6 consigli per non rinunciare al fitness

Come mantenere uno stile di vita attivo senza annoiarsi

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L’anno passato ci ha insegnato senza dubbio l’importanza di mantenere uno stile di vita sano e attivo. L’arrivo della pandemia ha portato le persone a doversi reinventare e trovare modi di allenarsi alternativi.
A seguire sono riportati alcuni consigli su come mantenere uno stile di vita attivo a prescindere da dove si vive:
– Ridefinire il modo in cui si pensa all’allenamento
Allenarsi non deve per forza essere noioso. Juggy Sidhu, esperto di nutrizione e salute sottolinea l’importanza di ridefinire il modo in cui si concepisce l’esercizio fisico. “Quando si menziona il concetto di esercizio fisico, in moltissimi hanno un blocco mentale che riguarda tutte le attività che questo concetto implica, dal correre al partecipare ad una lezione in palestra. Tutte queste attività sembrano molto complicate dalla prospettiva di un principiante: a primo impatto risultano dispendiose e fuori …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Covid, nuovo anticorpo efficace anche contro le varianti

Altamente protettivo anche a basse dosi

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Un nuovo anticorpo sembra efficace anche contro le varianti di Covid che si sono presentate negli ultimi mesi. Lo rivela uno studio pubblicato su Immunity da un team della Washington University School of Medicine di St. Louis.
L’anticorpo risulta “altamente protettivo a basse dosi contro un’ampia gamma di varianti virali”.
“Man mano che la pandemia continua, inevitabilmente sorgeranno più varianti e il problema della resistenza non farà che aumentare”, è la premessa su cui poggia la ricerca americana.
“Gli anticorpi attuali possono funzionare contro alcune ma non tutte le varianti”, ha affermato l’autore senior del lavoro, Michael S. Diamond. “Il virus continuerà probabilmente a evolversi. Avere anticorpi ampiamente neutralizzanti ed efficaci che funzionano individualmente e possono essere accoppiati per creare nuove combinazioni probabilmente preverrà la resistenza”.
I …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

L’articolo Ma la primavera non lo sapeva proviene da Sani per Scelta.

I pipistrelli non si ammalano di Covid-19

Analisi sulla capacità degli animali di tenere a bada il virus

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Come possono i pipistrelli coesistere con i virus, compresi vari tipi di coronavirus, senza soffrire delle malattie?

I ricercatori del Center for Complexity & Biosystems dell’Università di Milano hanno studiato questa interessante questione e hanno scoperto che il successo nel tenere a bada i virus deriva dalle variazioni di temperatura corporea caratteristiche dei pipistrelli.

I pipistrelli sono rappresentati da più di 1.400 specie, circa un quarto di tutte le specie di mammiferi, popolano ogni tipo di habitat e sono gli unici mammiferi capaci di combattere in modo prolungato.

Alcune specie di pipistrelli sono capaci di andare in letargo durante la stagione invernale, quando la temperatura diminuisce, le prede sono scarse e il fabbisogno di cibo può facilmente superare le risorse disponibili.

Stop al seno bombastico

Le supermaggiorate non vanno più di moda

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Le super maggiorate plasticose in stile “Baywatch” non vanno più di moda. Corpi armonici e seni prosperosi sono il nuovo ideale di bellezza. I modelli a cui si ispirano le donne, soprattutto le italiane, sono le star sudamericane come Belen Rodriguez, Salma Hayek e Jennifer Lopez, icone sexy dalle forme generose, seno “pieno” ma non eccessivo e assolutamente proporzionato con il resto del corpo.

“Così come sono cambiati i canoni di bellezza nella società, allo stesso modo sono mutati i modelli di riferimento nella chirurgia estetica”, spiega il chirurgo plastico internazionale Luciano Perrone, medico associato alla Federazione Italiana Medici estetici.

Questo ideale di bellezza sudamericano – prosegue – nasce dalle proporzioni perfettamente armoniche di tutte le curve del corpo. A partire dalle proporzioni del seno.

La nuova estetica del lato B

Tendenze e nuovi canoni

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La perfezione non esiste, nemmeno quando si tratta di Medicina Estetica. Quello che possiamo dire è che certamente ci sono stati e ci sono dei modelli di riferimento.

Dagli anni ’80-’90 in cui il ‘tipo’ dominante era fianco stretto e gluteo piccolo di dominazione nord-europea, si è passati al modello sud-americano e alla rivalutazione – finalmente – del modello di donna mediterranea con vita sottile, fianchi e glutei importanti ma sodi con pelle curata.

Tra i principali inestetismi del gluteo dobbiamo annoverare: la culotte de cheval che è molto diffuso tra le donne di tutte le età e consiste in adiposità localizzate su fianchi, glutei e cosce che alterano l’armonia del corpo; la cellulite e il rilassamento muscolare e cutaneo.

Nuovo farmaco per il cancro della vescica

Enfortumab vedotin colpisce direttamente le cellule tumorali

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C’è un nuovo tipo di farmaco per il trattamento del cancro della vescica. Si tratta di enfortumab vedotin, nuovo composto che dirige la propria azione terapeutica direttamente verso le cellule tumorali, aumentando la sopravvivenza dei pazienti affetti da cancro uroteliale della vescica. Gli effetti del farmaco sono descritti sul New England Journal of Medicine.

Il cancro uroteliale della vescica è il più comune dei tumori che colpiscono l’organo con circa il 90% dei casi, e può svilupparsi anche nella pelvi renale, nell’uretere e nell’uretra.

«Uno dei trattamenti più utilizzati per questo tipo di cancro è la chemioterapia, che però come sappiamo agisce prendendo di mira tutte le cellule del corpo, colpendo quindi anche le cellule non cancerose, e causando effetti collaterali», afferma Thomas Powles, della Queen Mary University e del Barts Cancer Center di Londra.

Frattura della caviglia, stessa efficacia per gesso e tutore

Per scegliere vanno considerati il costo e le preferenze del paziente

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Nessuna differenza in termini di efficacia fra gesso e tutore nei casi di frattura della caviglia.

Lo dice un nuovo studio pubblicato sul British Medical Journal da un team dell’Università di Warwick guidato da Rebecca Kearney, che spiega:

«Non tutte le fratture della caviglia richiedono un intervento chirurgico, ma in tutti i casi i pazienti devono mantenere il piede immobilizzato in genere per un periodo di circa 6 settimane per consentire alle ossa di guarire».

I ricercatori hanno messo a confronto i due approcci nei casi di 669 soggetti con frattura della caviglia randomizzati a ricevere un gesso o un tutore rimovibile per immobilizzare il piede.

Il consiglio per i pazienti trattati con il tutore è stato quello di togliere il dispositivo per 3 volte al giorno ed eseguire ripetizioni di esercizi per il movimento della caviglia.

Covid, protezione altissima grazie ai vaccini

Con le due dosi protezione fino al 100 per cento dal rischio di decesso

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Il vaccino contro Covid-19, se si sono completate le dosi previste, è efficace circa all’80% nel proteggere dall’infezione, e fino al 100% dagli effetti più gravi della malattia, per tutte le fasce di età.

Lo dimostrano i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità provenienti dall’anagrafe nazionale vaccini (AVM) e dalla sorveglianza integrata dei casi di infezione da virus SARS-CoV-2 relativi al periodo tra il 21 giugno e il 4 luglio.

Nell’elaborazione è stato esaminato lo status vaccinale di infetti, ricoverati e deceduti per Sars-Cov-2, e l’efficacia vaccinale è stata calcolata separatamente per quattro fasce di età, 12-39, 40-59, 60-79 e over 80.

Coronavirus, un interruttore accende l’infezione nel corpo

Il ruolo fondamentale svolto dalle integrine

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Sars-CoV-2 riesce a invadere il nostro organismo servendosi delle integrine, proteine espresse da tutte le cellule umane che funzionano come interruttori universali.

A scoprirlo è uno studio pubblicato su Microorganism da un team italiano e presentato da Arnaldo Caruso, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all’Università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell’Asst Spedali Civili, al Congresso nazionale della Società italiana di virologia che si è svolto in modalità telematica.

“Tra le tematiche affrontate non è mancato un update sul virus che ci ha cambiato la vita. Molti sono stati gli studi condotti sul coronavirus pandemico e i relativi dati scientifici presentati”.