Due soluzioni chirurgiche per l’artrosi della caviglia


Sia la sostituzione che la fusione sembrano funzionare

Chi soffre di un’artrosi avanzata della caviglia può sottoporsi a due tipi di intervento chirurgico, in entrambi i casi con ottimi risultati.
Lo conferma uno studio pubblicato su Annals of Internal Medicine da un team dello University College di Londra guidato da Andrew Goldberg, che spiega: «Il nostro lavoro mostra quanto sia importante conoscere la salute delle articolazioni circostanti prima che il paziente venga sottoposto a intervento chirurgico, perché questo fattore può far propendere per un tipo di intervento o per l’altro».
Allo studio hanno partecipato poco più di 280 pazienti fra i 50 e gli 85 anni sottoposti a sostituzione totale della caviglia o a intervento di fusione dell’arto.
I fattori che hanno costituito la base della valutazione sono stati il livello del dolore percepito, la capacità di svolgere le attività quotidiane e la qualità di vita complessiva. I pazienti …  (Continua) leggi la 2° pagina caviglia, sostituzione, fusione,

Anomalie elettrolitiche associate ai disturbi alimentari


La presenza delle anomalie può essere un fattore predittivo

Uno studio apparso su Jama Network Open afferma che la presenza di anomalie elettrolitiche in soggetti sani può essere un fattore predittivo di futuri disturbi alimentari.
«I disturbi alimentari portano a un aumento della mortalità e a una ridotta qualità della vita. Sebbene le presentazioni acute dei disturbi alimentari coinvolgano frequentemente anomalie elettrolitiche, non è noto se queste ultime possano precederne la futura diagnosi», afferma Gregory Hundemer della University of Ottawa, autore principale dello studio.
Gli scienziati hanno cercato di scoprirlo analizzando i dati di 6.970 soggetti con disturbi alimentari messi a confronto con altri 27.878 individui della stessa età e sesso, ma senza quella diagnosi.
In entrambi i casi erano disponibili i dati su misurazioni elettrolitiche ambulatoriali fra 3 anni e 30 giorni prima della data di una diagnosi di disturbo …  (Continua) leggi la 2° pagina disturbi, alimentari, anomalie,

Mondiali, stress positivo per il cervello


La tensione e le emozioni forti non sono necessariamente negative

Sarà per la voglia di evadere dalla realtà quotidiana, sarà per la sensazione di assistere a un evento per via della sua scadenza temporale – ogni 4 anni – relativamente lunga, ma di sicuro i mondiali di calcio riescono a catalizzare la concentrazione di tutti o quasi.
Il neurologo Piero Barbanti, Responsabile del Centro per la diagnosi e la cura delle cefalee e del dolore dell’IRCCS San Raffaele Pisana, analizza passo dopo passo tutte le sfaccettature del più grande evento sportivo insieme alle Olimpiadi: «il primo aspetto è l’attesa dell’evento che vuol dire motivazione ed energia. Il sistema vegetativo, il nostro ministro degli interni, indirizza progressivamente la vita viscerale dal tran tran quotidiano verso l’inquietudine, tramite una attivazione simpatica adrenergica. Il risultato è una sensazione di maggiore di vitalità. Poi c’è la partita, e dunque il senso del rischio – …  (Continua) leggi la 2° pagina cervello, mondiali, stress,

Il caldo fuori stagione mette a rischio il cuore


Si perdono peso e liquidi e peggiora lo scompenso cardiaco

Il caldo che si è protratto addirittura fino a metà novembre ha messo a dura prova il cuore delle persone che soffrono di una malattia cardiovascolare, in particolare quelli colpiti da scompenso cardiaco.
Il caldo, infatti, causa perdita di peso e di liquidi e un peggioramento del fragile equilibrio delle persone con scompenso cardiaco.
Lo sostiene una ricerca apparsa su ESC Heart Failure a firma di scienziati dell’Ospedale universitario di Montpellier. Franois Roubille, autore dell’indagine, spiega: “Si tratta del primo studio che mostra una stretta relazione tra temperatura ambiente e peso corporeo nei pazienti con insufficienza cardiaca. La perdita di peso che abbiamo osservato nelle persone con insufficienza cardiaca può portare a bassa pressione sanguigna, specialmente quando ci si alza in piedi, e insufficienza renale, ed è potenzialmente pericolosa per la vita. Con l’aumento …  (Continua) leggi la 2° pagina cuore, scompenso, caldo,

C’è anche la cataratta infantile


Colpisce un neonato ogni 250

“Uno dei motivi per cui è importante fare lo screening neonatale è la diagnosi precoce della cataratta congenita, presente circa nello 0,4% dei neonati, quindi in 1 ogni 250”.
Lo ha detto il professor Luca Buzzonetti, Responsabile UOC dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e socio di AIMO, intervenendo all’incontro dal titolo “Come si visita un bambino?”, che si è svolto nell’ambito del 13esimo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Medici Oculisti, il primo organizzato congiuntamente con la Società Italiana di Scienze Oftalmologiche (SISO).
“Per fortuna – ha proseguito Buzzonetti – i nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) prevedono da qualche anno un protocollo che coinvolge tutti i punti nascita, proprio per evitare che la diagnosi di patologie così importanti sfugga” .
Più in generale, uno screening oculistico nei primi tre anni di vita è “fondamentale”, …  (Continua) leggi la 2° pagina cataratta, infantile, Dna,

Mielodisplasia, l’importanza di una terapia personalizzata


Una nuova terapia riduce la necessità delle trasfusioni

Le mielodisplasie colpiscono circa 3.000 italiani ogni anno, con un’età media di 75 anni. In quasi la metà dei casi, i pazienti con sindromi mielodisplastiche che presentano sideroblasti ad anello, trattati con la nuova terapia luspatercept, sono liberi dalle trasfusioni di sangue per almeno 8 settimane.
Si tratta di un grande vantaggio in termini di qualità della vita e nel quadro di una riduzione del danno d’organo associato all’accumulo di ferro introdotto con le trasfusioni.
I sintomi più frequenti causati dalla carenza di emoglobina sono stanchezza, perdita di peso, difficoltà respiratorie e battito cardiaco accelerato. L’impatto sulla qualità di vita è enorme, soprattutto per le persone con anemia grave. Le sindromi mielodisplastiche sono ancora poco conosciute ed è sottovalutato il loro impatto sulla quotidianità dei pazienti.
“L’Agenzia Italiana del Farmaco, nel dicembre …  (Continua) leggi la 2° pagina talassemia, sangue, trasfusioni,

La donna del futuro: gobba, con cervello piccolo e mano ad artiglio

Se ancora hai dubbi sul fatto che mantenersi attivi ed allenati sia fondamentale, questo articolo ti farà cambiare idea. Guardando un po’ più in là del futuro sembra che il processo evolutivo sia destinato ad arrestarsi e a fare un clamoroso passo indietro.

La donna del futuro: gobba, con cervello piccolo e mano ad artiglio

Un’azienda americana Toll Free Forwarding ha pubblicato, di recente, un’immagine piuttosto inquietante di quello che sarà il futuro del corpo umano.

La maggior parte delle caratteristiche raccapriccianti, sarebbero dovute all’utilizzo eccessivo della tecnologia. Cellulari, computer, teblet e console, avrebbero come effetto collaterale quello di renderci gobbi, bassi, con cervello piccolo, occhi spiritati e mani ad artiglio.

donna del futuro
donna del futuro

Decisamente non un bel vedere. Andando nello specifico scopriamo che:

  • Il collo sarà più corto e largo del normale visto l’adattamento alla pessima abitudine a rimanere con lo sguardo rivolto verso il basso.
  • La schiena non avrà più quella conformazione a S ma inizierà ad avere le sembianze di un’unica curva, alla gobbo di Notre dame per intenderci. Leggi anche Il “collo da whatsapp” che danneggia la tua spina dorsale
  • La mano sarà molto più simile ad un gancio. Se in questo momento avete il cellulare in mano avrete una visione in diretta di quello che potrà essere il processo evolutivo.
  • Saremo probabilmente dotati di una terza palpebra interna proprio per poter meglio sopportare l’eccessiva esposizione alla luce blu.

Insomma il nostro quadro evolutivo non sembra essere confortante. Infatti, oltre a sviluppare caratteristiche fisiche piuttosto inquietanti, subiremo un ridimensionamento del cervello. E di certo l’avanzare delle intelligenze artificiali non aiuterà in questo senso.

E’ chiaro che si tratta di una provocazione, tuttavia abbastanza realistica visto che ad oggi alcune delle problematiche fisiche collegate all’utilizzo eccessivo della tecnologia, sono un fatto consolidato.

Di certo gli unici che possono farci qualcosa siamo noi, magari iniziando a modificare proprio le nostre abitudini ed inserendo qua e là un allenamento di rinforzamento muscolare.

Il segreto della vita eterna è nell’ allenamento di rinforzamento muscolare

Tanti i decessi evitabili


Almeno 6 su 10 nelle persone sotto i 75 anni

Sono 96.400 le morti evitabili nel nostro paese nel 2019, il 63% di tutti i decessi sotto i 75 anni. C’è un divario di genere netto: 60.987 maschi deceduti contro 35.413 donne, e disuguaglianze spiegabili soprattutto con la componente prevenibile, ossia quella maggiormente legata agli stili di vita (per esempio abuso di alcol, maggiore propensione a fumare, non adeguata alimentazione) e ai comportamenti più a rischio (eventi accidentali, attività lavorativa eccetera).
I dati emergono dalla Relazione al Parlamento sullo stato sanitario del Paese 2017-2021, del ministero della Salute. Ciononostante l’Italia è uno dei paesi europei con i tassi di mortalità più bassi. Meglio di noi fanno solo Islanda, Liechtenstein e Svizzera.
La mortalità prevenibile degli uomini – dettaglia la relazione – è quasi tripla rispetto a quella delle donne (14,9 per 10mila abitanti rispetto 5,6 per 10mila …  (Continua) leggi la 2° pagina decessi, anziani, malattie,

Arteriopatia periferica, fondamentale coinvolgere i pazienti


Sintomi e qualità della vita alla base dei trattamenti

Per arrivare a un trattamento il più possibile efficace in caso di arteriopatia periferica è essenziale tener conto dei sintomi e della qualità di vita autoriferita dai pazienti.
A dirlo è un documento dell’American Heart Association pubblicato su Circulation da Kim Smolderen, professore associato di medicina e psichiatria e co-direttore del laboratorio Vascular Medicine Outcomes Research (VAMOS) presso la Yale University di New Haven, che spiega: «Sono le persone che vivono con la PAD le più indicate a giudicare l’impatto della malattia sulla propria vita quotidiana. Per questo il trattamento deve basarsi sulle loro esperienze vissute andando oltre parametri, peraltro importanti, come la valutazione del flusso sanguigno arterioso con ecodoppler o angiografia».
«Le persone con ischemia degli arti inferiori possono provare dolore intermittente con la marcia e cronico a riposo, non …  (Continua) leggi la 2° pagina arteriopatia, periferica, sintomi,

Infarto, quali pazienti diabetici sono più a rischio


Nelle complicanze microvascolari uno strumento di prevenzione

Il diabete è uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, come infarto, ictus e arteriopatie periferiche. Ma il percorso di malattia che porta a un infarto, vero e proprio terremoto nella vita di una persona, non è lo stesso per tutti i soggetti con diabete di tipo 2. A individuare due diversi gruppi di pazienti con diabete di tipo 2, che sviluppano negli anni due diverse tipologie di cardiopatia ischemica, sono stati Rocco Antonio Montone, Dirigente medico presso la Unità Operativa Complessa di Terapia Intensiva Cardiologica della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Dottore di Ricerca in Cardiologia presso l’Università Cattolica e Dario Pitocco Direttore Unità Operativa di Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Professore Associato di Endocrinologia dell’Università Cattolica.
A fare la differenza è …  (Continua) leggi la 2° pagina diabete, infarto, microvascolari,