Cancro al pancreas, terapia a base di asparaginasi

Eryaspase si rivela efficace

Tumore pancreas_7827.jpg

Uno studio pubblicato sullo European Journal of Cancer mostra l’efficacia del farmaco eryaspase per il trattamento del carcinoma pancreatico metastatico.

Lo studio di Fase 2b ha valutato l’eryaspase, L-asparaginasi incapsulata nei globuli rossi, come trattamento di seconda linea in combinazione con la chemioterapia in 141 pazienti affetti da carcinoma pancreatico metastatico. In questo studio, condotto in Francia, l’eryaspase è stata aggiunta alla gemcitabina o chemioterapia mFOLFOX e confrontata con la sola chemioterapia in una randomizzazione 2 a 1.

Eryaspase in combinazione con la chemioterapia ha prolungato significativamente sia la sopravvivenza globale (OS) che la sopravvivenza libera da progressione (PFS) nell’intera popolazione di pazienti, con una riduzione del 40% del rischio di morte e un 44% di riduzione del rischio di progressione della malattia in media nel tempo.

Cancro al fegato, atezolizumab migliora la sopravvivenza

In combinazione con bevacizumab

Tumore al fegato_5682.jpg

Sono positivi i risultati di uno studio di Roche sull’efficacia della combinazione atezolizumab/bevacizumab per il trattamento del tumore del fegato.

I dati mostrano miglioramenti statisticamente e clinicamente significativi in termini di sopravvivenza globale (OS) e di sopravvivenza libera da progressione (PFS) rispetto a sorafenib in pazienti con carcinoma epatocellulare non resecabile (HCC) che non hanno ricevuto una precedente terapia sistemica.

Secondo quanto emerge dai risultati dello studio, atezolizumab in associazione con bevacizumab ha ridotto il rischio di morte (OS) del 42% e il rischio di peggioramento della malattia o morte (PFS) del 41%.

Tumore del pancreas, le linee guida sulla chirurgia

Raccomandazioni per la migliore pratica chirurgica

Tumore pancreas_7954.jpg

Il tumore del pancreas rappresenta la quarta causa di morte da cancro in Europa e nel nostro Paese è in costante crescita. Se nel 2014 sono stati registrati 12.700 casi in Italia, nel 2019 ne sono stimati 13.500, con un aumento percentuale del 6%. Nonostante i grandi progressi compiuti nel campo della ricerca oncologica, non ci sono sviluppi significativi nella cura della neoplasia pancreatica.

La terapia chirurgica offre migliori chance di sopravvivenza. Purtroppo è praticabile in meno del 20% dei casi a causa della diagnosi solitamente fatta in fase avanzata della malattia. Inoltre è una chirurgia che presenta un alto livello di complessità che ha conseguenze importanti sui tempi di ricovero e sul recupero funzionale del paziente.

L’adroterapia per combattere il cancro della prostata

Trattamento combinato di adroterapia con ioni carbonio e radioterapia

L’adroterapia con ioni di carbonio usata come “potenziamento” per aumentare l’efficacia della radioterapia convenzionale con raggi X nel tumore della prostata ad alto rischio.

Questo è il razionale dello studio clinico in corso al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica (CNAO) di Pavia, in collaborazione con la Divisione di radioterapia dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano e la Struttura complessa di Radioterapia oncologica 1 dell’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) di Milano. Lo studio è sostenuto da Fondazione AIRC ed è coordinato dal professor Roberto Orecchia, direttore scientifico dello IEO e dalla Radioterapia dello IEO.

Linfoma, disponibile una nuova terapia

Nuovo trattamento basato sulle Car-T

Linfoma_6957.jpg

Gilead Sciences annuncia la rimborsabilità da parte di AIFA di Axicabtagene ciloleucel come trattamento di pazienti adulti con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL, diffuse large B cell lymphoma) e con linfoma primitivo del mediastino a grandi cellule B (PMBCL, primary mediastinal B-cell lymphoma) – entrambi recidivanti o refrattari – dopo due o più linee di terapia sistemica.
La rimborsabilità in Italia segue l’approvazione europea avvenuta il 28 agosto 2018.

Axicabtagene ciloleucel è una terapia con recettore antigenico chimerico delle cellule T (Car-T, Chimeric Antigen Receptor T-cell) che utilizza il sistema immunitario del paziente per combattere alcuni tipi di tumori ematologici. La terapia cellulare ha dimostrato di poter indurre una risposta completa (nessun tumore rilevabile) in una percentuale di pazienti con DLBCL e PMBCL recidivato o refrattario

Ipotiroidismo, terapia liquida su misura

Disponibile una nuova formulazione di Levotiroxina liquida

Disturbi tiroide_1176.jpg

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato l’immissione in commercio di una nuova formulazione della levotiroxina liquida, senza alcool e con una forma farmaceutica che consente di ottenere il dosaggio su misura/personalizzato per ciascun paziente.

TIfactor è indicato per il trattamento dell’ipotiroidismo (congenito o acquisito), gozzo non tossico diffuso, gozzo associato a tiroidite di Hashimoto, nella terapia soppressiva nel tumore della tiroide.

Nel trattamento dell’ipotiroidismo, negli ultimi anni, si sono fatti molti passi avanti nel rendere disponibili formulazioni di levotiroxina sodica, farmaco di riferimento per questa patologia, che rispondono meglio alle esigenze dei pazienti e capaci di migliorarne l’aderenza terapeutica.

Un esame che predice l’aggressività del glioblastoma

Aiuta a personalizzare la terapia

Tumori cerebrali_7154.jpg

Una nuova forma di biopsia liquida per il glioblastoma è stata messa a punto da un team di ricercatori dell’Abramson Cancer Center della University of Pennsylvania.

Lo studio, pubblicato su Clinical Cancer Research, descrive le proprietà dell’esame che traccia l’identikit genetico e molecolare del cancro, ovvero riesce a evidenziare i cambiamenti genetici alla base della malattia o anche addirittura individuare aspetti del tumore che potrebbero sfuggire alla classica biopsia invasiva.

“Non si tratta del primo studio di biopsia liquida sul glioblastoma – ha dichiarato la coordinatrice del lavoro Erica Carpenter -. Cionondimeno questo studio è il primo a mostrare che la biopsia liquida basata su un prelievo di sangue potrebbe avere un valore prognostico per questa malattia”.

Tumore del fegato, una terapia mirata per batterlo

Controlla il cancro e migliora la qualità di vita

Tumore al fegato_5403.jpg

Il tumore del fegato è “silenzioso”, perché non mostra sintomi specifici e solo il 10% dei casi è diagnosticato in fase iniziale quando l’intervento chirurgico può essere risolutivo.

Per questo, le percentuali di guarigione sono ancora basse, infatti solo il 20% è vivo a cinque anni dalla diagnosi. Oggi si stanno aprendo nuove prospettive, grazie alla medicina di precisione: una terapia mirata, lenvatinib, ha dimostrato, per la prima volta in dieci anni, di offrire in prima linea, cioè in pazienti mai trattati prima, più benefici rispetto allo standard di cura (sorafenib).

Le armi innovative nella lotta contro questa neoplasia sono approfondite al XXI Congresso Nazionale AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) di Roma.

Tumore al seno, il tatuaggio da radioterapia si può togliere

Aiuta le donne a non sentirsi più “malate”

Tumore mammario_3514.jpg

L’intervento è andato bene, le cure mediche sono finalmente giunte al termine, dando i risultati sperati, e il tumore è in remissione. Eppure un segno resta sulla pelle a ricordare la dolorosa esperienza vissuta: è il tatuaggio da radioterapia.

Piccolo e apparentemente insignificante, può provocare in realtà un disagio profondo in molte donne operate di tumore al seno che, osservandosi allo specchio, faticano a lasciarsi il passato alle spalle e a voltare definitivamente pagina. La buona notizia è che oggi il tatuaggio da radioterapia si può cancellare, grazie alla disponibilità delle nuove tecnologie laser a picosecondi.