Long Covid, gli effetti di L-arginina e vitamina C

Protocollo messo a punto dai medici del Gemelli di Roma

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I vaccini riducono il rischio di sviluppare COVID-19, ma diversi studi attualmente al vaglio delle autorità non sono concordi sulla loro capacità di difendere dalla cosiddetta sindrome Long COVID, caratterizzata da una serie variabile di sintomi, dall’affaticamento estremo alla “nebbia” mentale e all’affanno respiratorio.
Non si hanno quindi ancora certezze sul rapporto vaccini e long Covid, ma quello che è sicuro è che in alcuni casi certi sintomi possono permanere a lungo anche in chi è stato precedentemente vaccinato.
Per un recupero ottimale diventa necessario un percorso terapeutico con un approccio multispecialistico. Un adeguato programma di riabilitazione personalizzata (respiratoria e motoria), l’introduzione di supporti nutrizionali a base di vitamine e aminoacidi, associati a un corretto stile di vita, rappresentano al momento l’approccio principale alla Sindrome …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | Covid, sintomi, arginina, vitamina,

Nuovo farmaco contro la Dengue

Il composto è risultato efficace su modello murino

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Un nuovo composto in fase sperimentale ha dimostrato di poter inibire la replicazione del virus che causa la Dengue, malattia infettiva che colpisce quasi 100 milioni di persone ogni anno.
Lo studio, pubblicato su Nature, mostra in azione un nuovo meccanismo antivirale per lo sviluppo futuro di farmaci contro la malattia. Per la Dengue, che viene trasmessa attraverso le punture delle zanzare, non ci sono al momento trattamenti specifici, anche per la presenza di più varianti della malattia.
L’ultima ricerca, guidata dal virologo Johan Neyts e dai suoi colleghi dell’Università di Leuven, in Belgio, ha selezionato una serie di composti per l’inibizione del virus, scegliendo alla fine quello più promettente, ribattezzato JNJ-A07, efficace contro tutti i sottotipi di Dengue.
Il composto si è mostrato sicuro ed efficace, garantendo la riduzione della carica virale nei modelli murini di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | virus, Dengue, antivirale,

Farmaci in gravidanza, neanche il paracetamolo è sicuro

Le modalità di assunzione dovrebbero essere riviste

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Uno studio pubblicato su Nature Reviews Endocrinology sostiene la necessità di rivedere le modalità di assunzione del paracetamolo in caso di gravidanza. Al momento, il farmaco è l’unico utilizzato per trattare il dolore e la febbre nelle donne incinte, ma secondo il nuovo studio andrebbe assunto alla dose di efficacia più bassa e per il minor tempo possibile.
La ricerca dell’Università di Copenhagen ha mostrato infatti che l’antidolorifico può influenzare negativamente lo sviluppo fetale e aumentare il rischio di disturbi cerebrali e riproduttivi del bambino.
“Il paracetamolo è un farmaco con un meccanismo d’azione poco chiaro che è ampiamente usato per ridurre la febbre e alleviare il dolore da lieve a moderato anche durante la gravidanza, con stime che suggeriscono un utilizzo fino al 65% delle donne incinte in tutto il mondo. Tuttavia, una quantità crescente di ricerche suggerisce …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | gravidanza, paracetamolo, bambini,

Attività fisica dopo l’impianto di un defibrillatore

Riduce il rischio di ricovero e di morte

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Dopo essersi sottoposti all’impianto di un defibrillatore (ICD), le persone dovrebbero aumentare anche di poco i livelli di attività fisica quotidiana. Ne trarrebbero un beneficio in termini di rischio di ricovero e di decesso, secondo i risultati di una ricerca pubblicata su Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes.

«I programmi di riabilitazione cardiaca offrono ai pazienti un ambiente sicuro per aumentare l’attività fisica dopo l’impianto di ICD, oltre a ridurre il rischio di ulteriori ricoveri e morte, ma sono sottoutilizzati, specialmente tra le donne, gli anziani, le persone di diversi gruppi razziali ed etnici e coloro che vivono nelle aree rurali», afferma Brett Atwater, dell’Inova Heart and Vascular Institute di Fairfax, in Virginia, primo autore dello studio.

Vaccino sicuro per chi ha un tumore del sangue

Studio italiano mostra i dati di efficacia e sicurezza in questo sottogruppo

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Gli IFO Regina Elena e San Gallicano di Roma hanno iniziato il 1 marzo la vaccinazione con siero a RNA messaggero ai pazienti ematologici e oncologici e in parallelo hanno avviato vari studi per valutare l’impatto in pazienti in corso di terapia.

Il lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista Journal of Hematology and Oncology, riporta i dati di immunogenicità e sicurezza rilevati su 42 pazienti con mieloma multiplo e 50 pazienti con neoplasie mieloproliferative, di cui 20 leucemie mieloidi croniche e 30 neoplasie mieloproliferative Philadelphia negative, tutti in trattamento attivo, che sono stati vaccinati e valutati per il grado di immunizzazione (titolo IgG neutralizzante) anti-SARS-CoV-2 il giorno della prima iniezione, il giorno della seconda iniezione, avvenuta dopo 3 settimane e, infine, dopo 2 settimane dalla seconda iniezione.

Terapia chetogenica per sconfiggere obesità e diabete

Lo conferma un recente studio italiano pubblicato sulla rivista Nutrients

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Un nuovo studio pubblicato su Nutrients evidenzia l’efficacia della terapia chetogenica per il contrasto a obesità e diabete.

La Very Low Calorie Ketogenic Diet (VLCKD – terapia chetogenica a bassissimo introito calorico) è uno strumento sicuro per il controllo glicemico a lungo termine in pazienti con Obesità e Diabete Mellito di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 legato all’obesità rappresenta oggi una delle sfide più difficili per il sistema sanitario. Questo studio retrospettivo, firmato dalla dott.ssa Eleonora Moriconi, della durata di un anno ha lo scopo di determinare l’efficacia, la sicurezza e gli effetti a lungo termine di una VLCKD, quale ad esempio il Metodo Lignaform di Therascience, rispetto a una dieta ipocalorica standard (LCD), sulla perdita di peso, il comportamento alimentare e la qualità della vita in pazienti con diabete di tipo 2 (T2DM) e obesità.

Covid, opaganib sicuro ed efficace

Risultati positivi per l’inibitore selettivo della sfingosina chinasi-2

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Segnali positivi su sicurezza ed efficacia relativi a opaganib per il trattamento della polmonite da Covid-19.

Ad annunciarli è uno studio di Fase II proof-of-concept randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo con opaganib (NCT04414618) che ha arruolato 40 pazienti che necessitavano di ossigenoterapia.

Lo studio, di cui non era stata calcolata la potenza ai fini statistici, mirava a valutare la sicurezza e a identificare i primi segni di attività. I pazienti arruolati nello studio sono stati randomizzati con un rapporto 1:1 nel gruppo di trattamento con opaganib o placebo in aggiunta alle cure standard (SoC) e sono stati seguiti per 42 giorni dall’inizio del trattamento.

I risultati top-line dello studio hanno constatato la sicurezza di opaganib, senza riscontrare rilevanti differenze tra il braccio di trattamento con opaganib e il gruppo placebo.

Covid, opaganib appare sicuro

Risultati positivi per l’inibitore selettivo della sfingosina chinasi-2

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Lo studio globale di fase 2/3 con opaganib (Yeliva) nei pazienti ricoverati con polmonite grave da COVID-19 ha ricevuto una raccomandazione unanime a proseguire, in seguito a una valutazione della sicurezza pre-programmata da parte di un comitato di monitoraggio indipendente della sicurezza dei dati (DMSB). La raccomandazione del DSMB si basa su un’analisi non in cieco dei dati sulla sicurezza relativi ai primi 70 pazienti trattati per 14 giorni.

“Con ogni valutazione dei dati sulla sicurezza non in cieco svolta da revisori indipendenti, nel quadro del nostro programma di sviluppo, la nostra fiducia nel profilo di sicurezza di opaganib aumenta ulteriormente”, ha dichiarato Mark L. Levitt, M.D., Ph.D., Direttore medico di RedHill.

Covid e gravidanza, il latte materno è sicuro

Il virus non si trasmette durante l’allattamento

Una madre COVID positiva può trasmettere il virus durante l’allattamento? Questo interrogativo si è diffuso rapidamente in tutto il mondo fin dall’inizio della pandemia. Le informazioni su questo tema, di grande impatto sulla salute dei neonati e sul loro futuro, sono ad oggi molto scarse.

Alcuni Paesi, quali la Cina, hanno dato indicazione in caso di positività materna alla somministrazione di latte in formula, sospendendo l’allattamento al seno.

Sono stati appena pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Frontiers in Pediatrics i risultati di una ricerca multicentrica tutta italiana su questo tema, coordinata dalla Città della Salute di Torino.

COVID-19 e gravidanza: qual è la migliore prevenzione?

Igiene e attenzione ai fattori di rischio più comuni

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Il coronavirus non ha fermato le nascite in Italia e in questi mesi le future mamme, positive al SARS-CoV-2 e non, sono state messe nelle condizioni di sentirsi al sicuro e protette per vivere il lieto evento con serenità.

Eppure, sono ancora molti i dubbi e i timori delle coppie che hanno appena iniziato una gravidanza o che hanno il desiderio di “mettere in cantiere” un figlio.

A dare rassicurazioni e indicazioni per la prevenzione è la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), a partire dai dati dei lavori a cui ha contribuito il Prof. Enrico Ferrazzi, Professore ordinario di ginecologia del Policlinico di Milano-Mangiagalli, realizzato alla luce dell’esperienza lombarda e dei principali studi scientifici pubblicati in tutto il mondo. Il messaggio è univoco: l’arma per affrontare con successo la gravidanza e il parto si chiama prevenzione.