In quale ospedale partorire?


I parametri per scegliere il punto nascita migliore

L’esperienza conta anche nei reparti di maternità. Un alto numero di parti eseguiti in un anno, infatti, si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini. È bene tenerne conto al momento di scegliere l’ospedale.
Nel nostro Paese, gli ospedali pubblici o privati accreditati che eseguono almeno 10 parti all’anno sono 445. Ma in quali di questi hanno visto la luce più bambini?

Le 15 maternità al top per volume di nascite
Gli Ospedali italiani più performanti si concentrano in 6 regioni, tutte al centro-nord. Quello che vanta il più alto numero di nati è il Sant’Anna – A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che da anni conduce questa classifica. Ad aggiudicarsi il 2° posto, invece, come nell’edizione precedente, è l’Ospedale Maggiore Policlinico – Clinica Mangiagalli di Milano. Al 3°, al 4° e al 5° si riconfermano rispettivamente l’Ospedale San …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | ospedale, parto, nascita,

Cancro del polmone, nuova combinazione efficace

Nivolumab e ipilimumab migliorano la sopravvivenza

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Una combinazione a base di nivolumab e ipilimumab più chemio si è rivelata più efficace della sola chemioterapia nel trattamento del cancro del polmone.

Nello specifico, Bristol Myers-Squibb ha annunciato che lo studio di fase 3, CheckMate -9LA, su nivolumab e ipilimumab a basso dosaggio somministrati contemporaneamente a due cicli di chemioterapia per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio avanzato ha raggiunto l’endpoint primario di superiore sopravvivenza globale (OS) in un’analisi ad interim pre-specificata.

In questo studio, il trattamento di comparazione era la chemioterapia da sola per un massimo di quattro cicli seguita da terapia di mantenimento opzionale.

Scarpe da running: come scegliere il modello più adatto

Come scegliere il modello di scarpe running più adatto a noi? Ci sono vari criteri e vari parametri sui quali basarsi. Il peso, il terreno di allenamento, la tipologia di camminata. Vediamo insieme una vera e propria guida alla scelta delle scarpe da running per non commettere errori comuni ma fatali. Per partire con il piede giusto bisogna indossare la scarpa giusta e su questo siamo tutti d’accordo!

Cos’è una scarpa da running?

Cominciamo subito dando una definizione precisa di scarpa da running e cercando di capire quale sia il suo aspetto. Una scarpa da running è fatta di parti diverse: battistrada, conchiglia, tomaia, intersuola. Tutte queste parti concorrono, insieme, a creare la scarpa da running perfetta. Solitamente la parte esterna (tomaia) viene realizzata con materiale sintetico mentre quella superiore, la conchiglia che avvolge il calcagno, risulta fondamentale per dare stabilità alla scarpa. L’intersuola serve a rendere la calzatura ammortizzante. A poggiare direttamente sul terreno, invece, troviamo il battistrada: esso deve fornire la giusta aderenza e il giusto attrito. Una scarpa per correre, quindi, è fatta di tutti questi elementi insieme.

Come scegliere scarpa running: consigli e criteri

Come si fa a scegliere il giusto modello di scarpa da running? Occorre individuare quelle che più si adattano al comportamento del piede andando a collaborare meglio con esso al momento dell’impatto con il terreno. Quali sono i fattori e i criteri sui quali basare la scelta scarpe running?

Appoggio e livello di allenamento

A seconda del livello di allenamento e dello “sforzo” che le scarpe dovranno fare sono consigliati modelli diversi. Ci sono quelle che garantiscono la massima ammortizzazione o quelle che sono il massimo in quanto a stabilità, ideali per gli atleti pesanti. Per chi corre veloce occorrono scarpe leggere e con ottimi sistemi di ammortizzazione. Gli atleti che amano la corsa su strade sterrate, invece, si troveranno meglio con suole adatte a terreni scoscesi. A seconda di tutti questi elementi, che rientrano nell’ambito dell’appoggio e della tipologia di allenamento, troverete la scarpa perfetta per voi. Andiamo a vedere nello specifico i singoli elementi-

  • Peso: al variare del peso varia la scarpa. Tutti i maggiori brand che vendono scarpe da running variano in base al peso dell’acquirente poiché i materiali usati, le capacità ammortizzanti e la struttura devono adattarsi anche secondo questo criterio. All’aumentare del peso deve aumentare il livello di ammortizzazione e questo principio vale anche per l’allenamento, ma in maniera inversamente proporzionale: meno sei allenato, più la scarpa deve ammortizzare.
  • Pronazione e supinazione: cosa vuol dire? Il piede, di per sé, possiede una grande capacità naturale di ammortizzazione, ovvero la pronazione. Quando è eccessiva è necessario acquistare delle scarpe da corsa stabili mentre se non è sufficiente occorrono scarpe molto ammortizzanti.
  • Terreno di allenamento: va da sé che a seconda del luogo dove il piede impatta la scarpa dovrà essere diversa. Solitamente la scarpa da running presenta una suola tassellata che rende bene su varie tipologie di terreno comune; per coloro che corrono in montagna servono scarpe specifiche con un’aderenza maggiore, una suola e una struttura più robuste. Utilizzare la scarpa giusta a seconda del luogo dove si corre è importantissimo per la sicurezza dell’attività.

Un nota bene finale: attenzione alla misura! Conviene, se non si possono provare con le calze che solitamente si utilizzano per correre, misurare i cm del piede. Solo così si saprà con precisione qual è il numero esatto.

L’Hiv e i problemi al cervello

In un quarto dei casi si registrano disturbi di tipo cognitivo

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Negli ultimi anni l’inizio precoce della terapia antiretrovirale e l’uso di nuove combinazioni di farmaci, in particolare gli inibitori delle integrasi, ha portato a un miglioramento dell’efficacia del trattamento anti HIV, nonché della sicurezza e dell’aderenza stessa.

Nonostante il controllo sistemico dell’infezione e i nuovi risultati nella terapia, l’infezione del sistema nervoso centrale può giocare un ruolo chiave all’interno di questa importante battaglia. L’infezione cronica di alcune cellule del sistema nervoso centrale, infatti, richiede diverse e nuove strategie di controllo.

Il virus Hiv, per sua natura, si può rifugiare nel sistema nervoso centrale. Tale presenza può produrre nel tempo patologie anche degne di rilievo.

Protesi mammarie più sicure grazie al Registro

Il Registro delle protesi mammarie, attivo dal 25 marzo 2019 è un database che punta a raccogliere tutte le informazioni relative ai dispositivi mammari impiantati in Italia, sia a scopo ricostruttivo, dopo la chirurgia per un tumore al seno, sia estetico. A rendere necessaria l’istituzione di questo registro è stata la possibile correlazione tra protesi mammarie e un particolare e raro tumore mammario chiamato linfoma anaplastico a grandi cellule (ALCL). 

ALCL: rischi e cure

Se diagnosticato precocemente, il linfoma anaplastico a grandi cellule in pazienti portatrici di protesi mammarie ha prognosi favorevole. Si tratta di una forma molto rara: ad oggi nel mondo si stimano infatti circa 800 casi su 10-35 milioni di pazienti*. In Italia, i casi segnalati alla Direzione generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute sono 41, in un periodo di tempo che va dal 2010 al marzo 2019, su un totale di circa 411 mila protesi impiantate nel nostro Paese negli ultimi 8 anni.

L’importanza del registro

Per parlare di correlazione tra protesi e tumore, ricavare percentuali e constatare l’efficacia delle cure, raccogliere i dati è fondamentale. Per questo l’istituzione del registro delle protesi è un passaggio fondamentale verso una maggiore conoscenza e sicurezza. “Abbiamo contribuito a questo progetto in tutte le sue fasi – sottolinea Adriana Cordova, presidente del Congresso SICPRE. Una stretta collaborazione dimostrata anche dalla presenza a  Palermo della dottoressa Antonella Campanale della Direzione generale dei dispositivi medici del Ministero della Salute.”

Parola d’ordine: prevenzione

La prima raccomandazione da fare alle donne è quella di:

  1. sottoporsi ai controlli consigliati dopo l’intervento di protesi
  2. non trascurare eventuali cambiamenti nella forma della mammella

Dopo una prima visita, questi andranno indagati con ecografia, risonanza magnetica e ago aspirato. Nella stragrande maggioranza dei casi, è sufficiente rimuovere la capsula fibrosa che avvolge la protesi per arrivare alla guarigione.

Asma, nuova terapia efficace

I risultati positivi di QMF149

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Per l’asma non controllata ci sono nuove speranze. Novartis ha annunciato infatti che il trattamento sperimentale a dose fissa per monosomministrazione inalatoria giornaliera QMF149 (indacaterolo acetato e mometasone furoato, o IND/MF) si è dimostrato superiore a mometasone furoato (MF) nel migliorare il volume espiratorio forzato nel primo secondo (FEV1) dopo 26 settimane, raggiungendo l’endpoint primario dello studio clinico di fase III PALLADIUM.

Questo miglioramento superiore della funzionalità polmonare è stato ottenuto in pazienti asmatici nei quali il trattamento con un corticosteroide per via inalatoria (ICS) a medie o alte dosi, o con un beta-agonista a lunga durata d’azione (LABA)/ICS a basse dosi non garantiva un controllo adeguato della patologia. IND/MF è risultato generalmente ben tollerato, e la sicurezza si è dimostrata comparabile tra i bracci di trattamento.

Apple Watch Series 5 novità: funzioni per il fitness e l’allenamento

Tra le varie novità presentate nell’evento Apple del 10 settembre allo Steve Jobs Theater c’è stato anche lui, il nuovo smart watch targato mela. L’uscita Apple Watch 5 Series è prevista per il 20 settembre e il prezzo va da 459 euro a 859 a seconda del modello scelto. Quali sono le novità Apple Watch 5 Series? Rispetto al prodotto che lo ha preceduto, l’Apple Watch 4 Series, non ci sono grandissimi aggiornamenti ma sicuramente l’attenzione del colosso di Cupertino rispetto alle funzioni relative a fitness, salute e allenamento è rimasta la stessa. Le casse dell’orologio sono rimaste invariate, da 40 e 44 mm, con l’aggiunta delle versioni in ceramica bianca e titano. La novità probabilmente più gradita e tra le più attese è l’Always-On-Display.
Ma quali sono le novità Apple Watch Series 5 per fitness e salute? Quelle che lo rendono un oggetto indispensabile per chi voglia allenarsi, utile per monitorare lo stato dell’allenamento e del proprio corpo, per intenderci. Rispetto allo scorso anno, quando con Apple Watch Series 4 hanno aggiunti la possibilità di effettuare un ECG, le novità non sono così rilevanti. Vediamole nello specifico.

Novità Apple Watch 5 Series: quali sono le nuove funzioni per il fitness?

Al nuovo Apple Watch 5 Series non sono state aggiunte molte migliorie, a partire dall’hardware. Non si tratta di una nuova versione. Il monitor ECG non è tanto diverso rispetto allo scorso anno; ancora assente il monitoraggio del sonno, probabilmente perché nemmeno l’autonomia è cambiata – ergo lo smart watch va tolto e ricaricato nel corso della nottata. Vediamo ora quali sono, nello specifico, le funzionalità nuove – e vecchie – di Apple Watch 5 Series utili per monitorare l’allenamento e il fitness:

  • battito cardiaco: funzione comune a tutti gli orologi smart, Apple Watch 5 monitora costantemente la frequenza cardiaca; segnala con delle notifiche quando il cuore batte troppo lentamente o troppo velocemente rispetto al ritmo cardiaco considerato normale.
  • respirazione: lo smart watch monitora la respirazione dell’utente allo scopo di aiutarlo a rilassarsi e a ridurre lo stress contribuendo così al miglioramento generale del benessere. Si può vedere un quadrante respirazione e l’app guida l’utente alla respirazione profonda semplicemente sollevando il polso;
  • ECG: così come nella precedente generazione anche il nuovo Apple Watch è dotato di un sensore cardiaco elettrico che registra il battito e il ritmo cardiaco andando a indicare se ci sono fibrillazioni atriali.

Tra le novità Apple Watch 5 Series si registrano:

  • rumore ambientale: è presente un app chiamata rumore. Permette allo smart watch di rilevare i suoni ambientali che possono raggiungere livelli potenzialmente dannosi per l’udito delle persone. Quando il rumore dell’ambiente supera i livelli di sicurezza l’app lo notifica;
  • monitoraggio ciclo: probabilmente la novità più utile per le giovani donne, ora Apple Watch Serie 5 riesce a tenere traccia delle varie fasi del ciclo mestruale allo scopo di fornire più dati sui sintomi e sulle possibili irregolarità. Questa funzione fa in modo che le ragazze non debbano scaricare ulteriori applicazioni sullo smartphone per tenere d’occhio il proprio ciclo.

Depressione, Esketamina spray sembra funzionare

Risultati positivi da uno studio di fase III

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I nuovi dati relativi a Esketamina spray nasale hanno confermato una rapida riduzione dei sintomi depressivi in pazienti adulti affetti da disturbo depressivo maggiore con ideazione suicidaria attiva e intento suicidario.

Lo annuncia la casa farmaceutica Janssen, citando i dati di due studi clinici registrativi di Fase 3 (ASPIRE I e II) tesi a valutare l’efficacia e la sicurezza di Esketamina spray nasale, in combinazione alla terapia standard in pazienti adulti affetti da disturbo depressivo maggiore con ideazione suicidaria attiva e intento suicidario. Questi studi sono stati presentati al 32° Congresso dell’European College of Neuropsychopharmacology (ECNP), che si è tenuto a Copenhagen.

Gli studi multicentrici, in doppio cieco, randomizzati, controllati con placebo hanno entrambi raggiunto il rispettivo endpoint di efficacia primaria.

Microrobot per il rilascio intelligente dei farmaci

Sarà possibile guidarli all’interno del corpo umano

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Uno studio coordinato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha realizzato nuovi microrobot in grado di navigare all’interno del corpo umano per svolgere trattamenti localizzati.

Grazie alla collaborazione con l’ETH di Zurigo e con il Paul Scherrer Institute, i ricercatori hanno sviluppato per la prima volta un microrobot magnetico soft in grado di restituire immagini di qualità elevata e di controllare in sicurezza le azioni di rilascio di farmaci in zone specifiche del corpo.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista internazionale Small e ha come prima autrice Veronica Iacovacci, post-doc dell’Istituto di BioRobotica ed esperta di robotica medica a varie scale dimensionali. I ricercatori hanno sviluppato un microrobot magnetico per il rilascio controllato di farmaci.

I NOAC e la trombosi venosa cerebrale

Effetti positivi indotti da dabigatran etexilato

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Per la prima volta è stato valutato l’effetto di un NOAC (Nuovi anticoagulanti orali) – dabigatran etexilato – su pazienti con trombosi ai seni venosi durali e/o vene cerebrali.

Lo studio ha analizzato sicurezza ed efficacia di dabigatran etexilato rispetto a warfarin, con aggiustamento di dosaggio in pazienti con CVT.

I risultati forniscono conoscenze sul ruolo dell’anticoagulazione in pazienti con CVT di grado lieve-moderato. Nello studio non ci sono state recidive di eventi di tromboembolismo venoso (TEV) in nessuno dei gruppi in trattamento. I risultati indicano, inoltre, basse percentuali di emorragia e sviluppo di emorragia maggiore in due pazienti nel braccio warfarin (3,3%) e in un paziente nel braccio dabigatran (1,7%). In questo studio non ci sono stati casi di mortalità in nessuno dei bracci terapeutici.