Una scansione oculare per la diagnosi di Alzheimer

I mutamenti della retina denunciano l’insorgenza della malattia

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Dagli occhi arriva un possibile metodo non invasivo per la diagnosi del morbo di Alzheimer. Un team di ricerca del Centre for Eye Research Australia e della University of Melbourne ha scoperto che i malati di Alzheimer mostrano mutamenti a carico della retina che possono dimostrare la presenza della malattia già nei primi stadi di sviluppo.

Lo studio, pubblicato su Nature Communications, dimostra la possibilità di individuare con precisione le persone con alti livelli di proteina beta amiloide, sostanza che si accumula nel cervello a partire da 20 anni prima dell’insorgenza dei primi sintomi.

La scansione oculare usa imaging iperspettrali per proiettare nell’occhio una luce con i colori dell’arcobaleno, una forma di tecnologia utilizzata nei satelliti per esaminare la superficie terrestre in cerca di giacimenti minerali.

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