Chirurgia estetica, un gel naturale per ridurre il gonfiore

Disagi ridotti del 40% dopo l’operazione

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I ritocchi si fanno d’inverno. I mesi freddi sono i più adatti per rivolgersi al chirurgo plastico, anche per i minori problemi legati al gonfiore e all’esposizione ai raggi solari.

“È questo il periodo migliore dell’anno per sottoporsi a interventi come rinoplastica, mastoplastica additiva, liposuzione blefaroplastica o lifting facciale – spiega il prof. Francesco D’Andrea, Presidente Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE) -. L’ambiente e il clima risultano fondamentali soprattutto nella fase post operatoria. Il caldo, l’umidità e l’esposizione al sole non sono indicati, infatti, per una pelle che ha appena subito interventi estetici o ricostruttivi”.

Tra i motivi che spingono gli specialisti a preferire i mesi freddi c’è soprattutto la gestione del gonfiore e dei lividi, una seria preoccupazione per le pazienti.

Chirurgia dei transessuali: l’Italia al top

Al ritmo di circa 60 casi all’anno viene infatti  eseguita in Italia la chirurgia della riassegnazione dei caratteri sessuali. Il rischio è però quello di rivolgersi a professionisti inesperti, come afferma la  professoressa Adriana Cordova, presidente del Congresso. «Una parte importante della mia attività nell’ambito della SICPRE – dice l’esperta – è stata dedicata al tema dei transessuali. Da anni, presso il Policlinico Paolo Giaccone di Palermo, mi dedico anche a questa chirurgia, constatando come nei fatti il percorso di cura per le persone transessuali sia spesso pieno di insidie, per il rischio di affidarsi a professionisti non sufficientemente preparati ed esperti in questo ambito».

Per questo motivo la SICPRE per dare indicazioni chiare ai pazienti ha realizzato un censimento dei centri italiani che si occupano di riassegnazione dei caratteri sessuali.

RIASSEGNAZIONE DEI CARATTERI SESSUALI: I CENTRI IN ITALIA

Il percorso di riassegnazione chirurgica del sesso è lungo e complesso e coinvolge psicologi, endocrinologi e urologi, ma soprattutto chirurghi plastici. La SICPRE punto di riferimento per questa tipologia di trattamento ha raccolto i dati dei centri italiani che offrono tutte queste competenze, che si possono trovare sul sito www.sicpre.it, nella sezione dedicata alla Riassegnazione dei Caratteri sessuali . Si tratta di centri pubblici italiani che hanno un’adeguata preparazione per seguire i pazienti e per ogni centro sono stati pubblicati numeri di telefono, nomi di riferimento, orari. Si tratta di strutture pubbliche, che quindi al massimo prevedono, per ogni prestazione, il pagamento del ticket. Complessivamente, ogni anno questi team riescono a cambiare il genere (e la vita) di circa 60 pazienti.

Protesi mammarie più sicure grazie al Registro

Il Registro delle protesi mammarie, attivo dal 25 marzo 2019 è un database che punta a raccogliere tutte le informazioni relative ai dispositivi mammari impiantati in Italia, sia a scopo ricostruttivo, dopo la chirurgia per un tumore al seno, sia estetico. A rendere necessaria l’istituzione di questo registro è stata la possibile correlazione tra protesi mammarie e un particolare e raro tumore mammario chiamato linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL). 

ALCL: rischi e cure

Se diagnosticato precocemente, il linfoma anaplastico a grandi cellule in pazienti portatrici di protesi mammarie ha prognosi favorevole. Si tratta di una forma molto rara: ad oggi nel mondo si stimano infatti circa 800 casi su 10-35 milioni di pazienti*. In Italia, i casi segnalati alla Direzione generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute sono 41, in un periodo di tempo che va dal 2010 al marzo 2019, su un totale di circa 411 mila protesi impiantate nel nostro Paese negli ultimi 8 anni.

L’importanza del registro

Per parlare di correlazione tra protesi e tumore, ricavare percentuali e constatare l’efficacia delle cure, raccogliere i dati è fondamentale. Per questo l’istituzione del registro delle protesi è un passaggio fondamentale verso una maggiore conoscenza e sicurezza. “Abbiamo contribuito a questo progetto in tutte le sue fasi – sottolinea Adriana Cordova, presidente del Congresso SICPRE. Una stretta collaborazione dimostrata anche dalla presenza a  Palermo della dottoressa Antonella Campanale della Direzione generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute.”

Parola d’ordine: prevenzione

La prima raccomandazione da fare alle donne è quella di:

  1. sottoporsi ai controlli consigliati dopo l’intervento di protesi
  2. non trascurare eventuali cambiamenti nella forma della mammella

Dopo una prima visita, questi andranno indagati con ecografia, risonanza magnetica e ago aspirato. Nella stragrande maggioranza dei casi, è sufficiente rimuovere la capsula fibrosa che avvolge la protesi per arrivare alla guarigione.

Una doppia arma per cancellare le rughe del contorno labbra

Come eliminare il “codice a barre” con acido ialuronico e Madonna Lift

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Sono chiamate rughe “codice a barre” per via dell’effetto che creano sopra le labbra. Sono tra i segni d’invecchiamento più odiati dalle donne, in quanto più difficili da nascondere e da eliminare, persino ricorrendo a un lifting chirurgico.

Dalla medicina estetica arriva ora una soluzione efficace: “Non si tratta di una novità in senso assoluto, ma dell’utilizzo di più tecniche che, combinate insieme, garantiscono ottimi risultati – commenta Patrizia Gilardino, chirurgo plastico di Milano socio del Sicpre, la Società italiana di chirurgia plastica e ricostruttiva –. Per spianare le rughe attorno alle labbra si sono dimostrati efficaci l’utilizzo di laser frazionato, quello utilizzato per il cosiddetto Madonna Lift, abbinato all’iniezione di filler”.

Boom di chirurgia plastica sugli Ex-obesi

In Italia si registra un incremento esponenziale di interventi di chirurgia plastica sugli ex-obesi, volti a rimodellare il corpo dopo un dimagrimento anche di 50-60 chili.

La dichiarazione è stata fatta dal professor Franco Bassetto durante il 66° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica (SICPRE), che si tiene a Modena dal 21 al 23 settembre 2017.

OGNI ANNO IN ITALIA 20-30.000 INTERVENTI

“20-30.000 interventi all’anno – afferma il professor Bassetto -, e si tratta di numeri in forte crescita. Seppur con differenze, tutte le Regioni italiane includono le procedure di chirurgia plastica morfofunzionali nel percorso di trattamento del paziente ex-obeso. Gli interventi sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, e quindi eseguiti senza alcun esborso da parte del paziente, ma spesso le liste d’attesa sono così lunghe da indurre a rivolgersi a liberi professionisti che operano in strutture private”. Per avere un’idea del fenomeno basti pensare che nel 2015 gli obesi in Italia erano circa 6 milioni*.

“La chirurgia bariatrica è sempre più sicura e affidabile – prosegue l’esperto –, di conseguenza sono sempre di più i pazienti che arrivano dal chirurgo plastico per la riduzione dei tessuti di rivestimento in eccesso che residuano dai grandi dimagrimenti e che rendono impossibile lo svolgimento normale della vita, dal camminare alla cura dell’igiene personale”.

PIÙ STEP PER TORNARE IN FORMA

Per ritornare davvero “in forma”, sono necessari diversi interventi che comprendono tutti i distretti del corpo: la mammella (nelle donne e negli uomini), l’addome, le braccia, le cosce e spesso anche il volto e il collo.

“Nella chirurgia plastica degli ex-obesi si sta affermando la tendenza ad eseguire due o tre interventi di rimodellamento corporeo in contemporanea, per rendere più rapido il recupero di un contorno corporeo il più possibile normale – continua l’esperto”. È da sottolineare infatti che anche se le procedure sono sempre più raffinate e precise, il chirurgo plastico che esegue gli interventi è super-specializzato, il risultato non sarà mai simile a quello che si può ottenere su un paziente che si è allontanato di poco dal proprio peso forma in quanto i tessuti di un ex-obeso hanno perso elasticità e questo è decisivo per il risultato finale, all’insegna di un grande miglioramento in termini di contorno corporeo ma non completamente soddisfacente da un punto di vista estetico.

FATTORI DI RISCHIO

“Il paziente obeso ha un alto rischio tromboembolico, rischio che purtroppo rimane elevato anche in chi ha superato questa fase della sua vita ed è oggi vicino al peso forma – spiega il professor Giorgio De Santis, presidente del Congresso SICPRE 2017 -. Ecco perché è importante verificare, quando si sceglie di sottoporsi privatamente a questi interventi, la preparazione del medico a cui ci si affida e l’adeguatezza della struttura. Non molti anni fa a questi interventi era associato un rischio di morte. Oggi la situazione è molto migliorata ma si tratta comunque sempre di pazienti ‘particolari’, da affrontare con grande cautela”.


A cura della Redazione 

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