13 morti, lieve aumento dei contagi


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 13 per un totale di 34.997 morti.
I casi totali sono ora 243.506, con un aumento di 162 positivi nell’ultima giornata.
I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 60.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

17 morti, 60 pazienti in terapia intensiva


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 17 per un totale di 34.984 morti.
I casi totali sono ora 243.344, con un aumento di 114 positivi nell’ultima giornata.
I pazienti in terapia intensiva sono scesi a 60.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Siamo tutti malati


Articolo a cura di Omar Sabry Science Communication @Tiss’You

Illustrazioni a cura di Tommaso Scandola

Sono stato contagiato e mi sono ammalato. Credevo di essere immune, poiché la razionalità è un vaccino ad ampio spettro, ma a quanto pare la paura è mutevole e trova nell’iper-informazione nuove forme di trasmissione. Altro che aerosol e droplets nell’aria. Mi è bastato sbloccare lo schermo del telefono. Prima il bombardamento mediatico dei giornalisti. Poi gli influencer, quelli che di solito parlano di make-up e cose frivole, con le loro storie Instagram sugli scaffali vuoti dell’Esselunga. Poi ho visto un video, dove un ragazzo tira fuori dalla tasca un oggetto misterioso causando il panico nelle persone attorno a lui, che scappano via urlando. Non era l’Iran e quell’oggetto non era una granata; il ragazzo semplicemente estraeva un fazzoletto nei pressi della fermata Romolo di Milano. È seguito un periodo di incubazione, in cui ero convinto di essere sano. Poi, è arrivato il primo sintomo. Un riflesso del trigemino, semplice allergia alla polvere, non saprei. Era uno di quei classici starnuti che sono abituato a fare in qualsiasi stagione dell’anno. Il sintomo non è stato lo starnuto, ma il terrore che ho provato nell’esecuzione di un gesto involontario che non potevo fermare. In quei tre secondi di solletico nasale ed espulsione forzata di aria sono arrivato a provare perfino senso di colpa. È stato lì che ho capito: il virus della paura aveva contagiato anche me.

IL VIRUS EGOISTA

Il virus egoistaIl virus è un microrganismo essenziale. Potremmo quasi dire che si tratta solamente di un mucchietto di informazioni genetiche ben impacchettate. Il suo scopo è quello di sopravvivere e replicare e lo fa diventando il parassita di una cellula, infettandola. Non è che abbia un progetto a lungo termine – se evolve lo fa solamente per errore – semplicemente ha un destino egoista, per usare le parole di Richard Dawkins. Sopravvive e replica, fino a che non entra in competizione con qualcosa di più forte di lui (come ad esempio un organismo multicellulare evoluto fino al punto da sviluppare un sistema immunitario adattativo, vi pare?). La volontà, se possiamo parlare in questi termini, di sopravvivere e replicare non è però esclusiva dei geni, di cui i virus sono dotati, ma anche delle idee che oggi possono diffondersi alla velocità di una connessione internet a banda larga e albergare, parassitarie, nelle nostre menti. Il tutto, in una misura di amplificazione così allargata che ci vede quotidianamente connessi, pronti a cedere parte della nostra coscienza individuale ad una coscienza universale sociale. La paura non è altro che un’idea e, se mi permettete l’uso di metafore e similitudini, si comporta come un virus. Si muore più frequentemente in macchina, che in aereo, eppure la quasi totalità delle persone ha un maggiore terrore del volo piuttosto che della guida, in preda ad una paura parassitaria che fugge qualsiasi regola razionale. Nel caso di una pandemia universale in grado di sterminarci, la paura ha raggiunto chiunque con un’efficienza e una rapidità tali che un virus ha solo da imparare. Alcuni sono portatori sani, ma ogni condivisione è un contagio e, in men che non si dica, esplode una pandemia di fobia senza precedenti.

LAVATEVI LE MANI

Così come un virus può essere più infettivo di un altro, allo stesso modo alcune paure possono essere più contagiose. Non si tratta sempre di un fatto negativo: c’è quella istintiva che porta le persone a sopravvivere. Se oggi facciamo i salti perché un innocente insettino si appoggia sul nostro naso, lo dobbiamo ai nostri antenati in preda ad una fifa che forse ai tempi era ritenuta ridicola, ma ha permesso loro di sopravvivere ai morsi di insetto. L’eccesso, però, può essere dannoso ed è la ragione per cui esistono parole per definire la paura con un’accezione negativa come: isteria, psicosi, paranoia. Se la razionalità non è sufficiente a renderci immuni agli attacchi di panico, per difenderci dobbiamo ricorrere a qualcosa di altrettanto irrazionale: la speranza. Lavatevi le mani, perché andrà tutto bene. Non dovete lavarvi le mani come arma di difesa. Lavatevi le mani perché è un buon comportamento. Un po’ come: seduti composti, così non vi viene la schiena storta. Lavatevi le mani perché potrebbe aumentare la vostra fortuna di non contrarre questo virus, ma se dovesse succedere non preoccupatevi. Nel caso, i farmaci vi faranno sentire meglio e, alla comparsa di sintomi più gravi, i medici faranno di tutto per aiutarvi. Qualcuno è morto, ma non lo scopriamo adesso che la morte fa parte della nostra vita. Magari leggere Heidegger vi può far bene, non lo so. In ogni caso supereremo tutto questo, ne sono sicuro. Non perché io sia un virologo, ma perché preferisco la speranza al terrore. E credo ce ne sia bisogno, quando la reazione della gente spaventa di più di un’infezione virale. Non sono solito dare consigli, ma questa volta mi sento di invitare tutti a dosare la propria capacità di fare informazione con post e condivisioni. Forse ci siamo già tutti ammalati, ma con un po’ di speranza possiamo guarire. E forse ne usciamo pure vaccinati.

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Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

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13 morti, una donna si infetta per la seconda volta


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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I decessi della giornata sono 13 per un totale di 34.967 morti.
I casi totali sono ora 243.230, con un aumento di 169 positivi nell’ultima giornata.
Intanto, è confermata la notizia di una reinfezione ai danni di una donna di Pozzuoli: “Una nostra concittadina è risultata positiva al test Covid-19. Me ne ha dato notizia l’ASL Napoli 2 Nord, informandomi che si tratta di una persona ripositivizzata: aveva già contratto il virus mesi fa, poi guarita, è ora nuovamente positiva”. Lo ha scritto il sindaco Vincenzo Figliolia, confermando il dato dell’unità di crisi della Regione Campania.
Dal 3 giugno è consentita la libera circolazione dei cittadini fra le varie Regioni del paese. Si può far visita a parenti e amici, ovviamente sempre rispettando le norme sulle distanze e sugli assembramenti.
Le novità riguardano anche gli esercizi commerciali. Riaprono bar, ristoranti, negozi di …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Coronavirus, in Italia circola la variante europea


Epidemia sostenuta quasi totalmente da un unico ceppo

Dalla caratterizzazione di 59 nuovi genomi virali italiani emerge la schiacciante prevalenza del ceppo virale “Europeo” B1 nella nostra epidemia, arrivato in Germania da Shanghai. Un solo genoma deriva invece dalla linea evolutiva di diretta importazione da Wuhan.I nuovi dati incrementano significativamente il numero delle sequenze ottenute in Italia finora.
La nuova ricerca, frutto di un’estesa collaborazione tra il Laboratorio di Malattie Infettive dell’Università Statale di Milano e più di 10 tra Centri Clinici e Università del Centro e Nord Italia definisce con un numero maggiore di sequenze, su un’area geografica non limitata alla Lombardia e una temporizzazione più ampia, la dinamica evolutiva e le caratteristiche epidemiologico-molecolari del virus SARS-CoV-2 in Italia.
Nel corso dello studio è stato possibile effettuare la caratterizzazione molecolare di 59 nuovi genomi virali …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, variante, ceppo,

La liquirizia per sconfiggere il coronavirus

Blocca l’ingresso del virus nell’organismo

La liquirizia avrebbe la capacità di impedire l’ingresso del nuovo coronavirus nell’organismo umano.

Ad affermarlo è il past president della Società italiana di rinologia Desiderio Passali, che spiega:

L’urgenza di trovare molecole che possano contrastare l’insorgenza di Covid-19, nell’attesa che sia pronto un vaccino efficace, ha fatto sì che l’attenzione della scienza si sia rivolta anche a tutte quelle molecole che hanno un potenziale farmacologico contro il Sars-Cov-2, che sono sicure in termini di effetti avversi e che possono quindi rappresentare validi presidi di profilassi.

Ebbene, un recente studio condotto dall’Università di Napoli ha confermato quanto già diversi studi internazionali avevano evidenziato, e cioè che la glicirizzina, il principale costituente della liquirizia, ha la capacità di ostacolare l’ingresso dei virus all’interno delle cellule umane.

Coronavirus, è possibile essere immuni anche senza anticorpi

Studio evidenzia la possibile immunità di soggetti asintomatici

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Anche se non sviluppano gli anticorpi ricercati dalle analisi sierologiche, molte persone risultano immuni al nuovo coronavirus. Come è possibile?

Secondo uno studio del Karolinska Institutet ciò si spiegherebbe con l’immunità mediata da cellule T. In sostanza, molte persone ammalate in modo lieve o addirittura asintomatiche non sviluppano gli anticorpi che segnalano l’avvenuta infezione, ma grazie a un altro tipo di risposta del sistema immunitario risultano comunque immuni a una reinfezione.

I linfociti T sono globuli bianchi specializzati nel riconoscimento delle cellule infette da virus e rappresentano una parte fondamentale del sistema immunitario. Stando ai dati, quasi il doppio delle persone ha sviluppato immunità delle cellule T rispetto a quelle scovate con i test sierologici.

Coronavirus, Oms: Il peggio deve ancora arrivare

Ma l’affermazione non convince alcuni esperti

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“Il peggio deve ancora arrivare. Mi dispiace dirlo ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il coronavirus a diffondersi”.

A dichiararlo è il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. “La pandemia è ancora lontana dalla fine. La nuova normalità sarà convivere con il virus. Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità”.

Nel corso della prossima settimana, l’Oms invierà un team di esperti per indagare l’origine del nuovo coronavirus: «Conoscere l’origine del virus è molto, molto importante – ha sottolineato Ghebreyesus – Potremo rintracciare meglio il virus quando sapremo tutto su di lui, incluso come è iniziato. Manderemo un team la prossima settimana per prepararci per questo.

Un altro virus dalla Cina

Scoperto un ceppo virale simile all’H1N1 che causò la pandemia del 2009

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Arrivano ancora brutte notizie dalla Cina. Un gruppo di scienziati dell’Università di Pechino e di Shandong ha scovato un nuovo virus potenzialmente pandemico. Si tratta di una ricombinazione della variante H1N1 – quella che causò una pandemia nel 2009 – e un altro ceppo un tempo prevalente trovato nei maiali.

Il virus è stato descritto sulle pagine della rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, e individuato da George Gao e Jinhua Liu nell’ambito di un ampio programma di sorveglianza voluto dall’Organizzazione mondiale della sanità allo scopo di bloccare precocemente il rischio di nuove pandemie.

Oltre che nei maiali, il virus è stato trovato anche nel 10% di un campione di 300 persone che lavorano negli allevamenti. Ciò dimostra la capacità del virus di aggredire l’uomo, anche se gli manca per il momento quella di trasmettersi da uomo a uomo.