Libri per scelta

Che siano cartacei o elettronici, i libri hanno sempre un grande potere. Dalla sua pagina Instagram @lestoriedibea, Beatrice ci consiglia alcune tra le sue letture preferite. Lasciamoci trasportare da tante storie diverse, sogniamo, viaggiamo, riflettiamo. Magari, osiamo scegliere quel genere che non sempre ci ispira, chissà, magari ci aspettano delle sorprese straordinarie.


Cronache del mondo emerso - Le storie di Bea

1 TRILOGIA CRONACHE DEL MONDO EMERSO – Licia Troisi
Genere: Fantasy

A Nihal piaceva starsene là sopra da sola, con la brezza a scompigliarle i lunghissimi capelli […] Quando stava lassù era come pacificata. Poteva concentrarsi solo su se stessa, sui suoi pensieri più nascosti, su quella vaga malinconia che certe volte l’abbracciava, sul mormorio lento che ogni tanto sentiva levarsi dal fondo della sua anima”

Il Mondo Emerso si trova a dover affrontare una battaglia: i popoli devono unirsi per combattere un nemico comune.


Dentro l'acqua - Le storie di Bea

2 DENTRO L’ACQUA – Paula Hauwkins
Genere: Thriller

Alcune cose devi lasciarle andare
Altre non puoi
Difficile stabilire quali
-Emily Berry, The Numbers Game-

Storie di donne “scomode”. Un fiume e la sua acqua che inghiotte nel profondo.
Inghilterra Nord-est.
Uomini che odiano le donne.
Donne che sanno ottenere.
Una vecchia che “sente” i morti e parla con loro.
Un braccialetto perduto e un accendino ritrovato.


Rock and resilienza - Le storie di Bea

3 ROCK AND RESILIENZA – Paola Maugeri
Genere: Biografico/Saggistica

Paola racconta il suo viaggio nella vita attraverso le interviste fatte ai grandi della musica rock.
Capitolo dopo capitolo, ci si mette in discussione, si riflette al ritmo di un album e si comprende come la musica insegna a stare al mondo.


L'eleganza del riccio - Le storie di Bea

4 L’ELEGANZA DEL RICCIO – Muriel Barbery
Genere: romanzo filosofico

Colombe crede che è possibile “affrettarsi a dimenticare”. In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente e, quando non sappiamo costruire il presente, ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani e rimaniamo fregati, perché domani finisce sempre per diventare oggi. Quindi non bisogna affatto dimenticare. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le forze. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.

Barbery è eccezionale. Semplicità è uguale a profondità.
Un libro intenso di vita, a tratti molto riflessivo, consigliato a chi vuole capirne di più della propria vita, delle apparenze, di semplicità e di profondità.


Pomodori verdi fritti - Le storie di Bea

5 POMODORI VERDI FRITTI AL CAFFÈ DI WHISTLE STOP – Fanny Flagg
Genere: romanzo umor

La storia di Ruth e Idgie, l’amicizia tra Evelyn e la logorroica e stramba ma dolcissima signora Threadgoode trasportano in un mondo ad oggi quasi sconosciuto. Alabama nella Depressione e Alabama negli anni ’80. Quando per le notizie si ascoltava la radio, quando c’era il bollettino settimanale e, qualche decennio dopo, una Evelyn che si interroga sul perché si dica “ne ho le palle piene”, invece di ovaie, anche se si è donne.
Il giudizio della gente, il razzismo, l’ipocrisia umana, la cattiveria umana, la bontà umana. La ricchezza e la povertà, il lavorare sodo, le gioie, l’essere ciò che si è a prescindere dal resto.

FANNIE FLAGG ha la bacchetta magica, ti fa ridere e riflettere su temi delicati e vorresti che il libro non avesse una fine.
Da leggere con molta calma, quando si è di corsa e si necessita di leggerezza ma non banalità.
Possibilmente accompagnati da una tazza di caffè o di thè.


L'abbazia di Northanger - Le storie di Bea

6 L’ABBAZIA DI NORTHANGER – Jane Austen
Genere: classico letteratura inglese

“Nessuno, vedendo Catherine Morland da bambina, avrebbe mai immaginato che fosse destinata a diventare un’eroina.”
[…] prima o poi deve pur succedere qualcosa che metta un eroe sulla sua strada e qualcosa succederà.”

Ironico, a tratti cupo nel rispetto dello stile gotico, descrittivo, incalzante, romantico. Ovviamente a lieto e soddisfacente fine.

Catherine è una ragazza semplice, non chissà che bella o intelligente ma con una fervida immaginazione che le porterà non pochi guai.
Tramite benestanti amici di famiglia, le si presenta l’occasione di entrare nella società del tempo e conoscere i Thorpe, fratello e sorella e i Tilney, fratello e sorella. Si muove tra balli, teatro, passeggiate, letture e un corteggiatore respinto, finché riceve l’invito di passare alcuni giorni all’abbazia di Northanger, apparentemente avvolta da un terribile segreto…


Il giardino segreto - Le storie di Bea

7 IL GIARDINO SEGRETO – Frances Hodgson Burnett
Genere: narrativa classica per ragazzi

“Sullo stelo dove coltivi una rosa, non potrà mai sbocciare un cardo”

“Come può diventare più bella una persona se sorride!”

Vi verrebbe mai in mente, sapendo che una persona ha una malattia molto grave e contagiosa, di andare a rovistare fra le sue cose, non per offrire aiuto, ma per curiosità o leggerezza, sapendo che correte il rischio di ammalarvi e forse morire per quel contagio? Penso di no, che non vi verrebbe mai in mente di farlo. Ebbene, spesso si corre un rischio ancora più subdolo, forse ancora più grave, quando si permette a un pensiero cattivo o anche semplicemente triste, di insinuarsi nella nostra mente e di restarci. Come si può combattere il microbo della malattia se subito si provvede a disinfettarci, così si può fare con il germe del pensiero che può nuocerci molto di più. Si riesce a cacciarlo, se non ci si compiace di tenerlo e farlo crescere.

Frances Hodgson Burnett è una certezza nella letteratura per ragazzi.
Che poi, questo Libro lo si apprezza davvero moltissimo da adulti perché affronta il tema della rinascita personale con la profondità, l’ingenuità e la purezza che solo il cuore dei bambini possiede.
Quel pezzo di cuore che ogni adulto dovrebbe impegnarsi a mantenere vivo, per sé stesso e per gli altri.


Il mio lungo viaggio - Piero Angela - Le storie di Bea

8 IL MIO LUNGO VIAGGIO – Piero Angela
Genere: Biografico

“Il consiglio che posso dare ai giovani è: nel vostro lavoro, qualunque esso sia, puntate all’eccellenza. Si può fare meglio: farsi venire un’idea nuova, leggere un libro in più, scoprire un nuovo dato, migliorare una presentazione, accelerare i tempi. Non accontentatevi…”

Una storia che parte dalla sua infanzia a Torino, con il padre psichiatra, ai suoi viaggi, fino ai nostri giorni.

Fa capire quanto piccola sia la nostra realtà, quanto c’è da scoprire fuori delle nostre mura di casa e della routine quotidiana. Quanto bisogna essere sempre critici e curiosi, laboriosi e insaziabili, onesti e gentili.
Piero è sicuramente un personaggio di forte impatto e dovrebbero esserci più persone “in mostra” con la sua mentalità.


Billy Elliot - Le storie di Bea

9 BILLY ELLIOT – Melvin Burgess
Genere: narrativa

“Era in gamba, questa Mrs Wilkinson. “Bella gamba dritta” ha detto. Bè, è più facile se hai le scarpe giuste, non puoi avere una posizione decente con gli scarponi ai piedi. “Bella linea” ha detto, qualunque cosa fosse una linea. Era faticosissimo. Provateci voi, a star lì in equilibrio su una gamba, con l’altra gamba tesa all’indietro e le braccia in avanti e tu lì fermo per un minuto, e non devi tremare. È faticoso. Bisogna essere maledettamente forti.”

Ambientato nel 1984, durante un durissimo sciopero dei minatori inglesi per la chiusura delle miniere indotta dalla Thatcher, tra i provvedimenti alla profonda crisi che aggrava il Paese.

Billy ha dodici anni, sua madre è morta, suo padre e suo fratello sono entrambi minatori. Il papà vorrebbe che Billy facesse pugilato, che imparasse a badare a se stesso, perché è quello che devono fare gli uomini della loro famiglia: tenere duro e combattere. Ma Billy ha un altro sogno: vuole diventare ballerino, perché quando balla è davvero se stesso. Per lui, è come avere un fuoco dentro.

Si toccano tante di quelle tematiche, che non può non prendere il lettore: la mancanza e il vuoto che lasciano una persona cara, il rapporto conflittuale ma comunque di sostegno in famiglia, il combattere per essere sé stessi, l’accettazione di ciò che si è, l’importanza della comunità, del lavoro, il riscatto personale in tutte le sue forme.
E la danza.
Non ci sono “attività da femmine e attività da maschi”. Se vuoi fare il ballerino non vuol dire che tu sia omosessuale e anche se lo fossi, non è importante e soprattutto non è un problema.

È vero che la danza non é per tutti ma tutti possono ballare, soprattutto quando l’insegnante è un punto di riferimento che tiene alla tua salute e benessere generale; che non ti vede come mero profitto ma come persona da guidare.


Qualcosa di grandioso. Le storie di Bea

10 QUALCOSA DI GRANDIOSO – Boncinelli. Corbellini. Giorello. Pievani. Rovelli. Zellini
Genere: saggistica scientifica

C’è qualcosa di grandioso in questa idea della vita, con le sue infinite potenzialità, originariamente infuse dal Creatore in pochissime o in una sola forma; e, mentre questo pianeta ha continuato a roteare seguendo le immutabili leggi di gravità, da un inizio così semplice infinite forme, sempre più belle e meravigliose, si sono evolute e tuttora si evolgono”.

Così Darwin concludeva la sua “Origine della specie”, l’opera che nell’ultimo secolo e mezzo ha cambiato radicalmente la visione scientifica del mondo e la stessa concezione della vita.

Un viaggio nella scienza con sei studiosi italiani, passando per il perno di tutto, che è la nostra mente e i suoi strumenti: ossia la logica, che arriva a costruire l’ordine matematico del mondo; e la filosofia, il cui atteggiamento critico ci aiuta a convivere con l’incertezza.


Il caffè dei piccoli miracoli le storie di Bea

11 IL CAFFÈ DEI PICCOLI MIRACOLI – Nicolas Barreau
Genere: romanzo rosa

Eleonore Delacourt è francese e ha venticinque anni. Invece di agire d’impulso, riflette.

Accade tutto a Venezia e dato che l’autore è francese e vive in Francia, bisogna riconoscerne l’eccellente lavoro di minuziosa ricerca, nello descrivere Venezia. L’attenzione verso la lingua, come i dialoghi in dialetto veneto, merita la lettura del libro.


Beatrice Moretto - Le storie di Bea

Recensioni a cura di: Beatrice Moretto, @lestoriedibea

photo: Unsplash

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Dieci regole per combattere la cellulite

Il decalogo per rimettersi in forma anche a casa

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Il regime di quarantena ha inevitabilmente rallentato i ritmi di vita, limitato il tempo dedicato all’attività fisica e, non così raramente, ha portato a fare qualche eccezione di troppo a tavola, accentuando così piccoli accumuli di grasso e cellulite.

«La classica buccia d’arancia non è direttamente correlata ad una condizione di sovrappeso, ma dipende dal proprio metabolismo e, in particolare, dagli stili di vita adottati», premette Patrizia Gilardino, chirurgo estetico di Milano.

Combatterla, magari per recuperare una buona forma fisica in vista dell’arrivo dell’estate, non è semplice ma soprattutto non è immediato. Sono diverse le soluzioni a disposizione: dalla una dieta mirata fino ad arrivare, nei casi più compromessi, a dei trattamenti mirati.

Covid-19, il trapianto non è un fattore di rischio

Studio italiano su pazienti trapiantati al fegato

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Un team dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha pubblicato su Lancet Gastroenterology & Hepatology un’analisi dell’effetto di Covid-19 su pazienti trapiantati.

Chi subisce un trapianto deve assumere farmaci immunosoppressori per scongiurare la reazione dell’organismo nei confronti del nuovo organo. La conseguenza è un indebolimento delle difese immunitarie e quindi una maggiore suscettibilità alle malattie infettive.

Il team italiano ha però evidenziato come nel caso di Covid-19, la condizione scaturita dall’infezione da nuovo coronavirus, l’immunosoppressione non paia essere un fattore di rischio.

Stando all’analisi delle epatologhe Sherrie Bhoori e Roberta Rossi, il decorso peggiore della malattia si verifica in pazienti che a distanza dal trapianto hanno mantenuto stili di vita poco sani, ad esempio non controllando il peso o evitando l’esercizio fisico.

La carie non ha età

Già a 2 anni molti bambini vengono colpiti

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La carie colpisce anche bambini piccolissimi. Il 3% di quelli fino ai 2 anni e il 6% dei bambini fra i 2 e i 3 anni. La percentuale continua a crescere negli anni successivi, arrivando al 15% fra i 5 e i 6 anni. Di chi è la colpa?

Di certo, i genitori sono poco propensi a lavorare sulla salute orale del bambino, spesso sottovalutata nei primi anni perché ritenuta difficile da perseguire e sostanzialmente inutile (“Tanto i denti da latte durano solo qualche anno”, dicono in molti).

Parte della responsabilità è da attribuire però anche ai pediatri, che molto di rado consigliano una visita dal dentista nei primi anni di vita.

Dieta low fat: facciamo chiarezza sul ruolo dei grassi nell’alimentazione

La dieta low fat è una dieta a ridotto contenuto di grassi. Questi solitamente vengono demonizzati e indicati come i principali responsabili dell’aumento del peso corporeo. Toglierli, dunque, equivarrebbe a una perdita di peso veloce, sicura e duratura. Ebbene, forse è bene fare chiarezza su queste convinzioni, non del tutto corrispondenti a verità.

In passato, quando per la prima volta sono stati formulati piani alimentari a basso contenuto di grassi (anni Settanta e Ottanta) sono stati messi a punto anche piani alimentari con drastiche riduzioni. Si arrivava a una quantità di grassi inferiore al 10% dell’apporto calorico giornaliero totale. Nel fabbisogno calorico di un individuo medio pari a 2000 calorie, dunque, ciò corrisponde ad appena 20 grammi totali di grassi in giornata.

Non si può parlare di alimentazione sana ed equilibrata, con queste cifre. La verità è che seppur così tanto demonizzati, i grassi vanno mantenuti nella dieta, perché utilissimi all’organismoQuella che tagliando i grassi si costringerebbe l’organismo ad utilizzare quelli di riserva (quelli di troppo, dunque) è solo una falsa convinzione, che non tiene conto della complessità molecolare, fisiologica e biochimica dell’organismo umano.

Dieta low fat: false credenze

La scienza si interroga da tempo sull’esistenza di una dieta standard per la perdita di peso e il mantenimento dei risultati nel tempo. Meglio una dieta low fat o low carb? Esiste una dieta ideale? Difficile ottenere risultati uguali su individui diversi, con esigenze diverse e diverse condizioni fisiche, diversi stili di vita, diverso stato di salute. Per questo i medici consigliano sempre di affidarsi a uno specialista, per capire quale sia il regime più adatto a sé.

Volendo fare un discorso generalizzato in merito alla dieta low fat, c’è da dire che i risultati di diversi studi dimostrano che le diete a ridotto contenuto di grassi non sono in verità più efficaci delle altre. Non ci sono vantaggi particolari né sulla perdita di peso né sul mantenimento dei risultati, se non a confronto di una dieta standard, come è ovvio che sia.

Bisogna una volta per tutte dire che nonostante in tanti credano che sia necessario tagliare i grassi nella dieta per poter perder peso, la scienza ci dice che le diete low fat non danno risultati migliori rispetto ad altre tipologie di regimi. Piuttosto che concentrarsi in maniera maniacale su un solo nutriente è importante valutare la dieta nella sua globalità, concentrandosi sulle specificità dell’individuo.

Vero è, però, che un taglio intelligente e non drastico dei grassi, senza scendere sotto il minimo che consente di assorbire le vitamine liposolubili, è certamente positivo e benefico.

Dieta low fat: cosa mangiare

  • Non esagerare con i condimenti.
  • Dosare l’olio (preferibilmente extra vergine di oliva e a crudo) col cucchiaio e non versarlo direttamente dalla bottiglia.
  • Preferire cotture alla griglia, al vapore e la bollitura.
  • Non escludere i cereali: sì a pasta, pane, riso e i legumi, ma in porzioni ridotte.
  • Sì a frutta e verdura, per il giusto apporto di fibre.
  • Sì a pesce e carne magri.
  • Limitare salumi e formaggi.
  • Eliminare i dolci e tutti gli alimenti confezionati.

Cosa fare per aumentare il metabolismo? Consigli per perdere peso più in fretta

Il primo segreto per dimagrire velocemente è accelerare il metabolismo. Ma come fare per aumentare il metabolismo in modo naturale e dunque perdere peso più in fretta? Ci sono alcune dritte utili da seguire, ma attenzione: non esistono risultati raggiungibili senza fatica e rinunce. Quindi sì al lavoro sul metabolismo ma sì anche e soprattutto a stili di vita corretti e a tanta attività fisica. L’alimentazione, da sola, non è sufficiente: bisogna curare anche il resto.

Vediamo i trucchetti per accelerare il metabolismo e dimagrire velocemente. Pronte a prendere nota?

Cosa fare per aumentare il metabolismo?

Cosa fare per aumentare il metabolismo
Fobte: Pixabay

Un’alimentazione giusta, sana, bilanciata e corretta è il primo passo per velocizzare il metabolismo in modo naturale. A tavola, purtroppo, non tutto è consentito e soprattutto gli eccessi sono banditi, se si vuole perdere peso. Nella dieta è consigliabile in linea di massima aumentare leggermente la quantità di proteine, per velocizzare il metabolismo lento. Gli alimenti da prediligere sono dunque carne, uova e pesce. Parallelamente, meglio andarci piano coi carboidrati, che viceversa favoriscono un metabolismo lento e contribuiscono all’aumento di peso. Gli alimenti da ridurre sono, dunque, patate, pasta, pane.

I cibi più indicati per perdere peso sono:

  • l’ olio di cocco, da usare al posto di quello l’oliva, tradizionalmente usato in cucina;
  • le spezie, in particolare zenzero, peperoncino, timo, pepe e cannella. Aiutano il corpo a metabolizzare gli zuccheri fino a venti volte più velocemente grazie alla presenza di caroteni, bioflavoni, piperina e terpeni;
  • noci, semi e frutta secca;
  • il tè e il caffè, ma senza eccedere. Infatti i tannini del primo e la caffeina del secondo favoriscono la termogenesi, ossia l’aumento del consumo di energia sotto forma di calore e l’incremento del metabolismo;
  • i legumi.

All’alimentazione, come già detto, va necessariamente aggiunta l’attività fisica regolare e costante. Ci sono sport che, più di altri, aiutano a tonificare e perdere peso, bruciando il grasso in eccesso. In particolare i più consigliati sono: allenamento con pesi, , lo spinning, lo yoga e il pilates.

Quando la pelle soffre, tre modi per farla tornare giovane

Importante il benessere complessivo della cute

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Sole, smog e stili di vita non corretti agiscono sullo stato di salute della pelle, indebolendo la sua funzione di barriera contro gli agenti esterni e invecchiandola.

«Avere una pelle sana significa non solamente poter fare affidamento su una buona difesa, ma anche avere un aspetto più giovane», osserva Patrizia Gilardino, medico estetico di Milano. «Prendersi cura della propria pelle però non è una cosa che possiamo fare saltuariamente: occorre un approccio globale e quotidiano che passa dalla scelta di cosa mettiamo in tavola e di come la idratiamo e puliamo. Anche la medicina estetica richiede una visione complessiva. Spesso infatti ci si focalizza su una macchia, una ruga o una leggera lassità e non si considera tutto l’insieme», sottolinea la specialista. «È però importante andare oltre i piccoli inestetismi e intraprendere un percorso di cura».

Obesità, i due enzimi che regolano il metabolismo

Modificano il comportamento del grasso bruno

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Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre 600 milioni di persone al mondo soffrono di obesità – una vera e propria pandemia globale – e hanno per questo un maggiore rischio di sviluppare patologie come il diabete, l’ipertensione o il cancro.

La genetica spiega solo una frazione dei casi: la malattia è infatti per lo più dovuta a stili di vita poco sani, come la sedentarietà o una dieta ipercalorica; è ancora poco chiaro tuttavia come questi stili di vita influenzino cellule e tessuti a livello molecolare, dando origine alla condizione patologica.

C’era una volta l’Anziano

Si diventa ufficialmente anziani a 75 anni. Un 65enne oggi è paragonabile ad un 40enne del 1990 

Da oggi la popolazione over 65 enne può ritenersi ancora giovane. Si “diventa” anziani a 75 anni.

Lo conferma il Congresso nazionale della Società italiana di gerontologia e geriatria (Sigg). «Un 65enne di oggi ha la forma fisica e cognitiva di un 40-45enne di 30 anni fa. E un 75enne quella di uno nel 1980 aveva 55 anni» – dice il dottor Niccolò Marchionni, professore dell’Università di Firenze e direttore del dipartimento cardiovascolare dell’Ospedale Careggi -.

«Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato», continua Marchionni: «in Italia l’aspettativa di vita è aumentata di circa 20 anni rispetto alla prima decade del 1900. Non solo, larga parte della popolazione tra 60 e 75 anni è in ottima forma e priva di malattie per l’effetto ritardato dello sviluppo di malattie e dell’età di morte». E tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di 10 anni».

La differenza tra età biologica ed età anagrafica consente a due persone di dimostrare età diverse a parità di età. E’ lo stile di vita  a consentire a due persone nate nello stesso anno di invecchiare in maniera diversa e a diversa velocità.

Una persona che ha 65 anni ai giorni nostri non si riesce proprio più a percepirla come ‘anziana”. La popolazione invecchia, ma gli anziani di oggi sono sempre più autonomi e con uno stile di vita giovanile. Soprattutto se in assenza di malattie e disabilità.

Marchionni continua: “Oggi alziamo l’asticella dell’età a una soglia adattata alle attuali aspettative di vita nei Paesi con sviluppo avanzato. L’obiettivo dei geriatri è dare una definizione dinamica del concetto di “anzianità, tenendo contro che scientificamente si è anziani quando si ha un’aspettativa media di vita di dieci anni”.

Addirittura un pensionato olandese di 69 anni  ha fatto richiesta al tribunale di cambiare la data di nascita all’anagrafe, spostandola in avanti di vent’anni: si sente discriminato per la sua età, che influenzerebbe le sue possibilità di impiego oltre che il successo nelle app di appuntamenti. «Puoi cambiare il tuo nome, puoi cambiare sesso, perché non la tua età?», ha  sentenziato, convinto, Emile Ratelband.

Non si è più anziani, quindi, ma giovani da tanto tempo. Ed ancora per tanto tempo.

Bellezza, addio a occhiaie e piccole rughe

I segreti per avere uno sguardo sempre giovane

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Gli occhi sono lo specchio dell’anima. E non solo. Lo sguardo riflette anche stili di vita, età e stato d’animo. Mantenere lo sguardo giovane è quindi importante. Da oggi lo si può fare senza dover ricorrere alla chirurgia.

Trattamenti specifici e tecniche avanzate permettono di intervenire in una zona particolarmente delicata del volto, in assoluta sicurezza e senza dover ricorrere a lunghi periodi di convalescenza.

Se ben curato e mantenuto, il distretto superiore del viso conferisce a tutto il volto un aspetto decisamente più giovanile. La medicina estetica offre soluzioni differenti ai diversi problemi che questa area può presentare: sono trattamenti a bassissimo impatto che garantiscono risultati significativi.

Stile di vita, età, stress incidono in modo diverso sulla zona degli occhi.