Il comportamento sessuale influenza il microbioma

Aumentando anche il rischio di infezione da Hiv

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Il comportamento sessuale di una persona ha l’effetto di modificare il microbioma intestinale e l’azione del sistema immunitario. Di conseguenza, si modifica anche il rischio di infezione da Hiv.

È quanto emerge da una ricerca condotta dagli scienziati dell’Anschutz Medical Campus dell’Università del Colorado pubblicata su Plos Pathogens.

I ricercatori hanno verificato se un microbioma alterato potesse stimolare l’attivazione delle cellule T associate al rischio di trasmissione dell’Hiv e all’aumentata gravità della malattia.

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Hanno quindi prelevato campioni di feci di 35 uomini sani, sia omosessuali sia eterosessuali, dimostrando che i topi che avevano ricevuto i campioni di feci degli omosessuali avevano una maggiore evidenza di attivazione delle cellule T Cd4+, che li esporrebbe, se fossero umani, a un maggior rischio di Hiv.

Tumore al polmone, scoperte nuove cellule immunitarie

Studio apre la strada a nuovi possibili farmaci

Il tumore del polmone è la prima causa di morte per cancro, responsabile di circa un terzo dei decessi per malattie oncologiche. “Il tumore non a piccole cellule rappresenta l’85% delle diagnosi di tumore al polmone e al momento le opzioni terapeutiche sono limitate”, spiega Elena Levantini, ricercatrice dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Itb), del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston, dell’Harvard Medical School e dell’Harvard Stem Cell Institute.

L’immunoterapia è un’area emergente nella ricerca oncologica che si propone di utilizzare il sistema immunitario del paziente per ‘insegnargli’ ad attaccare le cellule tumorali. Le cellule immunitarie che infiltrano i tumori sono importanti regolatori della crescita tumorale e possono sia promuovere che limitarne lo sviluppo.

Leucemia, ecco perché a volte il trapianto non funziona

Scoperto il motivo per cui le cellule tumorali sfuggono al sistema immunitario

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Il trapianto di midollo da donatore è una delle terapie più efficaci per curare la leucemia mieloide acuta (AML), grazie all’attività antitumorale del sistema immunitario che viene trasferito dal donatore al paziente.

Spesso però, a seguito del trapianto, le cellule leucemiche sviluppano delle strategie con cui sfuggono al sistema immunitario. Il risultato è la recidiva.

Un gruppo di ricercatori dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano ha studiato questo processo analizzando le cellule tumorali e i linfociti T che cercano di sconfiggerle, prima e dopo la terapia. Attraverso analisi genetiche e di espressione genica, i ricercatori hanno svelato le strategie di sopravvivenza che il tumore mette in atto sotto la pressione immunologica del trapianto.

Sarcomi, la tecnica CAR-T può funzionare

La manipolazione genetica è una strada percorribile

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Una speranza di guarigione dai sarcomi viene dalla tecnica CAR-T.
La tecnica punta alla manipolazione genetica delle cellule del sistema immunitario allo scopo di “addestrare” i linfociti a riconoscere e aggredire i tumori.

I sarcomi sono fra i tumori meno frequenti ma anche più difficile da trattare, e l’annuncio del possibile utilizzo della CAR-T dato dal ricercatore Robbie Majzner non può che alimentare le speranze dei malati.

La nuova tecnica che utilizza linfociti ingegnerizzati CAR-T – spiega Majzner, che lavora presso il Lucile Packard Children’s Hospital di Stanford – è dimostrato che funzioni bene in tumori come la leucemia e il linfoma. La tecnica è infatti già registrata dagli enti regolatori per il trattamento, appunto, della leucemia.

Linfoma di Burkitt, individuata una terza forma

Studio su bambini iracheni evidenzia nuova variante

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C’è una terza forma del linfoma di Burkitt. L’hanno scovata i ricercatori di Istituto Pasteur Italia, Università La Sapienza e Children’s Welfare Teaching Hospital dell’Università di Baghdad, coordinati dalla Prof.ssa Stefania Uccini.

Lo studio ha diagnosticato nei bambini iracheni una terza forma del Linfoma di Burkitt, caratterizzata da un’elevata incidenza di infezione da Epstein Barr Virus (EBV) e da prevalente localizzazione intestinale.

La collaborazione consente inoltre ai medici iracheni di uscire dall’isolamento causato da anni di guerra.

I linfomi sono tumori causati dalla proliferazione incontrollata dei linfociti, le cellule del sistema immunitario che contribuiscono a difenderci dagli agenti esterni.

Il cancro non è più invisibile

Ricerca svela il meccanismo con cui le cellule malate si nascondono

Il cancro sta perdendo i superpoteri. Può essere sintetizzata così la ricerca apparsa su Nature Medicine a firma di scienziati dell’Università della California di San Francisco guidati dall’italiano Davide Ruggero.

Per la prima volta, lo studio è riuscito a bloccare il meccanismo che consente alle cellule tumorali di nascondersi e sfuggire così al sistema immunitario.

«Abbiamo trovato un nuovo punto debole del cancro, per distruggere le sue cellule», ha detto Ruggero. «Abbiamo capito come le cellule dei tumori producono specifiche proteine importanti per la loro crescita. Una di queste è la proteina PD-L1 che rende le cellule cancerogene invisibili dall’attacco del sistema immunitario».

Lo studio punta dunque all’immunoterapia come trattamento decisivo per eliminare il cancro.

8 modi per prevenire l’Invecchiamento precoce

Evita i cibi infiammatori. Sei a rischio invecchiamento precoce se i tuoi pasti sono ricchi di margarina, oli vegetali, carne rossa, pane bianco, zuccheri e alimenti confezionati. Ovviamente, non stai facendo di certo un favore alla tua pelle. Opta invece per alimenti ricchi di omega-3 come avocado, salmone e olio di oliva.

Verdura fresca e frutta inoltre abbondano di selenio, zinco e vitamina C che supportano la produzione di collagene proteggendo nello stesso tempo dal proliferare di radicali liberi.

In fine cerca di aggiungere proteine a tutti i tuoi pasti.

Evita gli happy hour. O forse sarebbe più opportuno dire evita l’alcool, in quanto quest’ultimo causa disidratazione. E come ben sai la disidratazione accentua le rughe.

Cerca di rilassarti di più. Stress, ansia e preoccupazioni hanno effetti sul tuo corpo. Per molti non è semplice eliminare le cause di stress, e dunque suggeriamo di fare alcuni cambiamenti nello stile di vita. Ad esempio: se noti di essere eccessivamente stressata, riduci le dosi di caffeina, oppure prova una lezione di yoga.

Prova a dormire di più. Dormire poco danneggia la tua salute, oltre a favorire l’aumento di peso,  impattare negativamente sul sistema immunitario e la memoria. Dormire tra le 7 e le 9 ore di sonno per notte, è la raccomandazione generale.

Utilizzare protezione solare. Per quanto un bagno di sole spesso ti risolleva l’umore, l’abbronzatura è forse tra le cause più comuni di invecchiamento precoce. Applicare regolarmente prodotti con protezione dai raggi UV ti permette di mantenere la pelle morbida e lontano dalle rughe.

Stai lontana dalle sigarette. Già sai che il fumo può causare problemi di carattere cardiaco, infertilità, cancro. Ma oltre alla salute può avere effetti negativi sulla pelle esasperando dei tratti che ti fanno sembrare malaticcia. Inoltre impatta negativamente sulla produzione di collagene.

Utilizza delle creme per il contorno occhi. La pelle intorno agli occhi è forse la più sottile. Tieni sotto controllo le linee sottili intorno agli occhi con un prodotto adeguato.

Allenati, ma senza esagerare. Allenarsi in maniera moderata non solo ha effetti positivi sulla tua salute generale, ma ti aiuta a ringiovanire l’aspetto della pelle. Sembra che se ti alleni per circa 90 minuti al 70-80% del massimo del battito cardiaco, puoi vedere gli effetti negativi dell’allenamento sulla pelle. Cerca quindi di allenarti per un lasso di tempo limitato e intenso.

Mieloma multiplo, nesso con la flora batterica intestinale

I batteri dell’intestino influenzano l’evoluzione della malattia

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Attraverso la loro interazione con il sistema immunitario, alcune specie di batteri che vivono nell’intestino sono in grado di influenzare la progressione del mieloma multiplo che invade il midollo osseo causando dolore, anemia e fragilità ossea.

A firmare la scoperta, per ora in gran parte limitata al modello animale della malattia, è il gruppo di Matteo Bellone dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

I risultati dello studio sostenuto da AIRC, appena pubblicati su Nature Communications, sono tra i primi a tracciare una linea di influenza diretta tra il microbiota intestinale e un tumore che ha sede in un altro organo, dimostrando la capacità di questi batteri di interagire a livello sistemico con tutto l’organismo.

Hiv, c’è un vaccino per i bambini

Parte la sperimentazione guidata da ricercatori italiani

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Partirà nel 2019, in 3 diversi continenti, la seconda sperimentazione del primo vaccino terapeutico pediatrico contro l’HIV, sviluppato dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in collaborazione con il Karolinska Institutet di Stoccolma.

L’Ospedale della Santa Sede, infatti, capofila del progetto internazionale di ricerca EPIICAL, ha ottenuto un finanziamento dal National Institute of Health americano che consentirà di testare il vaccino terapeutico su un’ampia coorte di bambini, distribuita in 3 Paesi: Italia, Thailandia e Sudafrica. Alla vigilia della Giornata Mondiale contro l’AIDS, si contano ancora ogni anno nel mondo circa 180.000 nuove infezioni pediatriche, per un totale di circa 1.800.000 bambini con infezione da HIV.