Cancro del colon, scoperto nuovo target

La proteina TRF2 e il suo coinvolgimento nel tumore

È sempre più chiaro il ruolo della proteina telomerica TRF2 nella formazione e progressione dei tumori, grazie a uno studio i cui risultati sono pubblicati quasi in contemporanea in due articoli, su Embo Journal e Nucleic Acids Research.

Il lavoro è stato condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, guidati da Annamaria Biroccio. TRF2 è espressa in eccesso in diversi tipi di tumori e in particolare nel cancro colonrettale. L’importante tassello aggiunto dalla recente ricerca aiuta a chiarire ulteriormente le funzioni della proteina che sembra agire in due sensi: da un lato regola la risposta immunitaria dell’organismo contro la neoplasia e dall’altro favorisce il processo di angiogenesi, ovvero la moltiplicazione dei vasi sanguigni che alimentano e fanno espandere il tumore.

Tumore dell’ovaio, stop alle recidive

Scoperto un meccanismo per scongiurarle

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Un team di ricercatori italiani ha individuato un nuovo sistema per bloccare le recidive nei tumori epiteliali dell’ovaio.

Comprendere i meccanismi alla base delle recidive nei tumori epiteliali dell’ovaio resistenti al trattamento chemioterapico post intervento è infatti uno dei principali argomenti di ricerca nel laboratorio di Oncologia Molecolare del CRO diretto da Gustavo Baldassarre.

Il cammino è lungo, ma nelle scorse settimane gli esiti di una ricerca condotta da Maura Sonego e Ilenia Pellarin, focalizzatesi proprio su questo specifico task, ha individuato un percorso per bloccare proprio uno di quei meccanismi. Un traguardo importante cui la prestigiosa rivista Science Advances, edita dalla American Association for the Advancement of Science (AAAS), ha dato ampio risalto.

Cancro al colon, nesso con il microbioma intestinale

Caratteristiche specifiche in chi è colpito dal tumore

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Esiste un nesso evidente fra la composizione del microbioma intestinale di una persona e le possibilità che la stessa sia vittima di un cancro del colon-retto.

Il collegamento è stato registrato con chiarezza da un gruppo di ricerca del Dipartimento Cibio dell’Università di Trento in collaborazione con team allo Iigm (Istituto italiano per la medicina genomica) di Torino, al Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino e allo Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano nell’ambito di una più ampia collaborazione scientifica internazionale. I risultati dello studio, realizzato grazie a un finanziamento della Lega italiana per la lotta contro i tumori (Lilt), sede provinciale di Trento, sono stati pubblicati sulla rivista “Nature Medicine”.

Tumori, il potere dei broccoli

Scoperto il motivo dell’effetto protettivo

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Da tempo è nota l’azione antitumorale dei broccoli e degli altri vegetali della famiglia delle crucifere. Un team guidato da Pier Paolo Pandolfi ha studiato a fondo i motivi di questo effetto positivo.

Lo studio, pubblicato su Science, dimostra la capacità di una molecola contenuta nei broccoli di “spegnere” uno dei geni coinvolti nei processi di insorgenza del cancro.

“Abbiamo identificato – spiega Pandolfi, direttore del Cancer Center e del Cancer Research Institute al Beth Israel Deaconess Medical Center – un nuovo, importante protagonista, che innesca un meccanismo cruciale per lo sviluppo del cancro, un enzima che può essere inibito con un composto naturale presente nelle crucifere. Questo meccanismo non solo regola la crescita tumorale, ma è anche una sorta di ‘tallone d’Achille’ che potremo colpire con diverse opzioni terapeutiche”.

Entrectinib per i tumori con riarrangiamento genetico

Indicato per i geni NTRK, ROS1 o ALK

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La medicina personalizzata è sempre più realtà. Roche ha annunciato i risultati positivi dallo studio di fase I/II STARTRK-NG in cui viene valutata l’efficacia di entrectinib, un farmaco in fase di sperimentazione nei pazienti pediatrici e adolescenti affetti da tumori solidi recidivanti o refrattari che presentano o meno la fusione del gene NTRK (Neurotrophic Tyrosine Receptor Kinase), o il riarrangiamento del gene ROS1 o ALK (chinasi del linfoma anaplastico).

Nuovi farmaci contro il cancro

Riescono a bloccare la diffusione delle metastasi

La capacità delle cellule di modificare il proprio comportamento in maniera dinamica, ad esempio acquisendo la capacità di muoversi e migrare a distanza, è fondamentale per il corretto sviluppo embrionale e per la riparazione dei tessuti danneggiati, ma anche per la progressione di malattie come i tumori metastatici.

I meccanismi che consentono alle cellule di muoversi – e alle cellule tumorali di diffondere metastasi – sono ancora in parte sconosciuti. Utilizzando tecnologie robotiche, un gruppo di ricercatori dell’Istituto di genetica e biofisica ‘A. Buzzati-Traverso’ del Consiglio nazionale delle ricerche di Napoli (Cnr-Igb), coordinati da Gabriella Minchiotti e Eduardo Jorge Patriarca, ha analizzato migliaia di farmaci comunemente in uso con diverse indicazioni terapeutiche e identificato alcuni in grado di bloccare il movimento e la migrazione delle cellule all’interno del corpo.

Nuovo metodo per lo studio dell’Rna

Studio fa luce sul ruolo svolto nella risposta al danno del Dna

Grazie a uno studio dell’Istituto di genetica molecolare del Cnr in collaborazione con l’Ifom è stato elaborato il metodo RATaR, in grado di studiare il ruolo dell’RNA nella risposta al danno del DNA.

Il metodo consente di rendere permeabili le cellule ancora vive e di poter manipolare i processi biologici al loro interno. Lo studio è pubblicato su Nature Protocols.

Il riconoscimento dell’importanza dell’RNA nei processi biologici è in aumento esponenziale. Un tempo considerato semplice messaggero di informazioni tra DNA e proteine, negli ultimi decenni l’RNA ha dimostrato di essere essenziale nella regolazione di diversi processi cellulari, come la modulazione del messaggio genico, la struttura della cromatina e vari aspetti della stabilità genomica direttamente implicata in patologie importanti come i tumori e l’invecchiamento.

Cancro al seno, Tamoxifen a basse dosi funziona

Recidive dimezzate e qualità della vita più alta

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È possibile curare il cancro al seno riducendo la somministrazione dei farmaci a parità di risultati.

Lo dimostrano i risultati di uno studio clinico tutto italiano, pubblicati sulla prestigiosa rivista Journal of Clinical Oncology.

Lo studio cambia la pratica clinica delle terapie post-intervento per i tumori “in situ”, che rappresentano il 25% di tutti i tumori al seno.

I ricercatori, guidati da Andrea De Censi, Direttore dell’Oncologia Medica dell’E.O. Ospedali Galliera di Genova e Consulente Scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, hanno dimostrato che il farmaco Tamoxifen a basse dosi (5mg al giorno), somministrato per un periodo di soli 3 anni diminuisce del 50% il rischio di recidiva e del 75% il rischio di un nuovo tumore all’altra mammella (tumore controlaterale) con effetti collaterali molto bassi.

Il tumore al testicolo è sempre più diffuso

Scarsa l’adesione degli uomini ai programmi di prevenzione

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Un’incidenza in aumento del 2% all’anno. Si tratta del tumore del testicolo, che vede l’incremento più rilevante nel Veneto.

Il problema principale è la scarsa propensione maschile ai controlli, a differenza delle donne, molto più sensibili sull’argomento.

Lo confermano anche i dati presentati dalla Fondazione Foresta di Padova ottenuti incrociando le informazioni dell’Airtum (Associazione italiana registri tumori) con quelli provenienti da altri centri di raccolta del Nord Europa.

Gli ultimi dati italiani riportano una continua crescita di tumori testicolari, con 2.400 nuovi casi l’anno in Italia.

La prevalenza del Veneto nelle nuove diagnosi ha probabilmente a che fare con un maggior tasso di inquinamento da Pfas nella regione del Nord Est.