32.955 morti. L’Italia prova a ripartire


Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.
I decessi della giornata sono 78.
I casi totali sono ora 230.555, con un aumento di 397 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 521, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.
Da lunedì 18 maggio gli italiani si riapproprieranno di alcune libertà che l’inizio dell’emergenza coronavirus aveva sospeso. Non sarà più necessaria l’autocertificazione per circolare all’interno della propria regione, di conseguenza gli spostamenti tornano completamente liberi nella città di appartenenza. Si può andare anche nelle seconde case – sempre all’interno della stessa regione – ed eventualmente spostare il proprio domicilio, se si vuole.
L’autocertificazione rimane nel caso in cui si abbia necessità di andare in un’altra regione …  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | coronavirus, infezione, sintomi,

Ma la primavera non lo sapeva

In questi giorni il web sta offrendo, tra le varie cose, tante belle riflessioni, iniziative, pensieri. Eccone un esempio davvero speciale: grazie Irene Vella per le tue parole incredibilmente toccanti.

Era l’11 marzo del 2020, le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare
Ed il sole a splendere
E tornavano le rondini
E il cielo si colorava di rosa e di blu
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse
Era l’11 marzo 2020 i ragazzi studiavano connessi a Gsuite
E nel pomeriggio immancabile l’appuntamento a tressette
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa
Dopo poco chiusero tutto
Anche gli uffici
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini
Perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali
E la gente si ammalava
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire
Era l’11 marzo del 2020 tutti furono messi in quarantena obbligatoria
I nonni le famiglie e anche i giovani
Allora la paura diventò reale
E le giornate sembravano tutte uguali
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme
Di scrivere lasciando libera l’immaginazione
Di leggere volando con la fantasia
Ci fu chi imparò una nuova lingua
Chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi
Chi capì di amare davvero separato dalla
vita
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza
Chi chiuse l’ufficio e aprì un’osteria con solo otto coperti
Chi lasciò la fidanzata per urlare al mondo l’amore per il suo migliore amico
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
E l’economia andare a picco
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti
E poi arrivò il giorno della liberazione
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
E che il virus aveva perso
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto
E allora uscimmo per strada
Con le lacrime agli occhi
Senza mascherine e guanti
Abbracciando il nostro vicino
Come fosse nostro fratello
E fu allora che arrivò l’estate
Perché la primavera non lo sapeva
Ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte
Perché la primavera non lo sapeva
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.

photo: Unsplash

L’articolo Ma la primavera non lo sapeva proviene da Sani per Scelta.

Coronavirus, un paziente grave su tre avrà problemi a vita

Difficoltà respiratorie croniche per il 30 per cento dei malati gravi

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Polmoni a rischio per almeno 6 mesi e un terzo dei pazienti gravi guariti con difficoltà respiratorie croniche. È il triste lascito dell’infezione da nuovo coronavirus segnalato dagli esperti della Società Italiana di Pneumologia.

Ovviamente, a pagare dazio in misura maggiore sono quei pazienti che hanno trascorso più tempo in terapia intensiva, trattamento salvavita ma estremamente pesante per l’organismo.

Quello che ci preoccupa – spiega Marta Lazzeri, presidente dell’Associazione Riabilitatori dell’Insufficienza Respiratoria (ARIR) e fisioterapista all’ospedale Niguarda di Milano, intervistata dal Corriere della Sera – sono le conseguenze a lungo termine per i pazienti più gravi, che hanno subito una polmonite importante, perché temiamo ci possa essere un’evoluzione in fibrosi polmonare, con cicatrici permanenti ai polmoni.

Covid-19, carica virale dei bambini comunque alta

Paragonabile a quella degli adulti secondo uno studio tedesco

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Uno studio di scienziati tedeschi coordinati dal virologo Christian Drosten ha valutato la carica virale di gruppi di persone colpite dal virus Sars-CoV-2.

È emerso un aspetto interessante e apparentemente in contrapposizione con le evidenze disponibili finora, ovvero che la carica virale dei bambini è alta allo stesso modo di quella degli adulti. Di conseguenza, i bambini potrebbero contagiare esattamente come gli adulti. Finora si era pensato di no, sulla base del fatto che i bambini sembrano mostrare una certa resistenza al virus, che li infetta in misura minore rispetto alle altre categorie, dando anche luogo a sintomi meno pesanti.

Per stimare l’infettività dei bambini, gli scienziati tedeschi hanno analizzato la carica virale durante una serie di test effettuati presso il Charité Institute of Virology and Labor di Berlino.

32.877 morti. L’Italia prova a ripartire

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 92.

I casi totali sono ora 230.158, con un aumento di 300 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 541, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Da lunedì 18 maggio gli italiani si riapproprieranno di alcune libertà che l’inizio dell’emergenza coronavirus aveva sospeso. Non sarà più necessaria l’autocertificazione per circolare all’interno della propria regione, di conseguenza gli spostamenti tornano completamente liberi nella città di appartenenza. Si può andare anche nelle seconde case – sempre all’interno della stessa regione – ed eventualmente spostare il proprio domicilio, se si vuole.

Riaprono le palestre ma senza corsi di gruppo. Perche?

Riaprono le palestre, giornata bellissima per gli amanti delle palestre che oggi sono potuti rientrare ad allenarsi tra macchine e pesi abbandonando così gli allenamenti casalinghi tra cassette d’acqua e altre tipologie di carichi improbabili.

Un po’ meno felici, senz’altro gli amanti dei corsi di gruppo. Dal funzionale al GAG, grande delusione per chi in palestra ci va soprattutto per sentirsi motivato allenandosi con altre persone. L’attività in sala, se fatta in maniera costante e con dedizione, richiede un po’ più di isolamento.

Riaprono le palestre ma senza corsi di gruppo

Il motivo per cui riaprono le palestre ma senza corsi di gruppo. è facilmente intuibile, posto che uno dei grandi problemi del propagarsi dell’epidemia sono proprio i positivi asintomatici si capisce come nelle palestre il mantenimento delle distanze di sicurezza sia condizione imprescindibile. E questo soprattutto nei corsi non è sempre possibile.

Secondo un articolo riportato dal giornale online business insider, agli inizi di febbraio ci sarebbe stato un contagio di massa in Corea dovuto ad una classe di ballo all’aperto  con circa 27 partecipanti. A sentire  fonti attendibile, 8 partecipanti all’evento erano positivi asintomatici. Nell’arco del mese si registrarono altri 112 contagi tutti riconducibili alla classe di ballo, ed in particolare ad istruttori di fitness che avevano tenuto classi nonostante lievi sintomi di coronavirus come tosse.

Perchè le classi di gruppo sono così pericolose?

Mesi di lockdown ci hanno fatto ben comprendere la pericolosità del coronavirus, ma sembrerebbe che le classi di fitness rappresentino un occasione di contagio clamorosa. Secondo un report infatti, l’aria che si respira all’interno delle piccole sale di aerobica e le particelle di sudore combinate agli spostamenti d’aria causati dal movimento, rendendo più facile la trasmissione delle particelle del virus.

Questa non è una rivista scientifica e non vuole dare indicazioni a riguardo, ma dal nostro punto di vista è un bene che le palestre aprano, tuttavia il criterio imprescindibile che deve guidare un luogo in cui si lavora per la salute, non può mettere a rischio la salute stessa degli iscritti, per tanto ci affidiamo al buon senso di tutti nel rispettare regole.

Il calo dei contagi minaccia il vaccino

Il lockdown riduce le possibilità di sperimentazione di vaccini e farmaci

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È lo stesso paradosso che si verificò qualche anno fa per Ebola. Il vaccino studiato per la terribile febbre emorragica, virus con un tasso di mortalità molto più elevato del nuovo coronavirus, andò incontro a molte difficoltà durante la sperimentazione perché le misure di igiene e isolamento delle autorità sanitarie avevano contenuto di molto la circolazione del virus.

Per il coronavirus si sta profilando la stessa situazione, tanto che Adrian Hill, direttore dello Jenner Institute dell’Università di Oxford che sta sperimentando il proprio vaccino in collaborazione con l’azienda biotech Irbm di Pomezia, ha dichiarato: “È una corsa contro il tempo. E anche contro il rischio che il virus scompaia. Le chance di successo del nostro vaccino attualmente sono al 50%”.

32.735 morti. L’Italia prova a ripartire

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 119.

I casi totali sono ora 229.327, con un aumento di 669 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 572, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Da lunedì 18 maggio gli italiani si riapproprieranno di alcune libertà che l’inizio dell’emergenza coronavirus aveva sospeso.

Covid-19, scoperto meccanismo che la aggrava

Ricerca italiana apre nuove strade in ambito terapeutico

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In attesa di un vaccino specifico, tutto il mondo è impegnato in una corsa contro il tempo per comprendere i meccanismi fisiopatologici che contraddistinguono le varie manifestazioni della malattia da Covid-19 e di conseguenza individuare possibili trattamenti terapeutici in grado di “arginare” le manifestazioni cliniche più gravi.

Covid-19 si presenta infatti con un quadro clinico che varia da una forma con sintomi minimi come tosse e febbricola, a forme gravi con insufficienza respiratoria che sino al 15% dei casi possono essere pericolose per la vita.

Le forme gravi sono legate a un’eccessiva risposta infiammatoria all’invasione del virus. L’intensa infiammazione, meglio nota come “tempesta citochinica”, sarebbe responsabile del danno a livello polmonare e di altri organi, contribuendo anche alla formazione di coaguli nei vasi sanguigni.

32.616 morti. L’Italia prova a ripartire

Nuove disposizioni mentre la curva rallenta

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Segnali evidenti di rallentamento dei contagi, ma è necessario mantenere alta l’attenzione.

I decessi della giornata sono 130.

I casi totali sono ora 228.658, con un aumento di 652 positivi nell’ultima giornata. Positivo l’ulteriore calo dei pazienti in terapia intensiva, che sono ora 595, cifra costantemente in calo nelle ultime settimane.

Da lunedì 18 maggio gli italiani si riapproprieranno di alcune libertà che l’inizio dell’emergenza coronavirus aveva sospeso.

Non sarà più necessaria l’autocertificazione per circolare all’interno della propria regione, di conseguenza gli spostamenti tornano completamente liberi nella città di appartenenza.