza plank o crunch

Non ti stiamo suggerendo di darti alla chirurgia plastica né tanto meno diete miracolose. La nostra scuola di pensiero rimane sempre quella del duro e costante lavoro. Eliminare la pancia per tanto, prevede una strategia ben precisa che può voler dire seguire in palestra, a lavoro e nel tempo libero una serie di strategie che vanno dalla postura corretta all’esecuzione di ripetizioni più elevate di alcuni movimenti multi articolari.

Come eliminare la pancia senza plank o crunch

Prova i movimenti multiarticolari. Esercizi come gli squat o gli affondi, mettono alla prova diversi muscoli del corpo tra cui l’addome. Quando esegui lo squat ad esempio, porta l’ombelico verso la spina dorsale e strizza i glutei, per eseguire correttamente l’esercizio ma soprattutto attivare il pavimento pelvico e proteggere la zona lombare dagli infortuni.

Prendi in considerazione di allenare l’equilibrio con bosu e stability ball. Allenare l’addome con questi attrezzi (che tra le altre cose puoi tenere anche dentro casa) ti permette di allenare gli obliqui e mettere la prova la parte centrale del corpo a 360°. Squat, Pistol squat e qualsiasi altro tipo di movimento metta alla prova l’equilibrio, ti permetterà di allenare l’addome in maniera appropriata. La raccomandazione è sempre quella di eseguire qualsiasi tipi di esercizio o movimento in totale sicurezza. Quindi rivolgiti ad un esperto se non sai come procedere.

Allenare gli addominali in piedi

Mantenere una postura corretta ha degli effetti positivi non solo sugli organi interni ma anche sulla fastidiosa pancetta di cui tanto ti vuoi sbarazzare. Un trucchetto da utilizzare per cercare di attivare l’addome mentre sei seduta è quello di portare l’ombelico verso la spina dorsale e nello stesso tempo sollevare leggermente il pavimento pelvico.  Puoi fare questo esercizio ovunque mantenendo la posizione per circa 30 secondi.

L’allenamento ad alta intensità è tuo amico. Secondo uno studio, le persone che eseguono due allenamenti ad alta intensità hanno più possibilità di smaltire grasso viscerale sul girovita.

Respira in maniera corretta. Per quanto possa sembrarti naturale inspirare e respirare è un’attività che coinvolge l’addome. C’è infatti una tecnica yoga che ti permette di tonificare l’addome: seduta con la spina dorsale ben dritta, inspira e porta l’ombelico verso la spina dorsale. Successivamente butta fuori l’aria, lasciando che l’addome si espanda completamente. Puoi arrivare ad eseguire l’esercizio fino a 20 minuti.

Allenamenti di potenza e agilità sono una manna dal cielo per snellire l’addome. Sprint, allenamento con la corda, kickboxing, medicine ball, mettono alla prova tutto il corpo, ma richiedono un’attivazione particolare da parte dell’addome, per eseguire salti, cambi di direzione, eseguire movimenti in maniera rapida.

Prima di eseguire l’allenamento non dimenticare di eseguire il riscaldamento.

Cancellare una proteina per sconfiggere il cancro

Mical2 è un’alleata dei tumori, bloccandola si evitano le metastasi

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Un team di ricercatori italiani ha scoperto un nuovo tassello utile a comprendere lo sviluppo dei tumori solidi, la parte maggiore di quelli che colpiscono gli esseri umani.

Il team, guidato dalla biologa Debora Angeloni, ha lavorato presso il Laboratorio di Scienze Mediche dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Sant’Anna.

Lo studio che ha portato a questa scoperta, validata senza condurre test su animali, è stato pubblicato sulla rivista internazionale “Biochimica et Biophysica Acta – Molecular Basis of Disease”.