Cosa bere al posto del latte a colazione? Le alternative ipocaloriche

Cosa bere al posto del latte a colazione? Chi è abituato a cominciare la giornata bevendo sempre la candida bevanda può dover rinunciare dal momento in cui debba seguire un’alimentazione ipocalorica o una dieta. In cima alla lista degli alimenti tipici della colazione all’italiana troviamo sicuramente anche il latte. Cosa bere al posto del latte la mattina lo vediamo insieme dando una serie di bevande ipocaloriche che sono comunque perfette per la mattina.

Perché sostituire il latte?

Quali sono le ragioni che stanno dietro la scelta di sostituire il latte a colazione? Ce ne possono essere tante, in primi quella di assumere meno calorie e rimanere in forma. I vantaggi dei prodotti alternativi al latte, a partire dalle varie versioni vegetali della bevanda, sono la bassa presenza di colesterolo e l’alto contenuto di nutrienti buoni. Per assicurarsi tutti i vantaggi bisogna vere cura di scegliere i prodotti biologici e non eccessivamente arricchiti con zuccheri (in questo caso verrebbe a mancare la componente dietetica). L’altro vantaggio  nell’eliminare il latte vaccino dalla propria tavola o anche solo del limitarne il consumo è sicuramente il minor impatto ambientale (sfruttamento animali, deforestazione).

Cosa bere al posto del latte a colazione: le migliori alternative

Quali sono le alternative più valide da scegliere in sostituzione del latte la mattina? Vediamo cosa bere in sostituzione del latte vaccino tenendo presente; non necessariamente si tratta di opzioni ipocaloriche ma sicuramente con queste si possono soddisfare i gusti di tutti quanti.

  • Bevande vegetali: a partire dal latte di soia arrivando a quello di mandorla e passando per quello di riso le alternative sono molteplici. Tutti questi prodotti rappresentano il sostituto più valido per il latte vaccino.
  • Caffè, cappuccino, latte macchiato: non occorre rinunciare, però provate a considerate di macchiare le bevande con latte vegetale o di godere del caffè puro.
  • Smoothie: perfetti per chi è a dieta, gli smoothie sono concentrati di frutta ricchi di ottime proprietà che idratano il corpo e aggiungono alla colazione quella golosità che il latte non garantisce.
  • Succhi di frutta o spremute: nel primo caso gli zuccheri abbondano a prescindere, nel secondo solo se aggiunti ma entrambe le alternative sono valide in sostituzione al latte.
  • Tè caldo: per chi non riesce a rinunciare alla tazza di bevanda calda la mattina l’opzione adeguata è senza dubbio una fumante tazza di te della tipologia preferita.

Sport per scaricare lo stress: quando l’attività fisica fa bene all’umore

L’attività fisica non è consigliata solo per i suoi noti e inconfutabili benefici sul fisico, soprattutto quando viene combinata a un’equilibrata e sana alimentazione. Lo sport è parte integrante di un percorso di dimagrimento, ma dovrebbe in realtà far parte della quotidianità di tutti, perché estremamente importante, in particolar modo quando si ha una vita piuttosto sedentaria. E ritagliarsi qualche momento da destinare all’attività fisica fa bene anche sull’umore. Quando ci si allena infatti, si rilasciano ormoni che generano un senso di benessere. E i benefici interessano anche la sfera dell’umore e dell’autostima. Dunque ecco una carrellata di sport per scaricare lo stress.

Sport per scaricare lo stress

La vita quotidiana, il lavoro, la famiglia, i problemi che ogni giorno incombono, mettono inevitabilmente a repentaglio l’umore. Capita di sentirsi tristi, abbattuti, demoralizzati e in ritmi frenetici di oggi non aiutano, anzi, fanno sì che si accumuli sempre più stress. Un modo sano per sfogare queste tensioni e scaricare le negatività è certamente lo sport. Ci sono diverse alternative, tutta valide, per migliorare il proprio umore. In particolare alcune sono state ritenute ideali per agire su questo fronte e, ovviamente, in parallelo migliorare anche la forma fisica.

Ecco dunque alcuni sport per scaricare lo stress.

Boxe

Nell’immaginario collettivo la boxe è senza dubbio l’attività scarica-tensione per eccellenza. Quale metodo migliore per sfogare stress e frustrazione se non un pugno o un calcio ben assestati? Meglio non improvvisarsi campioni olimpionici, ma preferire un’adeguata visita medica prima di intraprendere il percorso.

Yoga

Tranquillità, certo, ma non crediate che lo Yoga sia una passeggiata! Anche se gli esercizi, prevalentemente di postura e respirazione, puntano al raggiungimento di uno stato mentale più rilassato, è un’attività comunque difficile e da prendere molto sul serio.

Pilates

Il Pilates è un metodo di allenamento pensato per favorire l’elasticità delle articolazioni e la fluidità dei movimenti. Il Pilates incoraggia l’uso della mente per controllare i muscoli e anche per questo è molto indicato per chi è molto sotto stress.

Corsa

In spiaggia o al parco, correre è uno dei modi migliori per rilasciare endorfine (le molecole del benessere) e alleviare le tensioni accumulate. Inoltre, la corsa tiene sotto controllo gli zuccheri nel sangue migliorando la circolazione sanguigna. Come ogni attività fisica che si rispetti ha le sue regole e le sue tempistiche, quindi mai improvvisarsi maratoneti se non si ha un’adeguata formazione e non si è abituati. Meglio cominciare gradualmente e muniti del giusto abbigliamento, dopo aver chiesto il parere del medico.

Nuoto

L’acqua è un elemento che per molti ha un effetto calmante: in acqua ci sentiamo liberi, riusciamo a svuotare la mente e a sentirci leggeri, in pace col mondo. Il nuoto è un’attività che ci consigliano sin da bambini perché completa e molto benefica: protegge la salute del cuore, migliora l’attività dei polmoni, sviluppa la resistenza e la forza muscolare. E oltre a tutto questo, migliora anche l’umore.

Colazione proteica dolce o salata per fare il pieno di energia con pochi grassi

La colazione è un momento importantissimo della giornata, oltre ad essere uno dei più piacevoli. Non andrebbe mai saltata: infatti durante la notte il nostro corpo, nonostante il metabolismo rallenti, continua a bruciare calorie. Da qui la sua importanza. Ognuno ha le sue preferenze: c’è chi si orienta su quella dolce, chi su quella salata. Ma l’esigenza principale è che sia equilibrata e sana, nel rispetto di un’alimentazione non troppo ricca di zuccheri e grassi. La colazione proteica è un ottimo compromesso per iniziare al meglio la giornata, con energia e carica, per avere lo sprint giusto per affrontare gli impegni quotidiani.

Per evitare di assumere troppi zuccheri e grassi nel primo pasto della giornata, ecco alcune validissime opzioni  che consentono di fare il pieno di energia con gusto, ma senza rinunciare del tutto ad alternative dolci. Che ovviamente, si affiancano a quelle salate, così da accontentare entrambe le categorie di fan della colazione. Il mondo, infatti si divide tra chi la mattina senza una coccola dolce proprio non riesce a cominciare la giornata e chi invece preferisce cibi della tradizione anglosassone, più che di quella italiana.

Colazione proteica dolce

  1. Fiocchi d’avena: l’avena è il cereale più ricco di proteine. Consumata a colazione apporta un alto tasso non solo di proteine, ma anche di fibre, preziose per la regolarità dell’intestino. Si possono abbinare a muesli, frutta secca, frutta fresca, scaglie di cioccolato fondente.
  2. Porridge: ricetta tipica della colazione inglese, consiste nel cuocere i fiocchi d’avena in acqua o latte e aggiungere poi ingredienti a piacere (sia dolci che salati).
  3. Yogurt greco: agevola la digestione, combatte la stitichezza ed è ricco di proteine, oltre che fonte di calcio, latticini e vitamina D. Anche in questo caso si può arricchire il tutto con frutta o con ingredienti a proprio piacimento. Un consiglio: le noci, la frutta secca più proteica. Contengono ferro, potassio, calcio, rame, zinco, omega 3 e fosforo.
  4. Pancakes proteici: per chi la mattina ha già voglia di mettersi ai fornelli ecco il piatto ideale per coniugare dolcezza ed energie. Si preparano con uova, farina di avena, banana, patate dolci, ma la ricetta può essere variata a seconda delle proprie preferenze. Ad esempio alcuni preferiscono la ricetta a base di albumi e yogurt greco, con aggiunta di cacao. Insomma, in cucina è bello anche sperimentare.
  5. Frullati: il mix di frutta frullata piace a tutti! La banana è l’ingrediente immancabile, che conferisce anche maggiore cremosità al tutto, ma ovviamente possono essere aggiunti al latte a allo yogurt anche kiwi, fragole e così via.

Colazione proteica salata

colazione proteica
Fonte: Pixabay
  1. Pane: non bianco, ma integrale, ricco di fibre, vitamine e proteine, da abbinare alla marmellata preferita, per un gusto dolce in più, oppure ai fiocchi di latte, con un pizzico di sale e poco olio. O ancora, si può optare per salumi magri, come fesa di tacchino o bresaola.
  2. Uova: ai più fanno storcere il naso a prima mattina e in effetti le uova a colazione non sono una tradizione tipicamente italiana. Ma consumate a inizio giornata sono un vero e proprio carico di ferro, fosforo, calcio e proteine, contenute principalmente nell’albume. In camicia, strapazzate, sode, alla coque, sotto forma di frittata o omelette: la scelta è varia. Poi certo, si possono anche imitare gli inglesi, che le accompagnano con funghi e pomodori!
  3. Salmone affumicato: vero must have della colazione proteica degli sportivi, ricco di proteine e omega-3. Da gustare insieme a una fetta di pane e a un paio di cucchiaini di formaggio spalmabile o fiocchi di latte.

Cosa bere al posto del latte: tutte le alternative

Cosa bere al posto del latte? Esistono diverse alternative al latte vaccino, opzioni che permettono di variare l’alimentazione nel rispetto della propria scelta di non bere latte o della propria necessità di escluderlo dal regime alimentare, magari a causa di un’intolleranza. I motivi possono essere diversi, ma niente paura, perché oggi in commercio ci sono molte scelte, ugualmente valide dal punto di vista nutrizionale.

Cosa bere al posto del latte

  • Latte di frutta secca: è quello che deriva da noci, nocciole, mandorle, noci eccetera. Il più comune in commercio è quello di mandorle. Si ottiene mettendo in ammollo la frutta secca per una notte per poi macinarla con acqua zuccherata.
  • Latte di riso: è una combinazione di riso bollito, sciroppo di riso e amido di riso, molto ricco di vitamine e minerali. In commercio ne esistono anche di aromatizzati alla vaniglia o al cioccolato.
  • Latte di semi di canapa: sono semi dall’elevato valore nutrizionale e di conseguenza il latte che se ne ricava è un ottimo sostituto proteico, ma più facile da reperire online che sugli scaffali.
  • Latte di soia: il sapore non è forse dei più appetibili, ma è un fattore comunque soggettivo. Sicuramente gusto e consistenza vanno provati e sperimentati, così come le varianti aromatizzate al cioccolato, al caffè e alla vaniglia.
  • Latte di cocco: alternativa gustosissima nonché ottima alternativa per preparare in casa frullati, yogurt, gelati e smoothie.

Cosa bere al posto del latte e a cosa fare attenzione

Quando si acquista un prodotto in sostituzione del latte vaccino, è bene osservare con attenzione l’etichetta, perché spesso queste alternative contengono ingredienti dai possibili effetti negativi sulla salute. Andrebbero evitati il più possibile gli zuccheri aggiunti (saccarosio, destrosio, glucosio, fruttosio, lattosio, maltosio), che creano dipendenza, così come i dolcificanti artificiali. Meglio fare attenzione anche alla presenza di aromi naturali, che nonostante il nome hanno una importante componente chimica, gli stabilizzanti e gli addensanti (potenziali lassativi), i regolatori di acidità.

Appuntamento al bar: cosa bere di poco calorico da mattina a sera

Cosa bere al bar di poco calorico? Spesso e volentieri ti ritrovi a dover dire no o in difficoltà se, durante una dieta, ti domandano di uscire. Cosa esco a fare se non posso bere, e se prendessi solo un caffè, se non ci fosse nulla di poco calorico? Queste sono tante delle domande che frullano in testa a chi, dovendo seguire un regime alimentare corretto, pensa che uscire comporti per forza assumere calorie extra. Niente di più sbagliato! Esistono sicuramente una serie di cosa da bere al bar con poche calorie a qualsiasi orario!

Cosa bere al bar di poco calorico? Ecco una serie di alternative

Vediamo insieme cosa bere al bar di poco calorico a seconda del momento della giornata e, ovviamente, dei gusti!

Cosa bere al bar al posto del caffè?

Partiamo dal presupposto che non è il caffè il problema. A livello calorico, infatti, se non zuccherato non va ad incidere significativamente nel bilancio calorie. Il problema a livello calorico si registra quando si bevono le varianti (cappuccino, caffè macchiato) o se si zucchera ognuno degli espressi che si bevono nel corso della giornata. A quante calorie corrisponde una bustina di zucchero bianco o di canna? 30 kcal. Il classico cucchiaino, invece, apporta circa 20 kcal. Cosa preferire nell’ambito delle bevande con caffeina per evitare di dover zuccherare eccessivamente? Il caffè al ginseng, ancor meglio il caffè d’orzo (ancor meno calorico del primo).

Cosa bere al bar di poco calorico durante il giorno

Partiamo subito con le bevande gassate, presenti in tutti i bar. L’ideale, se proprio si deve optare per questa tipologia di drink, è puntare sulle versioni light e senza zucchero. In linea di massima questa tipologia di bibita sarebbe da evitare poiché contiene moltissimi zuccheri e agisce creando dipendenza. Le bevande gassate non solo non dissetano ma rischiano anche di creare dipendenza. E i succhi di frutta? Si è portati a pensare che, essendoci una base di frutta, il succo sia tendenzialmente sano ma la verità è che quelli confezionati sono pieni di zuccheri e ad alto contenuto calorico.

L’alternativa sana? Il centrifugato! Ce ne sono moltissime tipologie a base diversa (sedano, carote, arancia, mele, ananas, cetrioli) a seconda dei locali nei quali ci si trova. Oltre a non essere dannosi per la dieta sono anche utili per depurare l’organismo. Lo stesso discorso vale per le spremute d’arancia. E quando è inverno è ci si vuole scaldare con una bella cioccolata calda accompagnata da biscotti? Una goduria, certo, ma non un bene per la dieta. In questo caso è bene sostituirla con un tè caldo o con una tisana senza zuccherarli beneficiando così delle tante virtù di queste bevande ed evitando di assumere calorie a vuoto. Sono molti i bar che offrono opportunità in questo senso con moltissimi gusti di tè e tisane.

Cosa bere al bar di poco calorico la sera

E quando cala la notte e si comincia a puntare su aperitivi, drink, vino, birre, superalcolici di ogni genere? In questo caso si può fare uno strappo alla regola ma bisogna essere ligi con le quantità. Un bicchiere di birra o un calice di vino vanno bene, ma deve finire lì se non si vuole compromettere la dieta. Le regole d’oro quando si bevono alcolici? Non farlo a stomaco vuoto, poiché tendono a gonfiare la pancia, e non per dissetarsi, perché fanno tutto fuorché quello. E se proprio si vuole bere un cocktail? Ecco la lista dei meno calorici: Spritz Aperol, Bellini, Margarita, Gin Tonic, Margarita.

Dieta ipolipidica, facciamo chiarezza sui grassi nell’alimentazione

La dieta ipolipidica come suggerisce il termine è un regime alimentare a basso apporto di grassi. Ma attenzione: non è “ipo” rispetto ad una dieta già bilanciata, ma è “ipo” solo rispetto ad una dieta dove la percentuale di grassi è di norma molto alta. Infatti prevede una ripartizione lipidica del 25-30% rispetto alle calorie totali assunte con gli alimenti. Un regime nutrizionale sbilanciato per eccesso di grassi ne possiede 35-40% o più. Dunque non va confusa con una dieta ipocalorica. Quest’ultima può essere comunque sbilanciata e essere basata su una percentuale troppo alta di grassi e, viceversa, non è detto che una dieta ipolipidica debba essere necessariamente ipocalorica.

Viene adottata soprattutto da chi ha problemi cardiovascolari, di ipertensione, di colesterolo, di calcoli alle colicisti e solo sotto consiglio medico, perché riguarda appunto soprattutto soggetti con problemi di salute. Non è una dieta dimagrante.

Dieta ipolipidica: i grassi

I lipidi dietetici sono principalmente:

  • acidi grassi polinsaturi detti anche essenziali, ovvero omega 3 e omega 6, che si trovano nel pesce e nei semi oleosi;
  • grassi insaturi, importantissimi, presenti ad esempio nell’olio extravergine di oliva;
  • grassi saturi, da contenere o eliminare, contenuti nei prodotti caseari, nel grasso animale e nelle margarine.

Dieta ipolipidica: caratteristiche

  • Mantenere un rapporto tra acidi grassi insaturi e saturi di 2:1. Appartengono alla prima categoria soprattutto gli oli mentre alla seconda  il grasso animale, i prodotti caseari, le margarine.
  • Introdurre dosi soddisfacenti degli acidi grassi essenziali. Gli omega 3 e gli omega 6 devono costituire il 2,5% delle calorie totali. I primi si trovano in grandi quantità nel pesce, i secondi nei semi oleosi e i relativi oli.
  • Inserire quantità soddisfacenti di vitamine. Gli ortaggi contengono molta vitamina A e vitamina K, pesce e uova molta vitamina D, la vitamina E si trova soprattutto in frutti e semi oleosi.
  • Non superare un apporto nutrizionale di colesterolo pari a 200mg/die (100mg/die in meno rispetto alla normalità).
  • Introdurre fitosteroli e antiossidanti, contenuti nei legumi, nella frutta e negli ortaggi.

Dieta ipolipidica: cosa mangiare

Per tenere sotto controllo il livello di colesterolo: no a carni rosse, latticini grassi, cibi troppo conditi. La dieta ipolipidica si basa soprattutto sul consumo di pesce (soprattutto pesce azzurro), carni bianche (tacchino e pollo), frutta e verdura (2-4 porzioni al giorno). Da contenere l’uso del sale, a cui preferire le spezie, per aromatizzare e dare sapore alle pietanze (curcuma, peperoncino, aglio). Vanno ridotti anche gli zuccheri raffinati e il pane bianco: meglio quello integrale.

Alimenti con fibre, preziosissimi per l’organismo: quali ne contengono di più

Le fibre sono preziosissime per l’organismo. Basti pensare che la quantità consigliata è di circa 30 grammi al giorno, con un rapporto di 3:1 tra fibre insolubili e solubili (a seconda del loro comportamento in soluzione acquosa). Gli alimenti con fibre, dunque, non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola e sono consigliati nella maggior parte delle diete, a seconda delle proprie esigenze specifiche e delle dritte del medico.

Alimenti con fibre solubili

alimenti con fibre
Fonte: Pixabay

Gli alimenti con fibre solubili servono a ridurre il livello di colesterolo-LDL nel sangue, il cosiddetto “colesterolo cattivo”. Ne sono ottimi esempi i legumi e la frutta fresca.

Legumi

Fagioli, lenticchie, ceci: tutti i legumi sono ricchissime di fibre, in media circa 15 g per 100 g. Altri principi nutritivi in essi contenuti sono il ferro e il potassio, in grandi quantità.

Frutta

La mela è uno dei frutti col più alto tasso di fibre e il consiglio è di mangiarla con la buccia per assorbirne ancora di più, essendo contenute soprattutto in quella parte. Le fibre solubili non mancano anche nelle pere (anche queste andrebbero consumate con la buccia per un apporto ancora maggiore) e nelle prugne (sia fresche che secche), che contengono anche il sorbitolo, dolcificante naturale dalle grandi proprietà benefiche per l’intestino.

Alimenti con fibre insolubili

alimenti con fibre
Fonte: Pixabay

Gli alimenti con fibre insolubili aiutano a mantenere sano l’organismo. Sono in prevalenza cereali integrali e verdura.

Cereali integrali

Miglio, farro, segale: sono solo alcuni tipi di cereali integrali, tra le 12 varietà esistenti, tutte ricchissime di fibre. Queste rallentano l’assimilazione degli zuccheri, regolano le funzionalità intestinali e aumentano il senso di sazietà.

Carote

Disponibili in ogni stagione e versatili in cucina: questo le rende l’ideale per fare il pieno di fibre, così da tenere sotto controllo la regolarità intestinale e i problemi di stipsi.

Finocchi

Ricchissimi di acqua, sì, ma anche di fibre: questo mix fa sì che siano davvero ottimi per saziare e per stimolare le funzioni intestinali. Non a caso, sono una componente essenziale di tutte le diete dimagranti ipocaloriche.

Sedano

Sempre presenti nelle diete sono anche i gambi di sedano, che si possono anche facilmente sgranocchiare tra un pasto e l’altro, per fare il pieno di fibre, vitamine e sali minerali. Una sorta di spuntino assolutamente light e sano.

A cosa serve la dieta iperproteica? Tutto quello che c’è da sapere

Le diete iperproteiche solitamente vengono consigliate in due situazioni specifiche: in caso di denutrizione, magari dopo un periodo di malattia che ha destabilizzato il corpo, e in caso di attività fisica intensiva, come ad esempio il sollevamento pesi o il body building. Non è un regime che può essere seguito a oltranza. Le proteine, infatti, per loro natura vengono filtrate ed espulse dal corpo attraverso l’azione dei reni. Una dieta iperproteica inevitabilmente affatica queste ghiandole e ciò potrebbe avere delle ripercussioni anche serie sulla salute. Per questo, l’affiancamento di un medico e di un nutrizionista sono fondamentali. Ma a cosa serve la dieta iperproteica nello specifico? Quali sono i suoi vantaggi e svantaggi? Entriamo nel dettaglio per capire qualcosa di più.

A cosa serve la dieta iperproteica: benefici e controindicazioni

Una dieta iperproteica serve sia se si vuole aumentare la massa muscolare che perdere peso in breve tempo. Oltre a mantenere costanti i livelli di insulina, aumenta il metabolismo basale e stimola la lipolisi (dunque il dimagrimento). Visti gli effetti collaterali su reni e fegato, per eliminare l’azoto contenuto nelle proteine, è necessario associare sempre ad una dieta iperproteica un adeguato apporto di acqua. Proprio per il grande sforzo a cui sono sottoposti questi due organi, è un regime sconsigliato in caso di problemi epatici e renali (insufficienza renale, nefropatia diabetica ecc).

Non mangiando grassi e zuccheri l’organismo usa i grassi di riserva per il fabbisogno calorico. Trarre i grassi dalle zone di scorta è parte integrante del processo di dimagrimento: l’organismo diventa un bruciatore di grassi. I prodotti del grasso metabolizzato sono i chetoni, prodotti di scarto (espulsi tramite le urine) che tra l’altro frenano l’appetito, aiutando ulteriormente nel dimagrimento.

A cosa serve la dieta iperproteica: alcuni esempi famosi

Sono molte le diete iperproteiche diventate famose e molto diffuse al mondo. Di base, tutte propongono un’alimentazione a base di frutta, legumi, pesce, carne, salumi: cibi altamente proteici, insomma. Tra queste ci sono le diete:

  • Atkins, forse la più famosa dieta iperproteica, che in breve punta a ridurre la quota di carboidrati costringendo il corpo ad utilizzare i grassi e le proteine per ottenere energia;
  • Scarsdale, caratterizzata per essere una dieta lampo che promette risultati in brevissimo tempo;
  • Plank, anche questa altamente proteica, che consente di perdere peso già in due settimane, mantenendo il peso raggiunto per almeno 3 anni, senza ulteriore dieta, grazie al sovvertimento del metabolismo;
  • Dukan, che abbina a un’alimentazione molto rigorosa anche l’attività fisica, in particolar modo l’obbligo di camminata quotidiana.

Differenza low fat low carb: quale dieta scegliere?

Differenza low fat low carb: facciamo chiarezza tra queste due tipologie di alimentazione molto diverse l’una dall’altra. Sicuramente tagliare un macronutriente piuttosto che un altro fa la differenza ed è una scelta che va ponderata sulla base dell’individuo che decide di intraprendere la dieta, sulle sue condizioni fisiche, sulle sue necessità, sul suo stile di vita e sugli obiettivi prefissati.

Per questo, più che improvvisarsi esperti nutrizionisti, sarebbe opportuno affidarsi alle mani di competenti in materia che possano indirizzare e guidare al meglio nel percorso. Quindi meglio tagliare i carboidrati (low carb) o i grassi (low fat)?

Differenza low carb low fat

Differenza low fat low carb: entriamo nel dettaglio. La corrente di pensiero low fat nasce verso la fine degli anni 70, quando i problemi della sovralimentazione E del sovrappeso cominciano a diffondersi massicciamente in Occidente. La colpa viene attribuita ai grassi e si comincia a diffondere il messaggio che una dieta povera di grassi migliora i valori del colesterolo, favorisce il dimagrimento e purifica l’organismo. A quel punto è tutto un fiorire, in commercio, di prodotti light. Alcuni decenni dopo, quelle teorie (comunque con fondamento scientifico) vengono ribaltate da altri test clinici e altri studi ugualmente validi. Si dimostra che abbassare i grassi nella dieta non è la scelta adatta a tutti, perché in alcuni casi può addirittura rivelarsi controproducente. Sono, dunque, i carboidrati e gli zuccheri quelli da ridurre/azzerare.

Low fat

La dieta low fat è un tipo di approccio alimentare brucia grassi, una strategia che punta a massimizzare la perdita di grasso abbassando, appunto, l’apporto di grassi. Innalza anche il metabolismo basale, che tradotto vuol dire un maggiore consumo di calorie a riposo. È consigliata solo a chi ha basse percentuali di grasso, intorno all’8%-10% e per un periodo di tempo limitato, 9-12 settimane. Importante è anche avere un quadro metabolico ottimale per prevenire gli spiacevoli effetti negativi causati dalla quasi totale assenza dei grassi. Il regime low fat prevede l’eliminazione di cibi grassi e alimenti saturi. Tutti gli altri alimenti possono essere mangiati, ma in dosi e orari ben precisi. Purtroppo questa dieta causa un costante senso di fame, perché  il fabbisogno calorico rimane alto e la leptina (l’ormone che provoca senso di sazietà) viene eliminata velocemente.

Low carb

Una dieta povera di carboidrati abbassa la serotonina e aumenta la produzione di adrenalina. Questo rende più attivo l’individuo e il corpo si mobilita per bruciare più in fretta le proprie riserve. Questo significa bruciare più calorie e più grassi in eccesso. La restrizione dei carboidrati abbassa anche la produzione di insulina. Inizialmente si perde peso facilmente, ma si tratta soprattutto di perdita di acqua: non ci sono più carboidrati a trattenerla. Ma al calo di peso dovuto all’eliminazione di acqua, corrispondono anche un calo di energie, di forza e di resistenza e una diminuzione della massa muscolare. Può anche portare problemi di riposo notturno.

Cosa fare per aumentare il metabolismo? Consigli per perdere peso più in fretta

Il primo segreto per dimagrire velocemente è accelerare il metabolismo. Ma come fare per aumentare il metabolismo in modo naturale e dunque perdere peso più in fretta? Ci sono alcune dritte utili da seguire, ma attenzione: non esistono risultati raggiungibili senza fatica e rinunce. Quindi sì al lavoro sul metabolismo ma sì anche e soprattutto a stili di vita corretti e a tanta attività fisica. L’alimentazione, da sola, non è sufficiente: bisogna curare anche il resto.

Vediamo i trucchetti per accelerare il metabolismo e dimagrire velocemente. Pronte a prendere nota?

Cosa fare per aumentare il metabolismo?

Cosa fare per aumentare il metabolismo
Fobte: Pixabay

Un’alimentazione giusta, sana, bilanciata e corretta è il primo passo per velocizzare il metabolismo in modo naturale. A tavola, purtroppo, non tutto è consentito e soprattutto gli eccessi sono banditi, se si vuole perdere peso. Nella dieta è consigliabile in linea di massima aumentare leggermente la quantità di proteine, per velocizzare il metabolismo lento. Gli alimenti da prediligere sono dunque carne, uova e pesce. Parallelamente, meglio andarci piano coi carboidrati, che viceversa favoriscono un metabolismo lento e contribuiscono all’aumento di peso. Gli alimenti da ridurre sono, dunque, patate, pasta, pane.

I cibi più indicati per perdere peso sono:

  • l’ olio di cocco, da usare al posto di quello l’oliva, tradizionalmente usato in cucina;
  • le spezie, in particolare zenzero, peperoncino, timo, pepe e cannella. Aiutano il corpo a metabolizzare gli zuccheri fino a venti volte più velocemente grazie alla presenza di caroteni, bioflavoni, piperina e terpeni;
  • noci, semi e frutta secca;
  • il tè e il caffè, ma senza eccedere. Infatti i tannini del primo e la caffeina del secondo favoriscono la termogenesi, ossia l’aumento del consumo di energia sotto forma di calore e l’incremento del metabolismo;
  • i legumi.

All’alimentazione, come già detto, va necessariamente aggiunta l’attività fisica regolare e costante. Ci sono sport che, più di altri, aiutano a tonificare e perdere peso, bruciando il grasso in eccesso. In particolare i più consigliati sono: allenamento con pesi, , lo spinning, lo yoga e il pilates.