Rene: il caffè ha un ruolo protettivo

A dirlo l’Istituto per
l’Informazione Scientifica sul Caffè (ISIC), un’organizzazione internazionale
senza scopo di lucro dedicata allo studio, raccolta e divulgazione di studi e
ricerche scientifiche in tema di “caffè e salute, che ha diffuso i
risultati di un’ampia revisione di pubblicazioni scientifiche su “Dieta e
Funzione renale” (“Diet and Kidney Function: a literature review) fornendo nuove
evidenze sul consumo di caffè in relazione alla malattia renale cronica.

Sono stati presentati oggi i dati che confermano il ruolo positivo del caffè sulla funzione renale. I risultati
derivano da un’analisi di tre studi che ne hanno esaminato il consumo in relazione alla malattia renale
cronica.
Gli studi fanno parte dell’ampia review “Diet and Kidney Function: a
literature review
”[1],
di recente pubblicata sulla rivista Current
Hypertension Report,
che ha messo in evidenza il ruolo delle principali
categorie alimentari in relazione alla patologia.

In particolare, per quanto riguarda il ruolo
del caffè
, sono stati analizzati il Tehran
Lipid and Glucose Study
,studio
iraniano di 1780 persone, seguite per 6 anni, lo studio statunitense ARIC e lo studio
coreano sul genoma e l’epidemiologia in Corea del Sud.
Nel primosono stati confrontati i bevitori
moderati di caffè con i non bevitori; negli altri due la comparazione è avvenuta
tra coloro che bevevano almeno 3 o 2 tazze con i non bevitori. Nello studio
iraniano è stata riscontrata un’associazione non significativa tra caffè e
malattia renale cronica, mentre negli studi statunitensi e coreani sono state
osservate associazioni inverse
significative nei gruppi con una maggiore assunzione di caffè
.

I risultati, pertanto, indicano un effetto potenzialmente protettivo della
bevanda, in linea con studi precedenti sulla funzionalità renale.

La Diet and Kidney Function ha incluso 21 articoli di studi di
coorte con follow-up dai 3 ai 24 anni. Le categorie alimentari su cui si sono
concentrati erano carne, pesce, latticini, verdure, frutta, caffè, tè, bevande
analcoliche, oltre che modelli alimentari. Le evidenze hanno mostrato che uno
stile alimentare sano può ridurre il rischio di malattie renali croniche.

La malattia renale cronica rappresenta
un onere sanitario in aumento in tutto il mondo, con una prevalenza globale di
circa 11% nella popolazione adulta generale. Se non trattata, progredisce
lentamente fino allo stadio terminale, che richiede la dialisi o il trapianto
di rene. Fattori come lo stile di vita, il fumo, l’uso di alcol e l’inattività
fisica, possono peggiorare la patologia. Oltre a tutto ciò, esiste un crescente
interesse scientifico per il ruolo potenziale della dieta.

Bibliografia

Gaeini Z, Bahadoran Z, Mirmiran P, Azizi F. Tea, coffee, caffeine intake and the risk of cardio-metabolic outcomes: findings from a population with low coffee and high tea consumption. Nutr Metab.2019;16:1–10

Hu EA, Selvin E, Grams ME, Steffen LM, Coresh J, Rebholz CM. Coffee consumption and incident kidney disease: results from the Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study. Am J Kidney Dis. 2018;72:214–22.

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Jhee JH, Nam KH, An SY, et al. Effects of coffee intake on incident chronic kidney disease: a community-based prospective cohort study. Am J Med. 2018;131:1482–1490.e3

Photo credit: acekreations


[1] https://www.coffeeandhealth.org/2020/02/a-c-van-westing-et-al-2020-diet-and-kidney-function-a-literature-review-current-hypertension-reports-volume-22/

L’articolo Rene: il caffè ha un ruolo protettivo proviene da Sani per Scelta.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Tenere sotto controllo l’alimentazione durante il coronavirus, in questi giorni di quarantena è difficile. Partendo dal presupposto che limitare le uscite è fondamentale, fare la spesa è una necessità, e dunque cerchiamo di farla in maniera tale che possa durare almeno dai 5 ai 7 giorni prima di dover andare di nuovo al supermercato.

Fare una lista è fondamentale, ma anche organizzare la settimana per non comprare grandi quantità di cibo deteriorabili ed evitare soprattutto di mangiare troppo, perché tanto cibo in casa equivale a voler mangiare di più.

Alimentazione durante il Coronavirus: come fare la spesa

Le linee guida (considerando circa 1500/2000 kcal) ci dicono che è importante variare l’alimentazione nella settimana quindi consideriamo gli alimenti così ripartiti:

  • 3 volte a settimana i legumi,
  • 2/3 volte il pesce,
  • 2/3 volte la carne (2 bianca, 1 rossa),
  • 3 volte latte e derivati
  • 3/4 volte le uova.
  • Verdure/frutta e cereali/pane ad ogni pasto principale.

Queste sono indicazioni generali per poter impostare una lista di facile utilizzo ma alcuni alimenti possono esser mangiati anche ogni giorno, molto dipende dalle vostre abitudini alimentari e dal grado di attività giornaliera (quindi il dispendio energetico totale).

Frutta e verdura

Iniziamo quindi dagli alimenti base come frutta e verdura, scegliamo di comprare una quantità maggiore di banane, arance, mele e kiwi ad esempio che si conservano più a lungo.
Le verdure a lunga conservazione sono ad esempio carote, finocchi, zucchine, cavolfiori, mentre quelle più facilmente deteriorabili sono le verdure a foglia verde che possiamo consumare all’inizio della settimana (lattuga, rucola, spinacino ecc).

Pesce e carne

Il pesce fresco dovrà essere consumato nell’immediato perciò utilizziamo anche i surgelati, o gli inscatolati. Si conservano a lungo e permettono una varietà alimentare durante la settimana. La carne va consumata subito (1/2 giorni) dopo esser stata acquistata quindi non esageriamo e scegliamo carne bianca, mentre la carne rossa la limitiamo ad una volta a settimana.

Cereali, pasta e prodotti da forno.

Cereali (riso, orzo, farro) e pasta sono a lunga conservazione mentre il pane si deteriora in poco tempo, un’alternativa potrebbe essere quella di congelarlo a fette così da avere delle porzioni già pronte.

Uova

Importanti poi sono le uova, in genere a media/lunga conservazione, così come l’albume pastorizzato per preparazioni da colazione, sono ottime fonti proteiche e consumabili anche tutti i giorni (in associazione ad una dieta varia).

Latte e derivati

Compriamo il latte fresco più ricco di nutrienti e consumiamolo nella prima parte della settimana a colazione, mentre lo yogurt che si può conservare un po’ più a lungo possiamo consumarlo alla fine o per gli spuntini in associazione alla frutta e frutta secca (noci, mandorle, nocciole). Anche la ricotta va consumata prima rispetto ai formaggi più stagionati come il parmigiano o i formaggi cremosi.

Dolci

Si perché lo so che l’occhio cade sempre lì su quello scaffale del supermercato pieno di biscotti e dolciumi. Allora compriamo il necessario per fare un dolce fatto in casa a base di frutta così limitiamo il contenuto di zucchero aggiunto, che può essere un’alternativa per la colazione un paio di volte a settimana. Oppure del cioccolato fondente o burri di frutta secca da mangiare a colazione in associazione a yogurt e pane.

Insomma stiliamo una lista delle cose da mangiare durante la settimana e quindi evitiamo di comprare cose inutili, inoltre variamo la nostra alimentazione, un’alimentazione sana e varia, ricca di frutta e verdura copre il nostro fabbisogno vitaminico!

Inoltre cerchiamo di non stare sul divano tutto il giorno ma muoviamoci anche in casa, facciamo attività fisica e lavori domestici che non abbiamo mai il tempo di fare.

Mangiato troppo nel weekend? Come recuperare il giorno dopo

Mangiato troppo nel weekend? Che sia semplicemente il weekend o anche il post vacanze natalizie ci si concede sempre qualche sgarro in più, qualche dolce in più, qualche aperitivo in più…. insomma capita di perdere il controllo con un solo risultato, quello di sentirti gonfia e intasata. E allora come recuperare lo stato di benessere subito dopo una periodo di stravizi culinari?

Ecco 8 cibi che ti aiutano a recuperare se hai mangiato troppo nel weekend

Yogurt e frutti di bosco

Anche se proprio non te la senti di fare colazione, ti conviene comunque mangiare la mattina per attivare il metabolismo. Mantieniti leggera per non stressare lo stomaco. Yogurt greco e frutti di bosco è la colazione ideale perchè contiene lactobacilli che aiutano (come la pubblicità ci insegna) a mantenere la regolarità intestinale.

Te verde

Te verde : contiene antiossidanti, che aiutano le cellule a prevenire il danno causato da troppo cibo spazzatura.

Acqua

Importantissimo inoltre rimanere idratata tutto il giorno. Bevi acqua inoltre per eliminare le tossine, aiutare la digestione e combattere il gonfiore.

Omelette a base di verdure

Le uova contengono cisterna che aiuta a rompere le tossine dell’alcol, permettendone l’eliminazione attraverso l’urina, mentre verdure ricche in fibre come gli spinaci e i pomodori ti aiutano a sgonfiarti supportando la digestione. Chiaramente niente formaggio o bacon che possono farti sentire ancora più gonfia.

Te allo zenzero o alla menta

In caso di indigestione poi consigliatissimi sono il te allo zenzero o alla menta. Aiutano a rilassare i muscoli del tratto di gestivo bloccando i dolori e aiutando i gas a passare. Sono privi di caffeina, e quindi super idratanti.

Banane

Se ci hai dato proprio dentro con l’alcol, sarai senz’altro disidratata, e avrai perso molto potassio. La banana è ricca di questo minerale come l’acqua di cocco e le patate. Assumere potassio combatte gli effetti del gonfiore di stomaco derivati dall’ingestione di cibo troppo salato.

Avena

Se invece hai la sensazione di essere nauseata da tutto quel cibo spazzatura e dall’alcol, allora opta per avena e pere piuttosto che per l’omelette. E’ una combinazione ricca di fibre che “tratta bene” il tuo stomaco.

Frutta ricca d’acqua

Melone, uva, arance, pesche, insomma se proprio non riesci a bere acqua prova con uno di questi frutti per integrare vitamine e minerali che possono aumentare i tuoi livelli di energia dall’hangover di zuccheri.

Cosa mangiare al posto della pizza?

Cosa mangiare al posto della pizza? Questa domanda te la sarai fatta almeno una volta: perché sei a dieta, perché stai uscendo a cena e non puoi mangiarla o semplicemente perché non ti va. Facciamo una premessa: la pizza non è necessariamente un alimento da evitare per chi segue una dieta ipocalorica. Mangiare la pizza è possibile anche a dieta o, in alternativa, ci sono comunque piatti ipocalorici da scegliere che risultano gustosi da mangiare proprio come una pizza.

Mangiare la pizza a dieta: ecco perché si può e come fare

La convinzione che la pizza quando si è a dieta non possa essere mangiata è errata. Per mangiare la pizza una volta a settimana a cena è sufficiente considerarla come un pasto a base di pasta e, volendo, eliminare il pane per il resto della giornata. Ciò che bisogna evitare è mangiare la pizza abbinata ad altri piatti che, solitamente, vengono presentati come antipasti. Qualche esempio? Supplì, fritti, bruschette. Se una pizza può essere o meno inserita in un regime ipocalorico dipende tanto anche dal condimento. La pizza marinata è ideale, quella ai quattro formaggi andrebbe evitata. Quelli che sono a dieta ed escono a mangiare la pizza devono quindi preferire condimenti leggeri (ancor meglio se solo a base di verdure) e evitare l’antipasto e il dolce, preferendo invece una porzione di frutta.

Cosa mangiare al posto della pizza

Ci sono tante alternative meno “dannose” (si fa per dire) alla pizza. Se volete essere ligi alla dieta e non concedervi nemmeno lo sgarro settimanale potete optare per:

  • un piatto di pasta condito in maniera semplice (verdure, salsa di pomodoro, aglio e olio);
  • bruschette con olio e pomodoro;
  • insalatone ricche di ingredienti gustosi ma poco calorici (pollo, tacchino, feta, uovo sodo, arance, frutta secca);
  • pizza con impasto integrale o comunque fatta con farine diverse da quella bianca.

Come mantenersi in forma durante le vacanze di natale

Le vacanze di Natale sono quel periodo dell’anno che più di tutto mette alla prova la tua forza di volontà nel resistere alla tentazione del mangiare senza criterio. Ovviamente, noi di Fit In Hub ti suggeriamo di goderti tutte le prelibatezze che ti vengono presentate, sempre però tenendo presente che hai faticato per raggiungere un certo tipo di obiettivo.

Eccco qualche piccolo suggerimento per mantenersi in forma durante le vacanze di natale

Prova l’interval training.
Dei benefici dell’interval training ne abbiamo parlato in pià di un articolo: è una tipologia di allenamento che ti permette di bruciare un elevato numero di calorie, aiutandoti a migliorare anche le tue performance atletiche. E’ caratterizzato da uno sprint ad elevata intensità e un intervallo di riposo (a bassa intensità).

A tavola, mangia le verdure prima di ogni altra cosa
Dato che le verdure in particolare quelle a foglia verde sono ricche di fibre, potresti sentirti sazia più facilmente oltre a fare il pieno di vitamine e minerali.

Mangia cibi croccanti
Uno studio recente suggerisce che il semplice sentire fatto di masticare cibi croccanti può aiutare a moderare le quantità ingerite. Attenzione però, questo non è un buon motivo per iniziare a spuntini a base di patatine fritte.

Riduci il sale
Sì, troppo sale non è mai positivo per l’organismo. In realtà, le elevate quantità di sale presenti nei nostri cibi sono una delle cause più comuni di  ritenzione idrica. Per tanto se non vuoi accumulare ulteriore peso durante le vacanze sotto forma di liquidi, cerca di eliminare cibi confezionati o particolarmente lavorati.

Non ossessionarti con la bilancia
Il peso può variare a seconda della assunzione di liquidi e dell’ora del giorno in cui si decide di pesarsi. Durante le vacanze dove ci si lascia andare a qualche drink di troppo e qualche dolce in più, controllare i numeri riportati  dalla bilancia non è proprio la decisione più saggia.

Idee pranzo fit: le alternative low carb alla pasta

Come sostituire la pasta a pranzo? Questa domanda se la fanno spesso in moltissimi, soprattutto quelli che ci tengono a rimanere in forma e a perdere chili. C’è una buona notizia: le alternative gustose per sostituire la pasta sono moltissime e oggi ne vediamo cinque. La pasta non va rimpiazzata ogni giorno, ovviamente, però è importante sapere che proviene da un processo di lavorazione del grano duro che fa sì che perda quasi tutti i suoi effetti benefici. Cosa possiamo fare oltre a mangiare pasta integrale per ottenere maggiori benefici? Vediamo quattro alternative ideali per sostituire la pasta.

Come sostituire la pasta a pranzo: 4 piatti alternativi

Vediamo quattro alimenti alternativi alla pasta a pranzo ma mangiare comunque un gustoso piatto ricco di carboidrati e nutrienti buoni.

Spaghetti di zucca per sostituire la pasta

Questa tipologia di spaghetti è molto diffusa negli Stati Uniti e prende il nome di squash. In Italia ancora non hanno preso particolarmente piede ma sono un sostituto perfetto per la pasta. Come si ottengono? Dall’interno di una zucca particolare fatto a filamenti. La tipologia di zucca con cui si fanno gli spaghetti prende il nome di zucca spaghetti ed è facilmente coltivabile in giardino. Cosa la rende un sostituto ideale alla pasta a pranzo? Il fatto che abbia un sapore neutro che ricorda più quello delle patate che quello della zucca. L’apporto calorico è bassissimo: appena 31 kcal per 100 grammi.

Noodles di grano saraceno

I noodles di grano saraceno, altrimenti detti noodles soba, sono molto utilizzati nella cucina giapponese. Si tratta di spaghetti senza glutine, ideali per i celiaci. L’apporto di nutrienti è molto alto e le calorie veramente poche, se li si paragona alla pasta. I vantaggi dei noodles di grano saraceno? L’alto contenuto di magnesio e di rutina (utile per proteggere i capillari e mantenerli elastici). Anche le fibre abbondano in questa tipologia di spaghetti.

Spaghetti di riso per sostituire la pasta a pranzo

Anche in questo caso l’alimento di cui stiamo parlando proviene dall’Oriente. Si tratta di spaghetti fatti con la farina di riso, ideali anche per i celiaci e per chi vuole perdere peso. Questi spaghetti sono ricchi di vitamine del gruppo B, fibre e hanno una consistenza davvero simile a quella della nostra pasta. Tra i vari vantaggi questi spaghetti risultano anche più digeribili. Come condirli? Esattamente come si farebbe con la pasta!

Lasagne di zucchine o parmigiana di melanzane

Cercate il piatto perfetto per evitare di mangiare pasta la domenica a pranzo ma volete qualcosa che vi lasci la sensazione di averlo fatto? Ecco che allora la risposta giusta è utilizzare gustose verdure come melanzane e zucchine in sostituzione alla pasta quando si preparano i bei pranzi della domenica. La chicca? Utilizzare queste verdure per sostituire la sfoglia di pasta nelle lasagne e nei timballi avendo anche cura di mettere del formaggio vegetale al posto della classica mozzarella. La digestione sarò molto più semplice e le calorie assunte molte meno, garantito!

Carne rossa: come sostituirla definitivamente nella dieta

Cosa mangiare al posto della carne rossa? Sono molte le ragioni per cui le persone decidono di sostituire questo alimento e tanti i vantaggi che ne conseguono. Vegetariani e vegani scelgono di non mangiarla per ragioni etiche, c’è chi decide di farlo per questioni di salute e altri ancora che preferiscono alternative con meno grassi. Vediamo allora quali sono le alternative valide per chi sceglie, per una ragione o per l’altra, di non mangiare più carne.

Perché sostituire la carne rossa?

Quali sono le ragioni valide per sostituire la carne rossa con altri alimenti a tavola? Partiamo dal presupposto che, nonostante la tradizionale cucina italiana sia molto legata alla carne, ci sono tantissime alternative più sane vegetali che possono essere proposte. Perché scegliere un’alimentazione vegetale e che, oltre alla carne rossa, elimina anche la bianca e il pesce? Le ragioni vanno ricercate prima di tutto nell’impatto ambientale che il consumo della carne ha sul nostro pianeta. Dal punto di vista etico si evita, inoltre, l’uccisione di miliardi di animali a scopo alimentare. Vediamo allora cosa mangiare al posto della carne rossa dando comunque al nostro corpo tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

Cosa mangiare al posto della carne rossa: 5 alimenti sostitutivi

Vediamo una lista di cinque alimenti sostitutivi che possono tranquillamente essere mangiati al posto della carne. In alcuni casi si tratta di cibi fatti apposta per sembrare carne, ideali per coloro che non optano per un’alimentazione 100% vegetale perché l’occhio vuole la sua parte.

Burger di carne finta

Sempre più diffusi nei supermercati, sono tantissime le aziende che creano prodotti che hanno l’aspetto di carne ma che carne non sono. Esistono veri e propri burger finti che imitano la carne in tutto e per tutto, dall’aspetto al sapore. Di cosa sono fatti? Proteine vegetali, solitamente derivanti dai legumi, abbinate al grano e ai grassi vegetali come l’olio di cocco. Cosa dà il colore della carne? Spesso e volentieri vengono usate le barbabietole a questo scopo.

Seitan

Il seitan deriva dalla lavorazione del glutine del frumento e, proprio per questo, non è adatto alle persone celiache. Utilizzabile per moltissime ricette e con un aspetto simile alla carne, il seitan contiene moltissime proteine e copre il fabbisogno quotidiano di questo nutriente senza alcun problema se abbinato a legumi come fagioli, ceci o piselli nella stessa giornata. L’aspetto del seitan lo rende perfetto per chi ama la carne!

Legumi

In termini di nutrimento i legumi sono il sostituto più adatto per la carne. Ceci, fagioli, piselli e chi più ne ha più ne metta sono anche molto comuni nella nostra tradizione culinaria. I legumi sono ideali per la nostra alimentazione poiché contengono un gran quantitativo di proteine vegetali. Ci sono moltissimi modi per cucinarli, dai burger alle polpette, così da poterli abbinare facilmente a una bella porzione di verdure e avere l’impressione di mangiare carne.

Tempeh

Chiamato anche carne di soia, il tempeh di ottiene facendo fermentare i fagioli di soia gialli. Ricco di fibre, vitamine e proteine, risulta molto più digeribile dei fagioli di soia stessi per via della fermentazione. Come si può utilizzare? Per preparare uno spezzatino vegetale, il ragù o gli spiedini. Questo alimento è super versatile e può entrare a far parte di moltissimi piatti.

Tofu

Si tratta di un formaggio vegetale prodotto dalla cagliatura del latte di soia pressato in blocchi. Spesso utilizzato nelle diete perché poco calorico, il tofu è ricco di proteine vegetali, povero di carboidrati e assolutamente privo di colesterolo. A differenza del seitan, il tofu può essere mangiato anche da chi è celiaco poiché totalmente privo di glutine. Anche in questo caso si tratta di un cibo facilmente consumabile in modi diversi visto anche il suo sapore neutro.

Dieta dei colori: come disintossicarsi e perdere peso dopo le feste

Chiamata anche cromodieta, la dieta dei colori ha questo nome così curioso perché prevede di mangiare in ogni giornata alimenti di un solo colore. Questa dieta è diventata molto popolare in internet e rientra nella categoria di diete detox che durano un breve periodo di tempo e che permettono di rimettersi in sesto dopo le abbuffate natalizie o di fare un percorso disintossicante appena prima di mettersi in costume. Vediamo allora come funziona questa dieta e quali sono i dettami da seguire in questo percorso.

Come funziona la dieta dei colori?

La cromodieta torna utile a chi vuole disintossicarsi e perdere peso in un breve lasso di tempo. Come funziona? Ogni giorno vanno consumati solo cibi e alimenti di uno specifico colore. La ragione? Rafforzare gli effetti dei pigmenti sull’organismo. Ad ogni colore, secondo questa dieta, corrispondono specifiche sostanze nutritive che l’organismo assorbe.

Quanto dura la dieta dei colori? Solo sette giorni. Ognuno dei colori ha uno scopo ben preciso. Grazie a questo regime alimentare si possono perdere un paio di chili senza andare ad intaccare il metabolismo, considerato che dura così poco. A parte quella dei colori ci sono regole? Solo che i cibi vanno consumati preferibilmente crudi per mantenerne inalterati i principi nutritivi.

Vediamo ora gli effetti di ogni colore:

  • Gli alimenti bianchi (banane, cipolle, patate, funghi e altri ancora) favoriscono la digestione e depurano il corpo regolando il colesterolo cattivo;
  • i cibi verdi (spinaci, verdure a foglia larga, bietole, carciofi e altri ancora) ravvivano l’organismo e fanno sentire sazi; g
  • li alimenti rossi come pomodori, anguria, fragole e arance agiscono come antiossidanti e stimolano il metabolismo;
  • i cibi azzurri ridanno leggerezza al fisico e contribuiscono a ripulire i basi sanguigni dai grassi nocivi (tra questi troviamo prevalentemente il pesce azzurro);
  • i cibi gialli e arancioni combattono la cellulite e favoriscono la diuresi e in questa categoria troviamo mais, ananas, limoni, zucca, carote e altri ancora;
  • gli alimenti viola, infine, proteggono le cellule dai danni e prevengono l’invecchiamento: in questo ambito troviamo prugne, uva nera, melanzane e barbabietole.
  • I benefici della dieta dei colori

Quali sono i benefici della dieta dei colori? Ce lo spiega Giornalettismo attraverso le parole della dottoressa Luana Romeo, Consigliere nazionale di Andid. I benefici sono senz’altro l’alto potenziale disintossicante, considerato che “si tendono a ingerire molta più frutta e verdura”; l’effetto diretto è “una perdita di 2-3 chili di peso”. La dottoressa Luana Romeo specifica comunque che la sola evidenza scientifica è “la validità del consumo giornaliero di frutta e verdura dai diversi colori” nel senso che con la cromodieta viene garantito “l’apporto di diversi micronutrienti dei quali il diverso colore di frutta e verdura è espressione”.

Dieta LCHF, basso apporto di carboidrati e più grassi: ma non è per tutti

La dieta LCHF si fonda su due principi, descritti proprio nell’acronimo: è un piano alimentare sano e non estremo né particolarmente restrittivo, che punta su un basso apporto di carboidrati (5-10%) e in proporzione più grassi (60-70%). Questo, per mantenere in salute l’organismo, per migliorare le proprie condizioni fisiche e perdere peso.

Dieta LCHF nel dettaglio

Questa dieta è molto equilibrata, perché non esclude grosse tipologie o grandi categoria di alimenti, ma semplicemente punta a mangiare meno carboidrati e una proporzione maggiore di grassi, controllando l’ingestione di zuccheri e amidi.

Si perde peso mangiando, insomma, quasi tutto. Troppo bello per essere vero? No, c’è la scienza a supporto di questo metodo. Quando si evitano gli zuccheri e gli amidi, infatti, il livello di zuccheri nel sangue si stabilizza e i livelli di insulina, l’ormone che causa l’accumulo di grassi, si abbassa. In questo modo, i grassi vengono bruciati e aumenta il senso di sazietà.

Per i diabetici, il discorso è un po’ diverso e serve qualche accortezza in più, soprattutto se si assumono medicinali specifici. Evitando i carboidrati (responsabili dell’aumento del tasso di zuccheri nel sangue) diminuisce il bisogno di medicine utili proprio a diminuire quel tasso di zuccheri. Quindi la dose di insulina va regolata e modificata, perché continuare a prendere quella che si assumeva prima dell’inizio della dieta potrebbe causare ipoglicemia (un valore di zuccheri nel sangue troppo basso). Quindi, necessariamente per seguire questa dieta servono l’aiuto di un medico e frequenti analisi della glicemia.

Dieta LCHF: cosa mangiare e consigli

La dieta LCHF include nel suo programma alimentare:

  • carne: possibilmente biologica o allevata al pascolo, qualsiasi tipo, incluso manzo, maiale, cacciagione;
  • pesce e crostacei come salmone, sgombro, aringa, ma evitando le impanature;
  • uova, preferibilmente biologiche, sia bollite che in frittata;
  • grassi naturali, burro, panna, ma anche olio di cocco e l’olio d’oliva;
  • tutte le verdure, ma preferibilmente quelle che non crescono sotto terra: cavolfiore, broccoli, cavolo e cavoletti di Bruxelles, asparagi, zucchine, melanzane, olive, spinaci, funghi, cetrioli, avocado, cipolle, peperoni, pomodori;
  • panna acida, yogurt greco e formaggi .

I consigli preziosi da seguire sono:

  • evitare cibi amidacei come pane, pasta, riso e patate;
  • mangiare solo quando si ha fame e fino a sazietà;
  • bere molta acqua;
  • evitare alcolici;
  • mangiare la frutta solo ogni tanto, perché ricca di zuccheri.

Plant Paradox, elimina frutta e verdura: è una dieta affidabile o solo una moda?

Non è raro imbattersi, soprattutto in rete, in diete davvero strane. E approfondendo l’argomento, in effetti molte diete, anche gettonate, famose e seguite da molte persone nel mondo, sono comunque oggetto di non poche perplessità da parte degli esperti. Alcune dei regimi più famosi sono anche abbastanza estremi e propongono piani alimentari drastici. Per questo, il consiglio è sempre informarsi e soprattutto affidarsi a medici competenti in materia, che possano guidare al meglio nel percorso di dimagrimento. Un esempio è la Plant Paradox: scopriamola nel dettaglio.

Plant Paradox: che cos’è?

Questa dieta è stata messa a punto dal dott. Steven Gundry, che ha scritto anche un libro in merito per esporne i principi. In breve tempo è diventata molto popolare negli Stati Uniti grazie non solo a questa pubblicazione, ma anche a Kelly Clarkson. La cantante e attrice ha detto di aver perso parecchi chili e di aver risolto i suoi problemi di salute affidandosi a questa dieta.

Il principio di base è, come suggerisce la parola stessa, un “paradox”, ovvero un paradosso. Non tutti i cibi da sempre considerati sani fanno bene, anzi, alcuni possono nuocere alla salute. Per questo, la Plant Paradox elimina del tutto dall’alimentazione il glutine e le lectine.

Cibi ammessi e non ammessi nella Plant Paradox

Le lectine sono proteine a detta del dott. Gundry potenzialmente pericolose e causa di stati infiammatori nell’organismo e di malattie croniche. Perché? Perché costringendo i carboidrati a raggrupparsi e a legarsi ad alcune cellule del corpo, impedirebbero ad alcune di queste di comunicare tra loro, generando diverse reazioni tipo nausea, dissenteria, vomito. Questa teoria del dott. Gundry non ha studi scientifici a dimostrazione.

Tra l’altro, la lectina produce anche dei benefici, perché gli alimenti che la contengono sono anche ricchissimi di fibre, la cui mancanza può portare a costipazione. Inoltre, è un macronutriente necessario per lo sviluppo di ossa, muscoli, pelle e sangue. Senza dimenticare che frutta e verdura sono estremamente importanti perché apportano nutrienti essenziali come minerali e antiossidanti.

Nello specifico, le lectine si trovano in moltissime verdure e tipi di frutta, soprattutto nelle solanacee (patate, melanzane, pomodori, bacche di goji, peperoni). Il dimagrimento a cui porta questa dieta è probabilmente la conseguenza del fatto che si eliminano dalla dieta moltissimi cibi: legumi (fagioli, lenticchie e piselli), frutta secca, verdure (pomodori, cetrioli, melanzane, piselli, fagiolini, patate, zucchine, zucca), frutta (banane mature, melone), cereali (avena, quinoa, riso, mais, orzo, bulgur).