I consigli per un’abbronzatura sicura

Creme solari, dieta e integratori per una corretta esposizione al sole

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Esporsi al sole e ricercare una bella abbronzatura è possibile, ma bisogna farlo con cautela. A ricordarlo sono le ricercatrici Laura Busata, Cosmetics Lab Manager di Unifarco, ed Elena Casanova, Food Supplements Lab Manager di Unifarco.

«L’abbronzatura è un sistema di difesa della pelle che si attiva nel momento in cui incontra i raggi UV, in particolare tramite la melanina», spiegano le esperte.

Per preparare la pelle all’esposizione solare è importante cercare di stimolare la produzione di melanina, «utilizzando uno scrub da applicare fino a due settimane prima dell’esposizione per attivare il rinnovamento cellulare, ma anche idratandosi quotidianamente così da evitare secchezza, fattore che rende la cute più fragile e più esposta alle aggressioni esterne, ma che rende anche disomogenea l’applicazione del solare sulla pelle».

Nuova tecnica per la tachicardia infantile

Ablazione più precisa con la mappa del voltaggio elettrico del cuore

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Una nuova tecnica di ablazione più precisa e sicura per la tachicardia da rientro nodale, la più frequente tra le tachicardie nei bambini.

È stata messa a punto in ambito pediatrico e perfezionata dai medici e ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù con l’aiuto di un nuovo sistema di mappaggio del voltaggio elettrico del cuore tridimensionale, in grado di identificare con colori ben definiti l’area su cui intervenire. Circa 200 i bambini trattati con la nuova tecnica che ha fatto rilevare un’assenza totale di complicanze e ridotto la recidiva al 2% rispetto al precedente dato del 12-15%. I risultati sono stati pubblicati su Europace, la più importante rivista europea di aritmologia.

Cheratosi attinica, efficace tirbanibulina

I risultati dell’unguento sulla malattia della pelle

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L’applicazione dell’unguento Klisyri (tirbanibulina) è sicura ed efficace in caso di cheratosi attinica. A dirlo è Almirall, l’azienda farmaceutica che ha sviluppato il farmaco.

Il New England Journal of Medicine (NEJM) ha pubblicato i risultati degli studi “pivotal” di Fase III di Klisyri; i due studi multicentrici, randomizzati, controllati a gruppi paralleli vs veicolo sono stati condotti in condizioni di doppia cecità.

Il Dott. Volker Koscielny, MD, Chief Medical Officer di Almirall, ha dichiarato:

Siamo lieti della pubblicazione dei dati di Fase III di Klisyri sul NEJM, una delle riviste mediche più prestigiose, soggetta a rigorose peer-review. I dati dello studio clinico dimostrano non solo una notevole efficacia ma, elemento più importante, anche tollerabilità e profilo di sicurezza comprovati.

Sla, troppo ferro nel cervello

Studio evidenzia l’accumulo anomalo del minerale

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C’è un accumulo anomalo di ferro nel cervello dei pazienti colpiti da Sla. A evidenziarlo è uno studio italiano pubblicato su European Radiology.

Fino a non molti anni fa la diagnosi di SLA era affidata a superspecialisti della malattia, spesso escludendo altre patologie degenerative del sistema nervoso, non esistendo analisi specifiche per essa. Oggi, con i progressi della ricerca biomedica, le cose stanno fortunatamente cambiando.

La definizione di biomarcatori utili alla diagnosi della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) rappresenta del resto un obbiettivo determinante per formulare una precoce e sicura diagnosi e avviare al più presto il paziente alla terapia più corretta e personalizzata.

Appendicite, meglio antibiotici endovenosi e orali

Il trattamento è più efficace rispetto ai soli antibiotici orali

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Il trattamento con antibiotici endovenosi seguiti da antibiotici orali si è rivelato più efficace di quello con soli antibiotici orali.

Lo dimostra uno studio pubblicato su Jama da un team della Turku University, in Finlandia, diretto da Suvi Sippola, che spiega:

«Gli antibiotici sono un’alternativa efficace e sicura all’appendicectomia per la gestione dell’appendicite acuta non complicata, ma non sappiamo bene quale sia il regime antibiotico ottimale».

Il trattamento a base di antibiotici endovenosi seguiti da antibiotici orali (ertapenem + levofloxacina-metronidazolo) è risultato superiore a quello con soli antibiotici orali (moxifloxacina). Entrambi hanno comunque un tasso di efficacia superiore al 65%.

Coronavirus, mascherine come strumento di immunità

Studio ne paragona l’utilizzo a quello di un vaccino

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La mascherina per proteggersi nei confronti del nuovo coronavirus avrebbe l’effetto di una sorta di vaccino. Ad avanzare l’originale ipotesi è Monica Gandhi, infettivologa della University of California di San Francisco, sulle pagine del New England Journal of Medicine.

Stando all’ipotesi, in caso di contatto prolungato con un positivo, la mascherina non potrebbe impedire il contagio, ma ridurrebbe la carica virale cui si è esposti, consentendo all’organismo di attivare un processo di immunizzazione contro Sars-CoV-2 senza i pesanti effetti negativi di un’infezione vera e propria.

Spiega Gandhi: «Puoi avere il virus ma essere asintomatico, quindi con le mascherine puoi aumentare il tasso di infezioni asintomatiche, e magari questo potrebbe diventare un modo per inoculare in maniera sicura il virus nella popolazione».

Coronavirus, le regole per i bambini in vacanza

I consigli degli esperti per un’estate sicura

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Estate, tempo di vacanza. Dopo il lockdown si torna gradualmente a vivere la socialità, ma senza abbassare la guardia: il virus SARS-COV-2 è ancora in circolazione, in Italia continuano a verificarsi focolai di infezione.

In attesa di un vaccino efficace e sicuro in grado di prevenire la malattia COVID-19 (oltre 100 gli studi in corso secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità), per proteggersi è necessario mantenere un comportamento responsabile e rispettare le regole di base: distanziamento fisico, uso corretto delle mascherine, igiene delle mani e controllo dei sintomi respiratori.

Covid-19, un vaccino ideato al computer

Sviluppato potenziale vaccino contro SARS-CoV-2 con metodi computazionali

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Uno studio propone un vaccino per il Covid-19 sulla base di metodi bioinformatici combinati con la modellistica matematico-statistica.

Tra i principali filoni di ricerca attivati dalla comunità scientifica in seguito allo scoppio della pandemia da coronavirus SARS-CoV-2, per comprendere le dinamiche del contagio, cercare di limitarlo e trovare una cura efficace, fondamentali sono gli studi epidemiologici, per seguire e possibilmente anticipare l’andamento, quelli medici per capire la relazione tra agente patogeno e organismo ospite, l’analisi biologica per capire i meccanismi molecolari e cellulari del virus e bloccarne la replicazione, la ricerca chimico-farmaceutica per ideare e testare vaccini capaci di stimolare una risposta immunitaria efficace, durevole e sicura.

Vita piccola e sexy in 4 esercizi

Vita piccola o anche vitino da vespa e sexy, è uno dei tanti obiettivi fitness che insieme al famigerato six pack, probabilmente ti sei posta.

L’allenamento che ti proponiamo, a differenza di quello che puoi pensare, non si focalizza sull’allenamento specifico dell’addome. Al contrario, include 4 semplicissimi esercizi funzionali. Sono esercizi che probabilmente già esegui all’interno del suo piano di allenamento, e messi in questa sequenza possono sicuramente aiutarti nell’obiettivo della forma a clessidra che forse tanto ricerchi.

Come sempre, ti ricordiamo che alla base del raggiungimento di un certo tipo di obiettivo, concorrono una serie di fattori: in primis l’alimentazione.

Vita piccola e sexy in 4 esercizi

I 4 esercizi per una vita piccola e sexy di seguito proposti vanno eseguiti a circuito possibilmente senza pause tra l’esecuzione di un esercizio e un altra. E’ previsto l’utilizzo di pesi, tuttavia puoi procedere all’esecuzione anche nella versione bodyweight.

Come sempre ti ricordiamo, prima di procedere con qualsiasi tipo di allenamento, di verificare di essere nelle condizione di salute e di fitness per poterlo eseguire. 

Per eseguire l’allenamento avrai bisogno di

  • un tappetino
  • una bottiglietta d’acqua
  • un timer
  • un pesetto o un kettbell

Donkey Kick 

  • In posizione quadrupedica, pianta per bene le ginocchia e i palmi delle mani a terra
  • Con il piede a martello solleva la gamba destra e distendila completamente indietro
  • Con un movimento fluido riporta il ginocchio della gamba destra al petto e continua per 30 secondi
  • Terminati i 30 secondi di esecuzione dell’esercizio, procedi con la gamba opposta per altri 30 secondi

Affondi laterali con tocco della punta del piede

  • In piedi, divarica le gambe tenendo le punte dei piedi rivolti all’esterno
  • Con un movimento a cerniera, porta il bacino indietro abbassandoti in squat sulla gamba destra e tocca la punta del piede con la mano sinistra
  • Ritorna in posizione di partenza ed esegui il movimento dalla parte opposta.
  • Ripeti l’esercizio per 60 secondi

Bridge

  • Distesa supina, posiziona le piante dei piedi per terra e le ginocchia piegate a ponte.
  • Posiziona le braccia lungo il corpo.
  • Solleva il bacino verso l’alto, finchè addome e gambe non formino una linea retta
  • Riporta il bacino verso il pavimento, senza toccarlo, e mantenendo la posizione continua ad eseguire l’esercizio in maniera fluida per 30 secondi.
Bridge esercizio

Goblet squat

  • Divarica leggermente le gambe, solleva in maniera sicura il kettlebell da terra e tienilo con entrambe le mani a petto
  • Abbassati in uno squat e ritorna poi in posizione di partenza
  • Esegui il movimento per 30 secondi

 

Dieta low fat: facciamo chiarezza sul ruolo dei grassi nell’alimentazione

La dieta low fat è una dieta a ridotto contenuto di grassi. Questi solitamente vengono demonizzati e indicati come i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo. Toglierli, dunque, equivarrebbe a una perdita di peso veloce, sicura e duratura. Ebbene, forse è bene fare chiarezza su queste convinzioni, non del tutto corrispondenti a verità.

In passato, quando per la prima volta sono stati formulati piani alimentari a basso contenuto di grassi (anni Settanta e Ottanta) sono stati messi a punto anche piani alimentari con drastiche riduzioni. Si arrivava a una quantità di grassi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Nel fabbisogno calorico di un individuo medio pari a 2000 calorie, dunque, ciò corrisponde ad appena 20 grammi totali di grassi in giornata.

Non si può parlare di alimentazione sana ed equilibrata, con queste cifre. La verità è che seppur così tanto demonizzati, i grassi vanno mantenuti nella dieta, perché utilissimi all’organismoQuella che tagliando i grassi si costringerebbe l’organismo ad utilizzare quelli di riserva (quelli di troppo, dunque) è solo una falsa convinzione, che non tiene conto della complessità molecolare, fisiologica e biochimica dell’organismo umano.

Dieta low fat: false credenze

La scienza si interroga da tempo sull’esistenza di una dieta standard per la perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo. Meglio una dieta low fat o low carb? Esiste una dieta ideale? Difficile ottenere risultati uguali su individui diversi, con esigenze diverse e diverse condizioni fisiche, diversi stili di vita, diverso stato di salute. Per questo i medici consigliano sempre di affidarsi a uno specialista, per capire quale sia il regime più adatto a sé.

Volendo fare un discorso generalizzato in merito alla dieta low fat, c’è da dire che i risultati di diversi studi dimostrano che le diete a ridotto contenuto di grassi non sono in verità più efficaci delle altre. Non ci sono vantaggi particolari né sulla perdita di peso né sul mantenimento dei risultati, se non a confronto di una dieta standard, come è ovvio che sia.

Bisogna una volta per tutte dire che nonostante in tanti credano che sia necessario tagliare i grassi nella dieta per poter perder peso, la scienza ci dice che le diete low fat non danno risultati migliori rispetto ad altre tipologie di regimi. Piuttosto che concentrarsi in maniera maniacale su un solo nutriente è importante valutare la dieta nella sua globalità, concentrandosi sulle specificità dell’individuo.

Vero è, però, che un taglio intelligente e non drastico dei grassi, senza scendere sotto il minimo che consente di assorbire le vitamine liposolubili, è certamente positivo e benefico.

Dieta low fat: cosa mangiare

  • Non esagerare con i condimenti.
  • Dosare l’olio (preferibilmente extra vergine di oliva e a crudo) col cucchiaio e non versarlo direttamente dalla bottiglia.
  • Preferire cotture alla griglia, al vapore e la bollitura.
  • Non escludere i cereali: sì a pasta, pane, riso e i legumi, ma in porzioni ridotte.
  • Sì a frutta e verdura, per il giusto apporto di fibre.
  • Sì a pesce e carne magri.
  • Limitare salumi e formaggi.
  • Eliminare i dolci e tutti gli alimenti confezionati.