Sclerosi multipla, riattivare le cellule immunitarie

Nuova possibile strada per controllare l’infiammazione

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I linfociti T regolatori (Treg) hanno un ruolo fondamentale nel modulare la risposta del sistema immunitario, controllando che reagisca efficacemente contro gli agenti esterni, ma senza attaccare le stesse cellule del nostro organismo, causando il fenomeno definito auto-immunità.
Proprio per via del loro ruolo di “sentinelle”, una riduzione nel numero o una disfunzione delle cellule Treg è fortemente implicata in diverse malattie autoimmuni, tra le quali la sclerosi multipla. Una nuova ricerca, guidata dall’Università Federico II di Napoli con la collaborazione di I.R.C.C.S. Multimedica di Milano, Consiglio Nazionale delle Ricerche (IEOS-CNR) di Napoli e I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), ha ora messo in luce un elemento cruciale per la vita e la funzionalità dei linfociti T regolatori. Il lavoro scientifico è stato pubblicato sulla rivista Immunity.
“In questo studio – dice il …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | sclerosi, cellule, cistina,

Scoperto un gene che regola l’interferone beta

Molecola chiave per la difesa da virus e tumori

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Gli interferoni sono un insieme di molecole infiammatorie con un ruolo chiave: dal loro rilascio dipende infatti la capacità del sistema immunitario di eliminare con successo patogeni come SARS-CoV-2 o di contrastare lo sviluppo dei tumori.
In una ricerca pubblicata oggi sulla prestigiosa rivista Immunity e coordinata da Renato Ostuni – responsabile del laboratorio Genomica del Sistema Immunitario Innato presso l’Istituto San Raffaele Telethon per la Terapia Genica (SR-Tiget) di Milano – si descrive il ruolo di un nuovo gene che agisce come interruttore per la produzione di interferone β. La scoperta, che suggerisce un nuovo target terapeutico per modulare la risposta immunitaria, ha importanti implicazioni nella lotta alle malattie infettive e oncologiche e apre la strada allo sviluppo di protocolli di terapia genica più efficaci.
Gli interferoni di tipo I – di cui fa parte …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | interferone, virus, molecole,

AstraZeneca, trovata la cura per i rari casi di trombosi

Ricercatori canadesi hanno sperimentato con successo un cocktail di farmaci

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Un cocktail di farmaci anticoagulanti e immunoglobuline consente di salvare la vita alle persone vittime dei rarissimi casi di trombosi dovuti all’inoculazione del vaccino anti-Covid di AstraZeneca.

A trovarla sono stati i ricercatori canadesi della McMaster University. La cura ha funzionato su 3 pazienti colpiti da trombosi ed è stata descritta sulle pagine del New England Journal of Medicine.

A scatenare la reazione del sistema immunitario sarebbe una proteina del sangue, PF4, il fattore piastrinico 4. Ciò attiva le piastrine, inducendole ad aggregarsi e a formare dei grumi.

L’effetto è la riduzione del numero di piastrine circolanti. Il mix ideato dagli scienziati canadesi ha un duplice effetto: le immunoglobuline fermano l’attivazione delle piastrine, rallentando quindi la formazione dei trombi, mentre gli anticoagulanti riducono la dimensione di quelli già in essere.

Covid, perché la variante inglese è diventata dominante

Nel sistema immunitario la chiave per capire il successo della variante Alpha

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In pochi mesi, la variante inglese – catalogata qualche giorno fa “Alpha” dall’Oms – ha conquistato la scena diventando dominante sia negli Stati Uniti che in Europa. Ma cosa ha determinato questo rapido successo?

Un team di ricercatori inglesi se lo è domandato in una ricerca che ha indagato i meccanismi biologici alla base della diffusione del virus. Secondo i ricercatori, la variante Alpha ha la capacità di aggirare la prima linea di difesa del sistema immunitario, guadagnando tempo per diffondersi nell’organismo.

“Siamo rimasti molto colpiti da quanto emerso dallo studio – ha spiegato commentando la ricerca al ‘New York Times’, Maudry Laurent-Rolle, fisico e virologo della Yale School of Medicine – Per ‘funzionare’ i virus devono riuscire a superare la barriera del sistema immunitario. Se riescono a farlo diventano più forti e quindi più pericolosi”.

Il sesso come strumento di guarigione

I benefici dell’intimità fuori dal letto coniugale

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Secondo diversi studi, il sesso non solo ha un forte impatto sul legame e l’intimità tra partner, ma anche sul benessere fisico: una vita sessuale positiva migliora la salute del cuore, il sistema immunitario e la forma fisica in generale, aumenta anche la felicità e allevia lo stress.

Nel corso degli ultimi due anni, sono cresciuti sempre più i matrimoni senza sesso (noti anche come “dead bedrooms”) con periodi di astinenza decisamente maggiori di qualche giorno o settimana. Ciò costituisce un grave problema nelle coppie sposate, dato che il sesso contribuisce in modo significativo a sentirsi soddisfatti del proprio matrimonio.

Covid, eliminare una proteina per renderlo meno grave

Prevenire l’aggravamento grazie al silenziamento di Notch4

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C’è una proteina specifica alla base delle forme più gravi di Covid-19. Si chiama Notch4 ed è presente in alcune cellule immunitarie dei polmoni. L’hanno studiata i ricercatori del Policlinico San Martino di Genova in collaborazione con quelli dell’Università di Harvard, pubblicandone i dettagli su Immunity.

In condizioni di normalità, il sistema immunitario mette in atto una serie di risposte autoregolate dopo l’incontro con un agente patogeno. A volte, però, l’infiammazione va fuori controllo e determina un danno aggiuntivo all’organismo.

È quanto si verifica nel caso della cosiddetta tempesta citochinica, una risposta immunitaria esagerata legata a una produzione eccessiva di proteine infiammatorie che finiscono per aggravare l’infezione invece di fermarla.

Covid, esiste una terapia domiciliare?

Non ce ne è una specifica, spesso fa tutto il sistema immunitario

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La maggior parte delle persone che si ammala di Covid-19 sperimenta una malattia lieve e può vivere la convalescenza a casa. Secondo il Ministero della Salute, in questi casi il sistema immunitario delle persone riesce a contrastare l’infezione senza difficoltà, quindi “non è indicata alcuna terapia” al di fuori di eventuali terapie domiciliari di supporto per alleviare i sintomi.

Cosa si intende per caso lieve di Covid-19?

Generalmente, nei casi lievi di Covid-19 la malattia si manifesta come una sindrome simil-influenzale. Possono insorgere febbre, malessere generale, tosse secca, mal di gola, congestione nasale, mal di testa, dolori muscolari, diarrea, perdita della capacità di percepire gli odori (anosmia) e i sapori (disgeusia) e affanno (“fame d’aria” o dispnea), alterazione dello stato di coscienza anche in assenza di polmonite causata da SARS-CoV-2.

Covid-19, una proteina provoca casi gravi

Associazione tra HERV-W ENV e evoluzione della malattia

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I ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata” hanno dimostrato per la prima volta la presenza di un’elevata quantità della proteina HERV-W ENV nelle cellule del sangue dei pazienti COVID-19.

La proteina è presente in particolare nei linfociti T, cellule che giocano un ruolo centrale nella risposta immunitaria verso le infezioni causate da virus e batteri. Nei pazienti COVID-19, la proteina è stata correlata all’infiammazione e all’alterazione ed esaurimento del funzionamento delle cellule del sistema immunitario.

L’osservazione che il livello della proteina riflette l’esito respiratorio dei pazienti durante l’ospedalizzazione suggerisce il suo ruolo nella patogenesi e nell’evoluzione della malattia.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista “EBioMedicine” del gruppo editoriale “The Lancet”.

AstraZeneca, dimezzare la prima dose per evitare trombosi

Possibile vaccinare il doppio delle persone con meno effetti collaterali

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Ridurre la prima dose del vaccino di AstraZeneca potrebbe avere un duplice effetto positivo: scongiurare i rarissimi casi di trombosi che si sono verificati in diversi paesi e al contempo aumentare il numero delle persone vaccinate.

A suggerire la soluzione è il team dell’Università di Greiswald guidato da Andreas Greinacher. In tutta Europa sono stati segnalati 222 casi sospetti della rara forma di trombosi caratterizzata da coaguli di sangue e bassa conta piastrinica, 30 sono i decessi certificati.

I sintomi legati a questa forma di trombosi assomigliano a quelli associati a una rara reazione avversa all’eparina, la trombocitopenia indotta da eparina (HIT).

Distrofia di Duchenne, l’impatto delle alterazioni del timo

Il ruolo del sistema immunitario nella distrofia muscolare di Duchenne

Pubblicato su Nature Communications uno studio dei ricercatori dell’Università Statale di Milano e del Policlinico di Milano in cui viene dimostrata una vera e propria disregolazione immunitaria che partecipa ad aggravare la fragilità muscolare e il progressivo danneggiamento dei muscoli distrofici.

L’alterazione presente nel sistema immunitario di un individuo con distrofia muscolare si riflette infatti nell’alterata maturazione dei globuli bianchi del sangue (linfociti) che finiscono per migrare nei muscoli rilasciando sostanze infiammatorie che attivano segnali di danno con riduzione della massa muscolare e conseguente formazioni di tessuto fibrotico cicatriziale.