Ricetta granola senza zucchero fatta in casa

La ricetta granola senza zucchero fatta in casa, nasce dall’esigenza di realizzare una colazione sana, nutriente e ricca di energia. Può essere utilizzata con il miele, con il latte o anche con lo yogurt. La base di partenza sono semi, cereali, frutta secca o disidratata a cui vanno aggiunti sciroppo d’acero o miele.

La ricetta che vi presento di seguito, include fiocchi d’avena, mandorle, nocciole ed anacardi molto facile da preparare, tuttavia potete utilizzare gli ingredienti che più vi piacciono.   

Tempo di Preparazione: 7 minuti
Cottura: 15 minuti
Tempo totale: 22 minuti

Ingredienti ricetta granola senza zucchero fatta in casa 

  • 200 gr di granola
  • 100 gr fiocchi d’avena
  • 20 gr di noci
  • 20 gr di semi di zucca
  • 20 gr di mandorle
  • 2 cucchiaini di miele o sciroppo d’acero
  • 10 gr di mirtilli disidratati
  • 20 gr cioccolato fondente 90%

Come procedere per la ricetta della granola senza zucchero fatta in casa

  • per realizzare la granola per prima cosa preriscaldate il forno a 200 °C ;
  • nel frattempo riunite all’interno di un contenitore l’avena, la frutta secca ed i semi di zucca quindi mescolate aiutandovi con un cucchiaio ;
  • preparate una teglia con della carta forno quindi versate il mix di appena mescolato insieme ;
  • distribuite sopra i due cucchiaini di miele o sciroppo d’acero ;
  • infornate per 15 minuti controllando ogni tanto lo stato della cottura ;
  • terminato il tempo togliete dal forno e lasciate raffreddare sulla placca ;
  • una volta che si saranno raffreddati aggiungete la frutta disidratata ed il cioccolato fondente tagliato a cubetti ;
  • conservate la vostra granola all’interno di un contenitore ermetico per circa una settimana.

Come sostituire il latte nei dolci? Tutte le varianti

Come sostituire il latte nei dolci? Ci sono varie ragioni per le quali si può rendere necessaria questa scelta. Le persone vegane, per esempio, escludono volontariamente il latte dalla lista di alimenti che possono mangiare poiché è di origine animale. Ci sono altri che invece non tollerano il latte o non lo digeriscono e, infine, anche persone che sono proprio allergiche a questa bevanda. Vediamo allora le varianti del latte nei dolci per vegani, intolleranti, allergici e più in generale per tutte quelle persone che non vogliono mangiare questo alimento.

Come sostituire il latte nei dolci: la lista delle alternative

Ci sono molte alternative valide per sostituire la bianca bevanda nei dolci. La scelta varia al variare delle esigenze di chi cucina e mangia. Vediamo allora come sostituire il latte nei dolci.

Latte di capra e di asina

Preferire questo latte vuol dire optare per una bevanda dal sapore più forte ma decisamente più digeribile sia per i bambini che per gli adulti. Ideale per coloro che necessitano di una soluzione più digeribile, il latte di capra o di asina è comunque inadatto alle persone vegane.

Latte vegetale

Esistono moltissimi tipi di latte di origine vegetale, tutti perfetti come alternativa valida nella preparazione dei dolci. L’ingrediente alternativo andrà utilizzato nelle stesse quantità previste nella ricetta originale. Quali sono i latti vegetali presenti sul mercato? Abbiamo il latte di soia, che è il meno calorico, ideale pere ciambelloni e brioche; c’è poi il latte di cocco, perfetto per realizzare biscotti; c’è il latte di riso, molto dolce e che richiede l’aggiunta di una minor quantità di zucchero nella ricetta; c’è il latte di mandorla, perfetto per creme e budini; il latte di avena, infine, è ideale per le torte.

Acqua, succo di frutta

Anche l’acqua può sostituire il latte se si utilizza qualche aroma per insaporirla e la scelta è ampia: cannella, scorza di limone, vaniglia e tanti altri. Perfetta nella realizzazione di ciambelloni, muffin e plumcake. Il succo di frutta è ideale quando si vuole sostituire il latte di mucca nei preparati di pasta frolla.

Mangio sano ma non dimagrisco: quali sono gli errori da evitare

Perché mangio sano ma non dimagrisco? Se ti è capitato di farti questa domanda stai leggendo l’articolo giusto. Ci sono persone a cui capita di mangiare sano e allenarsi regolarmente che non riescono a perdere peso come vorrebbero. La ragione? Ci sono una serie di errori che spesso tendiamo a commettere quando siamo a dieta, errori fatti in buona fede che vanno a compromettere i risultati di tutto il nostro impegno. Consideriamo che, quando non sono presenti particolari patologie che influiscono,vediamo le regole da seguire e cose da evitare per tutti. Vediamo insieme quali sono gli errori che non vanno commessi per riuscire a perdere peso efficacemente.

Mangio sano ma non dimagrisco: ecco le ragioni

Capiamo insieme quali possono essere le ragioni per le quali, pur facendo tutto correttamente, si può non perdere peso. Gli errori da evitare?

Saltare i pasti

L’errore più comune di tutti. Saltare i pasti non è assolutamente un modo per velocizzare il processo di dimagrimento. Al corpo, per funzionare bene e dimagrire, serve un introito continuo di nutrienti. Il digiuno prolungato altro non fa che ridurre la massa muscolare con il conseguente aumento della massa grassa.

Saltare gli spuntini

Per assistere al dimagrimento è fondamentale che l’indice glicemico si mantenga pressoché costante. Gli spuntini di metà mattinata e di metà pomeriggio sono importantissimi per far si che i livelli di zucchero nel sangue siano regolari.

Mangiare poco

Mangiare bene non significa non mangiare abbastanza. A volte succede che le persone mangino gli alimenti giusti ma nelle quantità sbagliate e questo va ad incidere sulla perdita di peso. Per far sì che la massa magra aumenti e la massa grassa diminuisca è necessario che il corpo abbia energia: il suo carburante, in questo senso, è il cibo.

Attenzione allo stress

Lo conosci il cortisolo? Anche chiamato ormone dello stress, viene prodotto quando il corpo umano è sotto stress. La produzione di cortisolo tende ad aumentare la glicemia, a ridurre le difese immunitarie fino ad arrivare a stimolare la produzione di nuovo tessuto grasso (chiamata litogenesi) e il catabolismo proteico.

Non bere abbastanza acqua

Il copro umano è fatto per la maggior parte di acqua e, affinché rimanga in salute – e non solo – è necessario bere il giusto quantitativo di acqua durante la giornata. Cosa vuol dire? Che l’acqua che introduciamo deve essere abbastanza da coprire quella che espelliamo. Bere a sufficienza è necessario per il corretto funzionamento del corpo e, quindi, anche per il dimagrimento.

Come sostituire il mascarpone: ecco le alternative valide e dietetiche

Come sostituire il mascarpone? Spesso e volentieri non si vuole rinunciare al gusto di un delizioso dolce ma la dieta è chiara: il mascarpone non è contemplabile. Questo non significa, però, dover rinunciare al piacere di un buon dolce. Esistono moltissimi sostituti del mascarpone che rendono i dolci altrettanto deliziosi ma molto, molto meno calorici. Vediamo allora come sostituire mascarpone ovvero quali sono tutte le alternative valide e dietetiche per rimpiazzare questo delizioso formaggio del Nord Italia.

Mascarpone: perché è tanto calorico?

Cerchiamo di capire esattamente cosa sia il mascarpone e le ragioni per cui risulta essere così calorico. Rispetto agli altri formaggi ha una differenza fondamentale: non si ricava direttamente dal latte. Per ottenere il mascarpone si parte dalla crema del latte. Il mascarpone ha un colore che può andare dal bianco neve al giallo paglierino e un sapore molto delicato che tende al dolce (ragion per cui viene utilizzato nella preparazione di tantissimi dessert). Vediamo le alternative al mascarpone che garantiranno comunque la preparazione di piatti gustosi ma con molti meno grassi.

Come sostituire mascarpone: le alternative dietetiche

Il mascarpone può essere tranquillamente sostituito con gli ingredienti seguenti ottenendo risultati comunque gustosi ma con un contenuto di grassi molto minore.

Sostituire il mascarpone con yogurt greco

Partiamo subito con l’ingrediente sostituto del mascarpone che contiene meno grassi in assoluto: lo yogurt greco. I valori nutrizionali di questo alimento sono perfetti per chi è a dieta ma non vuole rinunciare al dolce. Con il suo alto contenuto di proteine e la dose giusta di carboidrati, il tocco finale è il bassissimo contenuto di grassi.

Formaggio spalmabile al posto del mascarpone

Un’altra alternativa al mascarpone è sicuramente il formaggio spalmabile, ideale per sostituire il mascarpone nei dolci – primo fra tutti il tiramisù – per la sua gran cremosità. Per evitare un alto contenuto di grassi è necessario preferire i formaggi magri tenendo comunque presente che, a prescindere dalla tipologia, il formaggio spalmabile risulterà sempre e comunque meno calorico del mascarpone.

Sostituire il mascarpone con la ricotta dolce

La ricotta dolce è il sostituto per eccellenza del mascarpone nel tiramisù. Come si ottiene? Lavorando della ricotta gentile sarda con i tuorli d’uovo, lo zucchero vanigliato e un po’ di liquore.

Crema chantilly per sostituire il mascarpone

La crema chantilly risulta deliziosa ma meno calorica del mascarpone perché fatta con la panna liquida e lo zucchero a velo. Semplice e veloce da preparare, è necessaria solamente una frusta e occorre prestare attenzione a non esagerare quando si monta. Il volume della panna deve raggiungere il doppio di quello che era all’inizio ma non bisogna esagerare, considerato che si rischia di far diventare la panna burro.

Appuntamento al bar: cosa bere di poco calorico da mattina a sera

Cosa bere al bar di poco calorico? Spesso e volentieri ti ritrovi a dover dire no o in difficoltà se, durante una dieta, ti domandano di uscire. Cosa esco a fare se non posso bere, e se prendessi solo un caffè, se non ci fosse nulla di poco calorico? Queste sono tante delle domande che frullano in testa a chi, dovendo seguire un regime alimentare corretto, pensa che uscire comporti per forza assumere calorie extra. Niente di più sbagliato! Esistono sicuramente una serie di cosa da bere al bar con poche calorie a qualsiasi orario!

Cosa bere al bar di poco calorico? Ecco una serie di alternative

Vediamo insieme cosa bere al bar di poco calorico a seconda del momento della giornata e, ovviamente, dei gusti!

Cosa bere al bar al posto del caffè?

Partiamo dal presupposto che non è il caffè il problema. A livello calorico, infatti, se non zuccherato non va ad incidere significativamente nel bilancio calorie. Il problema a livello calorico si registra quando si bevono le varianti (cappuccino, caffè macchiato) o se si zucchera ognuno degli espressi che si bevono nel corso della giornata. A quante calorie corrisponde una bustina di zucchero bianco o di canna? 30 kcal. Il classico cucchiaino, invece, apporta circa 20 kcal. Cosa preferire nell’ambito delle bevande con caffeina per evitare di dover zuccherare eccessivamente? Il caffè al ginseng, ancor meglio il caffè d’orzo (ancor meno calorico del primo).

Cosa bere al bar di poco calorico durante il giorno

Partiamo subito con le bevande gassate, presenti in tutti i bar. L’ideale, se proprio si deve optare per questa tipologia di drink, è puntare sulle versioni light e senza zucchero. In linea di massima questa tipologia di bibita sarebbe da evitare poiché contiene moltissimi zuccheri e agisce creando dipendenza. Le bevande gassate non solo non dissetano ma rischiano anche di creare dipendenza. E i succhi di frutta? Si è portati a pensare che, essendoci una base di frutta, il succo sia tendenzialmente sano ma la verità è che quelli confezionati sono pieni di zuccheri e ad alto contenuto calorico.

L’alternativa sana? Il centrifugato! Ce ne sono moltissime tipologie a base diversa (sedano, carote, arancia, mele, ananas, cetrioli) a seconda dei locali nei quali ci si trova. Oltre a non essere dannosi per la dieta sono anche utili per depurare l’organismo. Lo stesso discorso vale per le spremute d’arancia. E quando è inverno è ci si vuole scaldare con una bella cioccolata calda accompagnata da biscotti? Una goduria, certo, ma non un bene per la dieta. In questo caso è bene sostituirla con un tè caldo o con una tisana senza zuccherarli beneficiando così delle tante virtù di queste bevande ed evitando di assumere calorie a vuoto. Sono molti i bar che offrono opportunità in questo senso con moltissimi gusti di tè e tisane.

Cosa bere al bar di poco calorico la sera

E quando cala la notte e si comincia a puntare su aperitivi, drink, vino, birre, superalcolici di ogni genere? In questo caso si può fare uno strappo alla regola ma bisogna essere ligi con le quantità. Un bicchiere di birra o un calice di vino vanno bene, ma deve finire lì se non si vuole compromettere la dieta. Le regole d’oro quando si bevono alcolici? Non farlo a stomaco vuoto, poiché tendono a gonfiare la pancia, e non per dissetarsi, perché fanno tutto fuorché quello. E se proprio si vuole bere un cocktail? Ecco la lista dei meno calorici: Spritz Aperol, Bellini, Margarita, Gin Tonic, Margarita.

Da cup a grammi, come convertire i principali alimenti usati in cucina

Spesso quando si vuole replicare una ricetta trovata in rete ci si imbatte in unità di misura diverse da quelle a noi note, dunque diverse dai grammi e loro multipli e sottomultipli che sin dai tempi della scuola cominciano a entrarci nella testa e con cui cominciamo a familiarizzare. A volte, infatti, le quantità vengono espresse in unità di misura americane, molto diverse dalle nostre non solo nella terminologia. Cup, tablespoons, teaspoon, quart, ounce, pound: sono queste le unità di misura più comuni, i termini che maggiormente si può trovare spulciando sui siti e i blog di cucina. Decisamente poco pratiche, soprattutto se si va un po’ di fretta, vero? Vediamo dunque come convertire da cup a grammi e non solo, per facilitarci il lavoro quando necessario.

Infatti può essere davvero utile avere a portata di mano una sorta di tabella di conversione da cup a grammi, da utilizzare all’occorrenza, senza doversi applicare di volta in volta. In questo moto si evita di dover impazzire a fare calcoli o a fare ricerche in rete per tradurre le quantità e le dosi richieste.

Facciamo un po’ di chiarezza

Le unità di misura americane sono molto gettonate in diversi siti e blog dedicati alla cucina. Gli americani non utilizzano il sistema internazionale di unità di misura, il nostro sistema metrico decimale, ecco perché possiamo trovarci in difficoltà con le loro ricette. Usano un sistema personalizzato che trae spunto dal sistema imperiale britannico, con cui abbiamo davvero poca dimestichezza.

Gli americani sono soliti utilizzare come unità di misura per le ricette questi termini. Eccone la traduzione:

  • cup = tazza
  • tablespoons = cucchiai
  • teaspoon = cucchiaini
  • quart = quarto di gallone
  • ounce = oncia
  • pound = libbra

Ecco invece le corrispondenze tra di loro:

  • cup (tazza) = 16 tablespoons = 236 ml
  • tablespoon (cucchiaio) = 3 teaspoons = 15 ml
  • teaspoon (cucchiaino) = 1/3 tablespoon = 5 ml
  • quart (quarto di gallone) = 4 cups = 0,95 l
  • ounce (oncia) = 28 gr / 30 ml
  • pound (libbra) = 16 ounces = 454 gr
  • pint (pinta) = 2 cups = 0,47 l

A complicare le cose, c’è un elemento che non si può trascurare. Mentre secondo il sistema di unità di misura a noi ben noto un etto è sempre un etto, che sia di zucchero, burro, farina o riso, una cup misura quantità diverse a seconda degli ingredienti che contiene. Una cup di zucchero, insomma, ha un peso diverso da una cup di farina e così via.

Da cup a grammi

Ecco, dunque, un’altra tabella di conversione utilissima che specifica le quantità precise di ciascuno degli ingredienti più comuni in cucina da cup a grammi.

  • 1 cup di acqua = 235 gr
  • 1 cup di mandorle intere = 143 g
  • 1 cup di mandorle a lamelle = 107 g
  • 1 cup di riso crudo = 150 g
  • 1 cup di riso cotto = 80 g
  • 1 cup di farina di cocco = 75 g
  • 1 cup olio di cocco = 200 gr
  • 1 cup gocce di cioccolato = 160 gr
  • 1 cup di cacao = 120 g
  • 1 cup di yogurt = 245 gr
  • 1 cup di latte = 245 gr
  • 1 cup di burro = 230 g
  • 1 tablespoon di lievito per dolci = 15 g

Infine, zucchero e farina meritano un discorso a parte nella conversione da cup a grammi. Tutto cambia a seconda delle diverse tipologie presenti in commercio.

  • 1 cup di zucchero bianco = 200 g
  • 1 cup di zucchero di canna = 220 g
  • 1 cup di zucchero a velo = 120 g
  • 1 cup di farina 00 (pastry/cake flour) = 115 g
  • 1 cup di farina 0 (all purpose flour) = 125 g
  • 1 cup di farina integrale (whole-wheat flour) = 120 g
  • 1 cup di farina di mandorle = 97 g

Snack magri: 5 spuntini che saziano con poche calorie

Snack fit: quali sono i migliori spuntini da preparare in casa per chi sta cercando di perdere peso? Chi segue un regime alimentare regolare e sta attento a quello che mangia lo sa bene: fare 5 pasti al giorno è fondamentale. Oltre i tre pasti principali sono previsti due spuntini, utili per non arrivare ai pasti principali affamatissimi e esagerare con le calorie che si assumono. Quali snack scegliere per rimanere in forma e non assumere troppo calorie? Vediamo insieme 5 idee per snack fit gustosi da preparare in casa.

Snack fit: 5 idee per spuntini gustosi

Vediamo ora 5 idee per preparare spuntini dietetici e gustosi, perfetti sia per essere consumati in casa che per essere portati a lavoro o all’università.

Smoothie con frutta di stagione

Gli smoothie sono uno spuntino ideale per chi sta attento alle calorie che ingurgita. Freschi e colorati, gli smoothie sono perfetti in qualsiasi  stagione se fatti con la frutta fresca del periodo. Serve un po’ di tempo a disposizione per frullare il tutto ma sono comunque uno spuntino comodo da portare in giro in un bicchiere apposito.

Barretta ai cereali

Si può fare in casa? Certo che si! Occorre mettere sul fuoco 50 g di zucchero di canna grezzo insieme a 150 g di sciroppo d’acero. Una volta che il tutto comincia a sciogliersi si possono aggiungere 150 g di cereali misti e, a piacimento, 70 g di nocciole tritate. Mescolare per 20 minuti e aggiungere con un po’ di scorza di limone. Una volta messo il composto in una teglia rettangolare potrete tagliare il le barrette.

Frutta secca per un rapido spuntino fit

Nessuno spuntino è più rapido della frutta secca. Quale scegliere: pistacchi, nocciole, noci, mandorle. Sono tutti egualmente ricchi di proteine e grassi insaturi. Contribuiscono a dare un senso di sazietà e tanta, tanta energia. Tra i vari spuntini citati sicuramente la frutta secca è quello più comodo da portare in giro ma bisogna stare attenti a non esagerare.

Spiedini di frutta per rinfrescarsi

La frutta fresca è sempre una buona idea, soprattutto nella bella stagione. Una buona dose di frutta fornisce tante vitamine e sazia fino al pasto successivo. Come prepararla? Si possono creare degli spiedini o dei pratici vasetti di macedonia con la frutta che preferite tagliate come volete. Ci sono regole? Assolutamente no. Potete fare tutti gli abbinamenti in base ai vostri gusti.

Yogurt e frutta fresca

Un altro spuntino davvero gustoso che non comporta assumere troppe calorie è lo yogurt con la frutta fresca. Scegliendo la versione magra, ovvero lo yogurt greco, si assume solo il 2% di grassi. Potete, anche in questo caso, scegliere la frutta di stagione e che più vi piace. La chicca? Provate a farvi lo yogurt in casa da soli. Occorrerà cercare un po’ in giro i fermenti lattici vivi ma ne varrà la pena.

Dieta Atkins, dimagrimento in 4 fasi con eliminazione di carboidrati

La Dieta Atkins prende il nome dal suo inventore, che nel metterla a punto l’ha testata su se stesso per risolvere il suo problema di sovrappeso. Nel tempo l’ha sempre più perfezionata, scrivendo anche diverse pubblicazioni in merito,

L’idea di fondo è che la causa principale del problema del sovrappeso e dell’obesità in Occidente sia dovuta all’assunzione di carboidrati raffinati. Eliminando questi ultimi (come zucchero e farina) il corpo ottiene grandi benefici. Trae l’energia necessaria per il suo funzionamento esclusivamente da grassi e proteine, assumibili senza alcun limite.

La dieta Atkins prevede 4 fasi: approccio, perdita di peso, pre-mantenimento e mantenimento definitivo per il resto della vita.

La dieta Atkins nel dettaglio

  • Approccio: si possono consumare solo 20 grammi netti giornalieri di carboidrati. Sì a carne e formaggi magri, no ai legumi, troppo ricchi di amidi. In questa fase bisogna bere 8 bicchieri d’acqua al giorno, ridurre la caffeina ed escludere gli alcolici. Consigliata è anche l’assunzione di multivitaminici.
  • Perdita di peso: ogni settimana il limite giornaliero di carboidrati aumenta di 5 grammi netti. Questa fase va avanti fino a quando non si è a circa 4 kili di distanza dal proprio obiettivo da raggiungere, in termini di peso.
  • Pre-mantenimento: a questo punto l’assunzione di carboidrati aumenta di 10 grammi alla settimana.
  • Mantenimento: bisogna mantenere le abitudini acquisite nelle fasi precedenti e ricominciare dall’inizio se il peso viene riacquistato.

Pro e contro della dieta Atkins

Questo regime costringe il corpo ad utilizzare i lipidi e le proteine come fonte energetica alternativa. Ciò implica un veloce dimagrimento, dato che la dieta accresce il dispendio energetico quotidiano (grazie all’elevato apporto proteico), aumenta il senso di sazietà e stimola la produzione di ormoni anabolici, che uniti allo sport alzano il metabolismo basale.

Di contro, va specificato che la dieta fa sì che le riserve glucidiche dell’organismo si esauriscano velocemente: il corpo brucia i grassi e produce corpi chetonici, che però abbassano il pH ematico (rendono il sangue più acido) e causano nausea, cefalea, affaticamento. Altri possibili effetti collaterali imputabili alla dieta Atkins sono insonnia, costipazione, osteoporosi, malattie malattie cardiovascolari. Infatti per soddisfare le richieste energetiche dell’organismo si fa ricorso a grossi quantitativi di grassi animali, che innalzano i livelli di colesterolo.

Cachi, aumenta la forza sia prima che dopo l’allenamento

Quello in corso è il periodo della piena maturazione del cachi, frutto autunnale per eccellenza, dolce e saporito, dal vivo colore arancione, ricco di proprietà. Il suo albero, conosciuto anche come caco, loto o kako, è il diospyros kaki, che in greco significa letteralmente “cibo degli dei”. Il fusto può raggiungere in alcuni casi anche un’altezza di 15 metri.

Originarie dell’Asia orientale, le prime piante di cachi in Italia risalgono ai primi anni del 900, inizialmente al sud Italia, poi pian piano anche nel resto della penisola. Ancora oggi è comunque la Sicilia la regione che ne produce maggiormente e che esporta molto anche all’estero.

Proprietà e benefici del cachi

Questo frutto stagionale contribuisce a ridurre significativamente l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale, ma aiuta anche a neutralizzare l’acidità dei succhi gastrici dello stomaco. A differenza degli agrumi, infatti, ha un ph lievemente alcalino, per cui è particolarmente consigliato per chi soffre di gastrite e reflusso gastroesofageo. Il contenuto di potassio e sodio favorisce l’eliminazione dell’acqua a livello renale attraverso la diuresi, che viene incoraggiata. E ad essere incoraggiate sono anche le proprietà evacuative, grazie al ricco contenuto di fibra insolubile, che fa aumentare il volume fecale nell’intestino. Di grande aiuto è anche la tanta acqua contenuta. I cachi sono una sorta di lassativi naturali, indicati in particolar modo in caso di stipsi.

Tra i componenti principali del cachi c’è anche lo zucchero, infatti è un frutto dall’alto potere energetico: 200-250 grammi contengono circa 200 kcal. Per questo è molto indicato a chi pratica attività sportiva, sia prima che dopo l’allenamento: è utile per contrastare gli stati di stanchezza fisica e mentale e fornisce una buona riserva di energia naturale.

Le vitamine apportano molti altri benefici: la vitamina A protegge la vista e mantiene sana la pelle, mentre la vitamina C mantiene alte le difese immunitarie.

Il cachi contiene anche antiossidanti che proteggono contro i radicali liberi e contrastano l’invecchiamento cellulare; betacarotene che combatte l’acne e attenua i dolori mestruali. Infine ci sono le catechine, dalle riconosciute proprietà antinfiammatorie, antinfettive e antiemorragiche.

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Acqua Proteica: ne hai davvero bisogno?

L’acqua proteica nasce probabilmente dall’idea piuttosto modaiola che i carboidrati fanno male, che dobbiamo mangiare principalmente proteine e che la dieta chetogenica è l’unico modo per raggiungere degli obiettivi in termini di forma fisica.

Cos’è l’acqua proteica?

Composta da acqua e proteine, per lo più contiene 15 grammi di proteine e 70 calorie per 500 ml. Potrebbe includere anche vitamine e minerali. Tuttavia dipende dal marchio che si acquista.

Si tratta di una bevanda che non contiene zucchero, da bere come sostitutivo di bevande con contenuto di zucchero più elevato (sempre che tu abbia questa abitudine). Può essere utilizzata come integratore nel caso tu non riesca a raggiungere la quota stabilita di proteine giornaliera oppure come sostituto di bevande zuccherine. E’ facile capire come possa facilmente diffondersi l’utilizzo dell’acqua proteica tra coloro che si allenano molto e vogliono mettere su massa muscolare. E’ infatti, estremamente pratica.

Ci sono alcuni aspetti negativi, da prendere in considerazione. L’acqua proteica rientra nel discorso più generale degli shake proteici. Spesso e volentieri si fa un abuso di prodotti ad alto contenuto proteico, ignorando completamente alcuni fattori, come ad esempio il fatto che i nutrienti ingeriti non derivino da alimenti reali, piuttosto che spesso si vada oltre il totale proteico da assumere quotidianamente.

Inoltre se è vero che l’acqua proteica è priva di zuccheri, è spesso addolcita con dolcificanti artificiali.

L’acqua proteica fa bene o male? 

L’acqua proteica , dal nostro punto di vista, va vista come un normalissimo integratore, al pari dello shake proteico, o crema di nocciole proteica, o pancake proteico. Atleti o anche persone che devono perdere peso in eccesso potrebbero inserirla nel loro piano alimentare per aumentare la quantità giornaliera di proteine.

Per molte persone, risulta assolutamente priva di utilità: chi segue un’alimentazione corretta, dovrebbe essere infatti in grado di raggiungere la quota di nutrienti necessari per il corretto funzionamento del corpo, con gli alimenti presenti in tavola. E’ fondamentale ricordare che l’acqua proteica non va assolutamente vista come sostituto dell’acqua naturale o minerale.